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Viaggi: cibo e cultura. Talvolta deludono…

Ci sono gourmet viaggi che ti stupiscono per la ricchezza di spunti enogastronomici e culturali, altri che ti deludono immensamente. Io viaggio molto e posso testimoniarlo. Un esempio? Ho sottovalutato Zurigo. Ho dovuto ricredermi. Non tanto per le proposte enogastronomiche tradizionali, ma per quelle internazionali. Ti trovi ad assaggiare piatti capaci di raccontare storie di chef che vengono da tutto il mondo. Conosci culture diverse. La tua mente si apre, conosci una nuova grammatica del cibo, proposte culinarie innovative, nuove tecniche per trasformare ingredienti più o meno conosciuti.

E le delusioni?

Ci sono e non sono poche e vengono da quei luoghi da cui meno te lo aspetti. Viaggi gourmet da cui ti aspetti tanto e ti accorgi che, al contrario, vince la pigrizia culturale. Ci sono paesi ricchi di storia e di tradizioni che ormai vivono solo su riconoscimenti ottenuti nel passato. Sì, avete capito bene, sto parlando della Francia, dove, al di là della ristorazione gourmet, le delusioni sono veramente tante. Con terrore osservo quello che sta accadendo in Italia. E se succedesse anche nel nostro Paese?

Viaggi gourmet: moda o voglia di cultura?

E poi le mode, diverse dalle tendenze sorrette da una riflessione culturale. Che dire della cucina vegana?  Il rischio è sempre quello: basta dichiararsi vegani per diventare il top! Quello che dovrebbe contraddistinguere un viaggio gourmet è la curiosità, il desiderio di conoscere nuove proposte enogastronomiche per costruire il proprio diario di viaggio e…di sapori!

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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