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La ricetta abruzzese del tacchino alla canzanese

Il tacchino alla canzanese non manca mai sulle tavole dei teramani come antipasto o come secondo piatto. Un grande classico, che rende particolarmente speciale il tacchino. Serve un tacchino dissossato (nell’800, quando nacque la ricetta non lo si dissossava), le ossa per fare un ottimo brodo, sale, pepe, alloro, pepe in grani e aglio per insaporire la carne. Il segreto per la riuscita del piatto sta nel brodo che deve poi dare vita alla gelatina.

Chi rivisita la ricetta fa il brodo aggiungendo ossa di altre carni.Un modo per dare una lettura contemporanea ad una ricetta antica. Inutile dire che per la riuscita della ricetta occorre una materia prima eccellente. Si utilizza la femmina del tacchino per via delle sue carni più tenere.

Il tacchino alla canzanese, la ricetta per farlo a casa

Vi proponiamo una ricetta abruzzese, in particolare di Teramo, difficile da trovare al ristorante ma che potete fare a casa.

Ingredienti

tacchino 6/7 kg

aglio

alloro

pepe in grani

sale

Procedimento

Si procede a dissossare il tacchino partendo dello sterno. Si rompono le ossa  e si mettono in una teglia per dare maggiore densità al brodo di cottura. La carne viene posta sopra le ossa, si aggiunge acqua senza coprire del tutto le carni, aglio, alloro, pepe in grani e sale.

Nel passato la cottura avveniva in forno a legna o a combustione per 8 ore ad alta temperatura in modo da cuocere la carne nel suo brodo. Oggi lo si cuoce sui fornelli in una capiente pentola per per circa un’ora.

Il brodo va sgrassato e filtrato e lasciato raffreddare con il tacchino a temperatura ambiente e poi messo in frigo per la formazione della gelatina.

Il contorno ideale? Carote e zucchine appena sbollentate in acqua e aceto e conservate in olio extravergine d’oliva. In autunno,  chicchi di melograno.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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