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Bolzano in 48 ore? Cosa è possibile

Cosa visitare, quali musei non perdere, dove assaggiare la cucina tradizionale e soggiornare nel confort: piccole indicazioni per “staccare” 2 giorni (senza sensi di colpa). Il racconto di Raffaella Borea.

Bolzano in 48 ore. Possono bastare 2 giorni scarsi per conoscere una città? La risposta è – ovviamente – negativa, ma per farsene un’idea sono sufficienti. L’importante è tornarci con calma, dopo essersi fatti travolgere dallo spirito che la anima, aver identificato i “must be place” da visitare ed aver individuato tutti gli altri luoghi che meriterebbero un pit stop. Con Bolzano è andata proprio così: due giornate ed una notte per entrare in relazione con la città, lasciando che i suoi palazzi, piazze e portici scorressero negli occhi come un bel film. Film che merita di essere rivisto, per coglierne i dettagli più suggestivi.

Bolzano in 48 ore: cosa vedere

Museion . Museo Civico Museo Archeologico dell’Alto Adige

Per assaporarne le atmosfere basta veleggiare nel centro storico o spostarsi sino a raggiungere il fiume Talvera, a pochi passi da quel Museion (www.museion.it) che seduce per la sua architettura trasparente e flessibile. Tra i maggiori musei d’arte contemporanea nazionali e internazionali, Museion affianca alle periodiche esposizioni tematiche una collezione che conta oltre 4500 opere e, fedele alla sua natura polivalente, si apre periodicamente a eventi di musica, danza e performance culturali svolti nello spazio Passage.

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Da questa struttura a tratti evanescente al Museo Civico (www.comune.bolzano.it/museo_civico) il passo è breve, ma lo stile tradisce bel altre origini. Lo confermano il gusto eclettico delle finestre a bifora, la loggetta a due piani e la torre merlata. Passeggiando tra le sue sale si viene proiettati nel folklore, nell’arte altoatesini e in un mondo di usi e di costumi che hanno molto da raccontare della storia locale. Storia che è protagonista assoluta anche del Museo Archeologico dell’Alto Adige (www.iceman.it) dove ad accogliere è “Otzi”, l’uomo venuto dal ghiaccio risalente all’Età del rame che qui ha trovato il suo rifugio.

Museo del tesoro del Duomo

Scrigno di una delle più ricche raccolte di arredi sacri di età barocca dell’intera area tirolese è invece il Museo del tesoro del Duomo dedicato a Maria Assunta. La chiesa, che sorge sul sito di una basilica paleocristiana del VI secolo, rappresenta la più importante struttura gotica dell’intera regione, pur mostrando una serie di contaminazioni frutto di modifiche intercorse nei secoli.

piazza walther bolzano

A farne un importante emblema è in particolare l’elegante campanile che, ornato da balaustre traforate, guglie e pinnacoli, si staglia a corollario di una semplice facciata a capanna con portale romanico e protiro sostenuto da leoni stilofori. A spiccare, all’esterno, sono un affresco votivo raffigurante la tardo quattrocentesca “Vergine in trono col Bambino” e una trecentesca “Crocefissione” attribuita ad un maestro locale di scuola veronese. Richiedono una sosta ulteriore la “Porticina del vino” che, ornata con trafori e sculture, deve il suo nome alla vendita del nettare di Bacco realizzata grazie ad un privilegio accordato dal Duca Alberto d’Austria a partire dal 1387, e il monumento a Peter Mayr.

L’interno della Basilica

L’interno della Basilica è invece una dichiarazione d’amore pura allo stile gotico, come sottolineano le tre navate di uguale altezza, le sei campate con volte a crociera e i dieci pilastri che si ergono massicci, di cui uno è appoggio per il pulpito tardogotico realizzato in arenaria e decorato a rilievo con tracce policrome. La chiesa meriterebbe tempo per scoprire le rarità che vi si rincorrono – l’altare barocco marmoreo del presbiterio, le numerose statue, l’affrescata cappella delle Grazie, gli affreschi frammentari del secondo ‘300 e la lapide funeraria dell’arciduca Ranieri e di sua moglie – ma 48 ore sono inesorabili e soffermarsi in un luogo significa perdersi per strada altre “visioni”.

Passeggiare a Bolzano

i portici di bolzanoCome quelle che si aprono attardandosi in Piazza Municipio, con i suoi importanti edifici, o percorrendo Via dei Bottai, fra le più caratteristiche del centro cittadino per le numerose insegne in ferro battuto che si susseguono, tutte appartenute ad antiche locande di cui “Il Cavallino Bianco” è oggi l’ultimo testimone.

Ma è camminando lungo i Portici che si legge la storia di Bolzano. Espressione della fondazione del borgo mercatile, i Portici, lunghi oltre 300 metri e orientati verso est-ovest a riparo dei gelidi venti del nord, costituiscono il primo nucleo urbano fondato dai Principi Vescovi di Trento nel XII secolo. Ad animarli sono una serie di case dalle strette facciate, dai diversi colori e con decorazioni in stucco in stile rococò, una processione infiniti di negozi e una serie di passaggi che li collegano alle vie che scorrono parallele.

Bolzano e dintorni

soggiornato all'Hotel Weihrerhof sul Renon

Ma Bolzano è anche molto altro, come suggeriscono le tre funivie – Funivia del Colle, Funivia del Renon e Funivia di San Genesio – che permettono di raggiungere i dintorni. La più agile per tempi di percorrenza (6 minuti) e per storicità – risale al 1908 ed è stata la prima cabinovia al mondo per il trasporto di persone, ndr – è quella che conduce al Colle da dove partono una serie di passeggiate nella natura adatte a tutti. Ma qui inizia un altro percorso che porta a vedere Bolzano in altre prospettive.

Qualche indirizzo serve sempre!

Dove dormire

Hotel Stiegl Scala: Hotel storico ospitato in un palazzo in stile liberty, fa della posizione felice (5 minuti a piedi dai Portici), del piacevole parco interno dove cedri libanesi e ippocastani centenari proteggono una piscina incastonata come un gioiello prezioso, e del ristorante affrescato da Rudolf Stolz i suoi plus. Camere dalle dimensioni generose con arredi in stile moderno e lineare in quercia. Super comfort il letto kingsize e oversize boxspring.

www.scalahot.com

Dove Mangiare

“Vögele“, antica stuben in cui a trionfare è la cucina tradizionale scandita da piatti come, “Brodo con canederli di speck”, “Funghi porcini trifolati, erbette aromatiche e polenta integrale del contadino Römerhof”, “Spezzatino di cervo, finferli e polenta integrale del maso “Römerhof”, “Canederli all’albicocca, pane grattugiato con mandorle e cannella e gelato all’albicocca”.

Tre portate + dolce (escluse bevande/vino): da 60 euro

www.voegele.it

Di cosa dotarsi

Bolzano Card che, solitamente rilasciata dagli Hotel partner del progetto, dà diritto ad una serie di benefit come ingresso free in alcuni musei e possibilità di utilizzare mezzi di trasporto pubblici (bus, treni, funivie) gratuitamente. Info: Bolzano Bozen Card – Azienda di Soggiorno e Turismo Bolzano (bolzano-bozen.it).

Testo: Raffaella Borea

Credit Photo: Raffaella Borea e Alex Filz (Piazza Walther)

 

2 Comments

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  1. Articolo su Bolzano molto interessante e decisamente utile, considerando che passerò due gg.proprio li.
    Grazie.

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