Maria Montessori: incontro tra cibo e cultura

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Cibo e cultura, un legame da far crescere fin da piccoli. Chi lo dice? L’educatrice e filosofa italiana Maria Montessori, da cui prese il nome un discusso metodo didattico, in cui il cibo è gioco, ma anche insegnamento.

Maria Montessori: cibo e cultura

Fondamenti per capire la pedagogista italiana più discussa:

  • il bambino non va trattato come un piccolo adulto;
  • va rispettata la sua indipendenza in nome del suo naturale sviluppo psicologico, fisico e sociale;
  • deve crescere liberamente in un contesto predisposto nel rispetto della sua personalità.

Il metodo montessoriano smussa la rigidità della scuola “classica”. L’interazione con l’ambiente, con i colori, il gioco ed il movimento erano ritenuti indispensabili per creare cittadini liberi. C’è libertà, tanta fantasia, c’è voglia di giocare, di corteggiare l’esperienza. Sembra di sentire riecheggiare le parole di Calvino: “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. L’esaltazione della leggerezza.

Mangiare con le mani…assolutamente sì!

Per Maria Montessori le mani sono il principale organo dell’intelligenza dei bambini, almeno fino ai tre anni. Sono, con la bocca, ciò che gli consentono di sperimentare il mondo circostante…e di acquisire autonomia dalla madre. Allora se talvolta assistiamo al rifiuto delle posate e al ricorso delle mani…non lo puniamo o rimproveriamo! Del resto in molti celebri ristoranti gli chef ci invitano a non usare le posate per godere del contatto diretto con il cibo.

…e oggi ci sono bambini che alimentano e custodiscono parole

A tutti gli alunni delle prime elementari della scuola Giosuè Carducci di Formigine, in provincia di Modena, è affidato un termine da “alimentare” fino alla quinta elementare. In questi anni dovranno trovare significati e connessioni del vocabolo custodito. Il metodo “Lid” (learning in depht), importato dal Canada e applicato per la prima volta in Italia, è stato ideato dal filosofo dell’Educazione Kieran Egan per insegnare a interrogarsi, ad alimentare il sapere.

A ogni bambino, all’inizio del suo percorso scolastico, è consegnato un termine sorteggiato da una lista che contiene  150 parole. Essendo un dono prezioso, vi è una vera e propria cerimonia che sancisce l’importanza del compito affidato. I bambini, ogni giorno, in ogni momento della loro vita quotidiana dovranno scoprire tutti i significati e le connessioni a cui il termine dà vita. É un compito che alimenta il sapere e che rende consapevoli di quanto sia importante custodirlo. Tutto deve essere fatto senza un eccessivo aiuto dei genitori o di Internet.

Sembra che il metodo di Maria Montessori, ma anche la grammatica della fantasia di Gianni Rodari siano diventati una realtà capace di preservare l’amore e la capacità di approfondire. Ogni settimana i bambini spendono un’ora della loro vita scolastica nel descrivere ciò che hanno raccolto o scoperto nel custodire la loro parola. Si confrontano con i compagni e con le maestre. Un modo intelligente e divertente per conoscere e indagare le profondità del sapere.

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