Il 10 febbraio la Cina e l’intera comunità cinese nel mondo celebra il Capodanno Cinese, noto anche come Festa della Primavera
A Milano il Capodanno cinese da MU Dimsum è l’occasione giusta per conoscere come si celebra una delle più importanti festività del paese del Dragone. Secondo il calendario cinese, l’Anno del Drago di Legno (unico segno rappresentato da un animale di fantasia, simbolo di grande forza, intelligenza e prosperità) inizierà il 10 febbraio 2024 e durerà fino al 29 gennaio 2025. ll numero dell’anno è 8 che sta per abbondanza. Il drago porta fortuna, lunga vita, prosperità e felicità Incarna il potere regale, l’assertività e il superpotere magico.

MU dimsum propone per festeggiare il Capodanno Cinese un menù degustazione speciale, punto di incontro tra l’autentica anima cinese del ristorante e la sua ricerca orientata verso una cucina contemporanea e attuale. Quando andare? A pranzo e a cena dal 5 all’11 febbraio.
Capodanno cinese da MU dimsum: un menu seducente ricco di simboli

MU dimsum propone per l’importante festività cinese un menù composto da sei portate, piatti che portano con sé un legame profondo con la simbologia, elemento imprescindibile per la titolare e direttrice Suili Zhou.
Si comincia con la cerimonia Yusheng, che affonda le sue origini nell’uso di consumare, proprio durante i festeggiamenti del Capodanno, i doni del mare e abbinarli a vegetali crudi da accompagnare a diversi condimenti. Si prosegue con le Mazzancolle ubriache, simbolo di prosperità, e la Daikon Tart, che deve al suono del suo nome in lingua cinese, Cài Tóu, la sua virtù di piatto di “buon presagio”. Immancabili i Niángāo, gli gnocchi di riso, che rappresentano la crescita e la ricchezza, e il pollo, simbolo di gioia. Il menu di Capodanno è disponibile tutti i giorni, a pranzo e a cena dal 5 all’11 febbraio al costo di € 68 a persona (per prenotare:www.mudimsum).
Suili Zhou ci introduce a scoprire che cosa si beve di alcolico in Cina

La titolare e direttrice di MU Dimsum Suili Zhou. ci racconta che “in Cina il Capodanno, come tutte le feste, si festeggia con la grappa o il sakè. Negli ultimi anni si apprezza anche il vino. Noi offriamo ai nostri ospiti una selezione di sakè cinese che, a seconda delle annate, come avviene nel vino, ne determinano la qualità. Un sakè invecchiato risulta più morbido, regala sensazioni vellutate. Io consiglio di abbinarlo ai piatti di pesce”.
La differenza con la nostra grappa? “Il sakè cinese, da non confondere con la proposta giapponese, ha un gusto più potente, più marcato“.
La cultura del bere in Cina
“Con un caro amico, mille bicchieri di vino sono troppo pochi”, recita un antico adagio cinese. L’alcol ha da sempre fatto parte della cultura del paese del Dragone
Anche in Cina, l’alcol, come in molti paesi, è un ingrediente importante per la socialità. Bere in compagnia è sicuramente sinonimo di piacere, ma anche di amizizia e condivisione di momenti belli.
Ganbei – la formula del brindisi pronunciata in forma di rispetto per la persona con cui si sta condividendo il tempo – significa letteralmente “bicchiere vuoto” , dal momento che la tradizione vuole che sia svuotato tutto di un fiato.
La nascita della cultura dell’alcol in Cina
La storia dell’alcol in Cina inizia in tempi antichissimi, probabilmente intorno al V millennio a. C nei pressi del Fiume Azzurro dal casuale processo di fermentazione del riso. Altre fonti sostengono, al contrario, che sia avvenuto nei pressi del Fiume Giallo durante il periodo della dinastia Shang, tra il XVII e l’ XI secolo a. C.
Il bere alcol è diventato presto popolare, ma non è stato considerato un grande problema, tanto che in Cina, fino al 2006, non c’era una legge che vietasse ai minori di bere alcol.
Come si brinda in Cina
Un tempo si beveva da una coppa tutto d’un fiato, un’ usanza lontanissima dal nostro sorseggiare il vino. Si beveva velocemente in segno di apprezzamento della compagnia. Se ne dava prova, alla fine, capovolgendo il bicchiere in modo che fosse evidente che nessuna goccia cadesse.
Alcune regole da seguire nel brindisi
- Rifiutare un bicchiere offerto è indice di maleducazione.
- È buona educazione servire prima gli altri
- Rispettare la gerarchia per cui mai alzare il bicchiere più in alto di un anziano o di un superiore di grado sociale.
- Nell’offrire e nel ricevere il bicchiere occorre usare entrambe le mani.
- La tradizione vuole che dopo aver pronunciato Ganbei si svuoti il bicchiere e si dimostri di avere bevuto tutta la bevanda.
- In una situazione formale bisogna alzarsi in piedi per brindare.
Che cosa si beve in Cina di alcolico

Il baijiu, lo spirito della Cina
Sulle tavole dei cinesi non manca mai il “liquore bianco” – il baijiu – un distillato dalle origini antichissime. La storia del Baijiu risalirebbe al 135 a.C., quando lo si produceva scavando buche nel terreno, facendo fermentare un misto di acqua e sorgo, ma anche frumento, miglio, mais, orzo o altri cereali.
La sua gradazione può variare tra il 35% e il 60%. Bevuto durante i pasti, presente nei brindisi, offerto in bicchierini di ceramica per celebrare eventi importanti, il baijiu è spesso un dono assai apprezzato. Il suo sapore? Potente, carico di sapori terrigni ed erbacei. Poco conosciuto in Europa, in Cina è popolarissimo: se ne consumano più di 20 miliardi di litri ogni anno!
Il baijiu più pregiato?
Il Moutai, che prende il nome dalla città d’origine, dalla gradazione di 53°C, è uno status symbol in Cina, il liquore di Stato. Lo hanno bevuto il Presidente Nixon, la regina Elisabetta II, il Presidente Clinton nelle loro visite ufficiali in Cina. Il distillato, risultato di una ricetta dalla storia millenaria, va bevuto durante il pasto, meglio se nei bicchierini caratteristici.
I cocktail con il baijiu
Il baijiu comincia ad affacciarsi nel mondo dei cocktail. Lo si mixa con agrumi, in particolare il pompelmo, spezie, soprttutto zenzero, vini liquorosi come Porto o Sherry, liquori fruttati, liquori alle erbe ed amari di ogni tipo.E non possono mancare i mix con il té, in particolare verde o oolong.

