Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella

Pochi resistono al fascino del prestigioso Pinot Nero, un vitigno elegante, potente, con spiccate sfumature fruttate, molto difficile da coltivare. La sua terra di elezione è la Borgogna, in particolare la Côte d’Or, da cui provengono i migliori vini del mondo prodotti con quest’uva. Oltre che nello Champagne, il Pinot Nero è però oggi coltivato, con buoni risultati, anche altrove. E l’Italia ne è un esempio.

Coltivare Pinot Nero non è facile, significa accettare una sfida. Chi lo fa conosce i rischi a cui va incontro e per questo si pone un solo obiettivo: creare il capolavoro. Non è da tutti. In Italia si distingue l’azienda veneta Monte Zovo, che, in una zona non vocata alla coltivazione del Pinot Nero, ha deciso di investire molte risorse su un vitigno “testardo”.

Conosciamo l’azienda Monte Zovo

L’azienda Monte Zovo si estende su 140 ettari di vigneto dislocati tra  Caprino Veronese, la Valpolicella orientale e l’area di Desenzano. Presso la Tenuta Monte Zovo,  inserita nell’anfiteatro morenico di Rivoli, alle spalle del Lago di Garda e alle pendici del Monte Baldo, si è svolta una degustazioni di vini e una masterclass, dove è stato proposto anche il Pinot Nero.

Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella

L’azienda Zovo è la storia della famiglia Cottini,  una famiglia che vanta una lunga tradizione enologica. Ben 4 generazioni si sono avvicendate. Tutto inizia nel 1925, quando Carlo Cottini avvia una prima attività agricola dedita alla coltivazione della vite e della frutta. Nel 1950 il figlio Raffaele rende centrale la produzione del vino, ma la vera svolta avviene nel 2000 quando la terza generazione rappresentata da Diego dà vita con la moglie Annalberta all’azienda Monte Zovo. Un’attività che Diego oggi porta avanti con i figli Mattia e Michele.

Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella

Diego Cottini, pur ereditando oltre un secolo di esperienze enologiche, ha avuto il merito di imboccare una strada fatta di sperimentazioni. Da alcuni considerato un pazzo, da altri un visionario, ha acquistato terreni in quota, ha lavorato con tenacia, ha investito e ha saputo aspettare i tempi necessari per produrre un ottimo vino. La scommessa è stata di certo vinta, come testimonia il successo di etichette ormai conosciute ed apprezzate da molti. Vini stimati e amati sono l‘Amarone, il Valpolicella, il Ripasso, il Reciotto, il Bardolino, il Chiaretto, il Soave, il Pinot Nero, la Lugana e il Calinverno.

Diego, quando il figlio Mattia gli ha chiesto di seguire un sogno, di produrre Pinot Nero in una terra di certo non vocata, non ha opposto alcuna resistenza. Ed ecco così l’avvio dei vigneti di Spiazzi ad un’altitudine di 900 metri.

Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella

Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella

Ho partecipato presso l’azienda Monte Zovo ad una degustazione presieduta dal grande enologo Riccardo Cotarella, che con chiarezza e semplicità mi ha spiegato quali sono le caratteristiche che rendono un Pinot Nero un vino capace di evitare l’inferno per assumere caratteristiche paradisiache e farci intuire la natura dell’Eden.

Pinot Nero croce e delizia di ogni winemaker

É un vino che deve sapere di more, di ciliegie, con un tocco floreale, per evitare di assomigliare a qualsiasi vino rosso. Deve lasciare la bocca pulita, fare salivare. Il suo colore deve esprimere eleganza, non deve essere eccessivamente scuro, così come la sua corposità non deve mai essere eccessiva.

Che cosa occorre per produrre un ottimo Pinot Nero: dalle caratteristiche del terroir alle attenzioni durante la coltivazione

Altitudine, sbalzi termici tra notte e giorno, giusta acidità e grande attenzione alla vinificazione. Ecco il segreto per ottenere un ottimo Pinot Nero. Il terroir, ovvero il clima e il terreno, permettono al Pinot Nero di assumere il suo carattere: un terreno argilloso conferirà corposità e rotondità, un terreno più magro un frutto fresco, un terreno di ardesia una forte mineralità.

É un vino che rifugge dalla tannicità per rincorrere l’eleganza. Il Pinot Nero ama la bottiglia, meno la botte. La proposta di Monte Zovo ha il pregio di esaltare la morbidezza nell’eleganza.

L’anima del Pinot Nero salvata dalle grinfie del diavolo

Un Pinot Nero capace di avvicinarsi alla perfezione ha una buona struttura, soprattutto nella sua acidità, che non deve essere aspra, astringente, ma dolce in grado di fare salivare. Esprime un’eleganza che si traduce in uno stile di vita. Un vino per chi ama godere di grandi piaceri e di chi sa cogliere le sfumature. Un vino non semplice, che necessita di palati allenati a sapere cogliere la sua raffinatezza.

Un appunto famelico: mai degustato il Calinverno?

Il Pinot Nero di Monte Zovo spiegato da Riccardo Cotarella. La sorpresa del Calinverno

Parlando di vini a bacca rossa, non si può non menzionare il Calinverno, un vino creato da Diego Cottini e prodotto solo nelle annate migliori. Già il nome affascina. Trae origine da galaverna o calaverna, la brina ghiacciata che ricopre i campi nei mesi invernali. É un vino complesso: prevede un appassimento in due fasi. Il primo appassimento si svolge in pianta, attraverso una maturazione delle uve, lasciate sul tralcio fino alle prime brine invernali. Il secondo  si verifica in fruttaio per 30 giorni.

Un vino molto amato da Diego Cottini prodotto per fare emergere il valore del terroir attraverso un uvaggio che vede le varietà  autoctone – Corvina, Corvinone e Rondinella – unite a Croatina e Cabernet Sauvignon, coltivati con metodo biologico, nei 12 ettari della tenuta di Caprino Veronese, sulle colline dell’anfiteatro morenico di Rivoli.

Un vino che ricorda le musiche di Fabrizio De André (ricordate Inverno? “Ma tu che vai, ma tu rimani/ vedrai la neve se ne andrà domani/rifioriranno le gioie passate /col vento caldo di un’altra estate“) o la trama del film “Frozen” (“Solo un amore vero può sciogliere un cuore di ghiaccio. Solo una prova d’amore sincero può salvare dalla morte la persona amata”) o anche l’intreccio di un romanzo che narra gesta eroiche e leggendarie.

Cottini
Loc. Zovo 23 – 37013 Caprino Veronese (Vr)
Tel 045 7281301 – Fax 045 6283259
www.cottinivini.com
info@cottinivini.com

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