Claudia Sepertino, neuromarketer e coordinatrice del Dipartimento Neuro Olfattivo di AINEM, l’Associazione Italiana Neuromarketing, ci propone un viaggio sensoriale tra i profumi dei territori italiani
Chiudendo gli occhi e lasciandosi trasportare in uno dei luoghi a noi cari, un posto familiare dove abbiamo vissuto momenti emozionanti, saremmo probabilmente in grado di riconoscere dove ci troviamo semplicemente sentendo gli odori che lo caratterizzano. Gli odori e i profumi avvolgono le esperienze quotidiane dell’umanità in modo silenzioso, sedimentandosi alle nostre emozioni e creando memorie pressoché infinite.
Viaggio sensoriale tra i profumi dei territori italiani

Chiunque può sperimentare l’effetto madeleine, come descritto nel primo libro di “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, poiché un odore trascina colui che lo percepisce in un ricordo lontano nel tempo, spesso dimenticato. L’olfatto è infatti il senso del ricordo e della nostalgia ed esattamente come il protagonista del libro ritrova il ricordo della zia Léonie intingendo una madeleine in una tisana al tiglio, possiamo sperimentare questo tuffo inaspettato nel passato.
Con il naso, quindi, si può viaggiare nel tempo e nello spazio. Possiamo percorrere strade di campagna, fermarci lungo il mare, rinfrescarci in montagna, il tutto senza necessariamente muoverci da casa. I profumi sono evocativi e, se creati in modo coerente, possono caratterizzare fortemente un luogo, una regione e persino una nazione, costruendo veri e propri paesaggi mentali.
Spesso l’associazione olfattiva con una nazione è collegata a un cibo, ma il panorama può essere molto più ampio. Pensiamo all’Italia: ogni regione ha tratti distintivi unici, mélange olfattivi senza paragoni che possono accompagnare in un viaggio attraverso lo stivale, guidati dal proprio naso. Sembra impossibile? Invece no.
Viaggio sensoriale tra i profumi in Italia
L’Italia, conosciuta in tutto il mondo per la sua ricca storia, l’arte sublime e la gastronomia prelibata, offre un’altra dimensione sensoriale spesso trascurata: quella olfattiva. Viaggiare attraverso l’Italia significa immergersi in un caleidoscopio di profumi che raccontano storie, evocano ricordi e delineano l’identità di un territorio unico. Ogni regione italiana ha una propria firma olfattiva, una combinazione unica di aromi che riflette la sua storia, la sua cultura e il suo paesaggio, in grado di creare un immaginario collettivo senza necessità di una visita reale.
Il gioco dei profumi e della cucina

Se si cita il basilico, si pensa subito al pesto e quindi alla Liguria; il profumo di limone porta a Sorrento, come la violetta a Parma; il bergamotto è il profumo indiscusso della Calabria, mentre il mirto evoca immediatamente la Sardegna. Questo gioco può proseguire in tutte le regioni d’Italia, perché ognuna ha una caratteristica ambientale, botanica, climatica che la rende unica e distinguibile. Nell’ambito poi dei profumi abbinati alla gastronomia, le possibilità si moltiplicano, poiché la buona cucina è un vanto per gli italiani, spesso motivo di discussione sulle ricette originali e sugli ingredienti da utilizzare.
Alla luce di questi spunti, sembra complesso, ma è invece profondamente intuitivo trasformarsi in un profumiere e immaginare di scegliere tra le essenze a disposizione quelle che maggiormente restituiscono l’idea di un luogo, di una città o di un territorio.
Viaggio sensoriale tra i profumi per costruire una piramide olfattiva
Costruire una piramide olfattiva fedele al vissuto del momento potrebbe significare avere agrumi nelle note di testa per rappresentare un paesaggio del sud, oppure aromi di erba, verde e piante aromatiche, differenti in base alla parte d’Italia in cui crescono. Per il cuore della piramide si può attingere da un’ampia varietà di fiori o frutti, e nella base si possono includere alberi come cipressi o conifere, odori terrosi oppure di mare e acqua.
Lo stesso territorio poi può essere rappresentato nelle sue molteplici variabili stagionali. A seconda della temperatura e delle mutazioni metereologiche può completamente cambiare il percepito olfattivo dovuto a fioriture differenti, alle evoluzioni delle condizioni botaniche e delle abitudini quotidiane degli abitanti.
La cosa più importante è chiudere gli occhi, escludere tutti gli altri sensi e lasciarsi guidare dalle emozioni, perché è lì che si trovano i paesaggi olfattivi interiori, saldamente ancorati alle memorie personali.

