Milano. Il lato famelico di MIA Photo Fair 2019

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La più importante fiera per la fotografia d’arte e dell’immagine in movimento – quest’anno nelle date 22-25 marzo – è un momento antropologicamente e famelicamente interessante.

Con MIA Photo Fair, The Mall di Porta Nuova si popola per 4-5 giorni di una fauna umana trasversalmente internazionale che potrei riconoscere ovunque: persone di stravaganza curata, prevalente snellezza d’ordinanza, conversazione colta (e colta al volo).

Tra solidi collezionisti, molti nouveaux riches che comprendono il valore d’investire in arte: gioia e successo per i 132 espositori aggregati dal fondatore e direttore Fabio Castelli. Ma anche molto nutrimento per chi visita questi spazi con mente aperta.

Il lato famelico di MIA Photo Fair? La ricerca di ciò che fa traboccare lo spirito tra foto vintage e inedite contemporanee, tra artisti di lunga fama e altri tutti da scoprire. Lo scopo è nutrirsi di tutto, cercare brain food e non soltanto opere che celebrano (nel bene e nel male) il cibo come soggetto fotografico…

MIA Photo Fair

Come fa Liu Bolin, il performer cinese che si mimetizza, completamente ridipinto, oltre che in mille altri luoghi, anche nello scaffale di un supermercato nordcoreano a Pyongyang…

MIA Photo Fair

O come Josef Fischnaller, che in un pulitissimo still life floreal-cibario indubbiamente foodcultural cela un continuo tema sessuale, quasi un catalogo ragionato.

MIA Photo Fair

C’è per esempio Mario Cucchi, fotografo novarese che ha fotografato in bianco e nero i fiori del parco del Ticino in tutte le stagioni, ma attraverso tappi di bombolette spray usati come filtro, per ammonirci sul buco dell’ozono. Ozone il nome del progetto.

O la serie ROOT / una radice a spasso, di Loredana Celano, che in una sequenza raffinatissima di bianchi e neri calligrafici racconta la vita – umana quasi – di un elemento vegetale.

MIA Photo Fair

Aggiungerò – in un elenco estremamente soggettivo – l’astratto gioioso e non fotoritoccato di Progettoarte-Elm o le cromie in movimento di Elias Maya, gli spazi intensamente disabitati di Gabriel Orlowski o i dittici di Silvia Papa, la perfezione erotica del marmo statuario visto da Marcello Grassi nella serie Sine Tempore, Sofia Uslenghi che si situa pittoricamente nei paesaggi del cuore e la cinese Liu Xiaofang che situa invece se stessa bambina in luoghi surreali e onirici.

Volete libri? C’è una sezione dedicata all’editoria. Volete il vostro ritratto? Avete la possibilità immediata di farvelo scattare da Settimio Benedusi, Faccista. Lo volete in versione stenopeica? Allo stand Eberhard. Volete seguire un talk, un book signing o una presentazione? C’è un programma intenso.

Mettete in programma una visita famelica questo weekend!

 

MIA Photo Fair
The Mall Porta Nuova
Piazza Lina Bo Bardi 1
Milano
www.miafair.it

[Immagini: courtesy of MIA Photo Fair, tranne Liu Bolin, da liubolinstudio.com. Foto in evidenza: Olivier Roller, Afrodite, 2019]

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