Lavazza inaugura la pasticceria firmata Fabrizio Fiorani a Milano. Al Flagship Store di Piazza San Fedele, dolci contemporanei incontrano gli specialty coffee 1895. Un dialogo raffinato tra tradizione italiana e innovazione, pensato per ogni momento della giornata. Dalla colazione al dessert, un percorso sensoriale che ridefinisce il rito del caffè in città
Nel centro di Milano, Lavazza amplia la propria visione dell’esperienza contemporanea del gusto con una nuova proposta di pasticceria firmata da Fabrizio Fiorani. All’interno del Flagship Store di Piazza San Fedele, prende forma un progetto che unisce dolci d’autore e caffè specialty della collezione 1895, dando vita a un dialogo tra tradizione italiana e innovazione. Non solo un luogo dove fare colazione a Milano, ma uno spazio immersivo in cui il rito del caffè si trasforma in esperienza sensoriale.
Pasticceria Lavazza inaugura a Milano la pasticceria firmata Fabrizio Fiorani
Aperto nel 2017, lo spazio rappresenta molto più di una semplice caffetteria: è un luogo immersivo in cui cultura, identità e ritualità del caffè prendono forma attraverso esperienze di degustazione contemporanee. Il risultato è un percorso sensoriale che unisce ricerca, tecnica e creatività, reinterpretando la tradizione italiana in chiave moderna.
Dove fare colazione a Milano: l’esperienza al Flagship Store Lavazza

L’esperienza della colazione da LavazzaDalla colazione alla pausa pomeridiana, fino al dessert, ogni proposta è pensata per accompagnare i diversi momenti della giornata, rispondendo a una tendenza sempre più centrale: vivere il consumo fuori casa come un’esperienza di qualità.
In un contesto in cui il rito del caffè continua a scandire la quotidianità degli italiani, il Flagship Store Lavazza si conferma così un laboratorio di innovazione, capace di coniugare radici e futuro, eccellenza di prodotto e nuove abitudini di consumo.
Caffè Speciality e alta pasticceria: il dialogo tra Fabrizio Fiorani e Lavazza
Cibo e cultura, tecnica ed emozione

Nella nostra chiacchierata con il pastry chef Fabrizio Fiorani e Gloria Bagdali, Global Retailing Director di Lavazza Group, emerge una visione chiara: l’incontro tra caffè e pasticceria non è solo una questione di abbinamenti, ma un’esperienza capace di generare benessere, memoria e felicità.
L’eccellenza come punto di partenza

Al centro c’è l’eccellenza: da un lato la qualità del caffè, rappresentata dalla gamma 1895 by Lavazza, dall’altro una pasticceria contemporanea, essenziale e identitaria. Ma non si tratta solo di prodotto.
«Siamo guidati da una passione incredibile e da un approccio inclusivo», racconta Bagdali. «L’obiettivo è creare momenti speciali: attimi in cui le persone si sentono bene. Il caffè e il dolce insieme diventano un gesto semplice, ma profondamente significativo». Un momento quotidiano che va oltre il gusto: «Non tocca lo stomaco, ma l’anima», aggiunge Fiorani.
Il caffè, guida sempre
Nel lavoro di costruzione dell’offerta, il punto di partenza è stato chiaro: il caffè. «Quando ci siamo incontrati per i primi test, abbiamo fatto degustazioni parallele di caffè e prodotti», racconta Fiorani. «Da lì abbiamo capito che dovevamo seguire la direzione indicata dal caffè. È lui che guida sempre».
Non tutti i dolci funzionano allo stesso modo in ogni contesto. Un esempio? «Io mangerei millefoglie a qualsiasi ora. Ma dopo un menu degustazione, forse non è il dolce giusto. Per questo abbiamo costruito la proposta partendo dal caffè e dai momenti di consumo». Un approccio quasi sartoriale, dove l’equilibrio tra intensità, texture e persistenza diventa fondamentale.
Tecnica, esperienza e libertà creativa
Dall’Italia al Giappone, passando per alcune delle più importanti cucine del mondo, il percorso di Fiorani è stato segnato da esperienze di alto livello. Ma il suo approccio resta sorprendentemente diretto:
«Cerco sempre di fare quello che mi piacerebbe trovare nel cucchiaino. Non importa dove mi trovo: è il piacere che guida tutto». Le influenze esistono, ma non diventano vincoli. Piuttosto, si trasformano in una sensibilità più ampia, capace di tradursi in dolci immediati, leggibili, ma mai banali».
Il “twist” e il ritorno all’essenziale
C’è stato un momento preciso in cui Fiorani ha percepito una svolta nel suo percorso creativo. Aveva 25 anni, lavorava a Roma, e dopo un’esperienza gastronomica importante sviluppò un piatto iconico: un ingrediente – il lampone . declinato in undici variazioni. «Quello è stato un twist. Ma oggi, con più consapevolezza, ho capito che certe costruzioni sono spesso esercizi di stile, più che risposte reali».
Oggi la sua filosofia è cambiata: meno elementi, più precisione. Un lampone in tre preparazioni, 80 grammi complessivi, gusto intenso, leggerezza, estetica pulita. Senza glutine, ma soprattutto senza eccessi.
Il caffè ingrediente e abbinamento

Per Fiorani il caffè è entrambe le cose: ingrediente e pairing. «Lo trattiamo come un elemento unico. Non è paragonabile a niente altro. Può diventare protagonista in una crema, sorprendere in una “finta tazza” di cappuccino, oppure accompagnare un dolce esaltandone le sfumature. In ogni caso, mantiene una forte identità». E sul salato? «Personalmente preferisco lasciarlo nel dolce. È lì che esprime al meglio il suo potenziale».
Se il caffè fosse una persona
La risposta è immediata, e condivisa. Il caffè presenta una personalità forte, riconoscibile, con carattere. Ma anche estroverso, conviviale, inclusivo. «È qualcosa che unisce, che crea momenti di relazione. Ha energia, ma anche calore». In fondo, è proprio questo il suo ruolo quotidiano: essere un inizio. Come recita una celebre frase del Museo Lavazza di Torino: “Il caffè è sempre l’inizio di qualcosa”.
Il tema (delicato) dello zucchero
Sulla questione zucchero, Fiorani è netto: «Senza zucchero, la pasticceria non esiste». La chiave, però, non è eliminare, ma bilanciare.«Io non lavoro sugli 80 grammi del dolce, ma sui 10 grammi che effettivamente finiscono in bocca. È lì che tutto deve essere perfetto». Porzioni controllate, equilibrio gustativo, pulizia degli ingredienti: questa è la strada.
Il futuro del caffè e dei dolci: identità, semplicità e gentilezza
Niente effetti speciali inutili. Niente rincorsa alle mode. «Il nostro compito non è salvare il mondo», dice Fiorani, «ma toccare l’anima degli ospiti. Il futuro della pasticceria – e del caffè- sta nella capacità di trasmettere il buono in modo autentico.Meno prodotti, più curati. Più attenzione alla qualità, alla stagionalità, alla leggibilità».
Bagdali aggiunge un altro concetto chiave: semplificazione. «Vogliamo essere focalizzati, radicati nella tradizione italiana, ma con uno sguardo contemporaneo. Innovare sì, ma senza complicare». E poi c’è una parola che riassume tutto: gentilezza. Un valore che si traduce in esperienza, accoglienza, piacere quotidiano».
Commento famelico: il caffè? Il lusso di un momento
In un mondo sempre più veloce e complesso, il vero lusso diventa fermarsi. Prendersi un momento. Un caffè. Un dolce. Non per riempire, ma per sentire. Perché, come emerge chiaramente da questa chiacchierata – caffè e pasticceria – quando sono fatti bene – non nutrono solo il corpo. Nutrono qualcosa di molto più profondo.
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