Cibo e cultura: la storia e le leggende legate all’uovo di Pasqua

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Stiamo vivendo da giorni in una quarantena forzata causata dal Coronavirus, ma questo non ci impedisce di trascorrere una Pasqua serena. Pasqua vuol dire soprattutto colomba e uovo di Pasqua, ma tu conosci la storia e le leggende legate all’uovo di Pasqua?

La storia e le leggende legate all’uovo di Pasqua

Pasqua, rinascita e fecondità

Le uova sono da sempre simbolo di fecondità e di rinascita. Fin dall’antichità erano considerate un elemento importante per spiegare la vita.

Nella mitologia il cielo e la terra erano descritti come due emisferi che creavano un uovo. Gli antichi Egizi lo consideravano come il punto da cui traevano origine i quattro elementi dell’universo: acqua, aria, terra e fuoco.

Nella cultura popolare pagana le uova erano simbolo di fertilità ed erano scambiate nelle feste primaverili, mentre per i Cristiani richiamavano la Resurrezione.

Anche l’usanza di colorare le uova è antica. Risale agli antichi romani, che le regalavano per augurare prosperità o le sotterravano nei campi come rito propiziatorio.

Nel Medioevo divennero un dono tra innamorati, trofeo nei tornei cavallereschi, oltre che spunto per la creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi quali argento, platino ed oro.

Le uova colorate ancora oggi sono il principale simbolo della Pasqua in Inghilterra, in Francia e in Scandinavia. I bambini inglesi le cercano, dopo che il coniglietto pasquale, l’Easter Bunny, le ha nascoste nei giardini; mentre in Francia le uova sarebbero lasciate nei giardini dalle campane, volate fino a Roma a prenderle. Nei paesi della Scandinavia sono protagoniste di un gioco in strada: le si fa rotolare da una discesa.

Le leggende legate alle uova colorate

  • La comunità cristiana narra che Maria Maddalena, trovato vuoto il sepolcro di Gesù, corse ad informare subito i discepoli. Il più incredulo si rivelò Pietro tanto da mettere in dubbio le parole della Maddalena, sostenendo che ci avrebbe creduto solo se le uova in un cesto posato lì accanto fossero diventate rosse. Il miracolo avvenne e Pietro dovette ricredersi.
  • Nota è poi la leggenda tedesca narrata nel 1682 da Georg Franck von Franckenau nel libro De ovis paschalibus (A proposito delle uova pasquali). La tradizione tedesca vuole che una lepre, simbolo di fertilità come il coniglio, distribuisse uova ai bambini che erano stati bravi nel periodo pasquale. In molte chiese della Germania, la domenica di Pasqua, si cominciò così a portare un coniglio vivo che aveva il compito di portare un messaggio a tutti i bambini. Da qui nacque l’usanza di fare biscotti a forma di coniglio e di distribuire le sue uova. I migranti tedeschi diffusero questa usanza in molti paesi, dove si organizzarono nei giardini cacce all’uovo nascoste dal coniglietto di Pasqua, nei prati, tra i cespugli del giardino.
  • Nel XVI secolo si narra che Edoardo I d’Inghilterra fece annotare a bilancio la spesa per 450 uova da rivestire con una foglia d’oro per regalarle a Pasqua ai dignitari.
  • In Grecia da tempi immemorabili, prima di mangiare l’uovo, ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara con i commensali, scontrandone le estremità, fino a trovare quello più resistente. Chi possiede l’uovo più resistente sarà baciato dalla fortuna.

Significati delle uova colorate

Oggi le uova colorate sono sode o svuotate attraverso un buco per decorare il guscio vuoto. Esiste anche una simbologia dei colori a seconda del paese in cui vengono offerte:

  • in Germania e Austria il Giovedì Santo si regalano uova verdi
  • in Grecia ci si regala quelle colorate di rosso cremisi per simboleggiare la passione di Cristo
  • in Armenia si dipingono con scene della Passione o con l’immagine di Gesù o della Madonna
  • nei Paesi dell’Europa orientale si preferiscono motivi geometrici bicolore
  • in Russia sono celebri le uova di Peter Carl Fabergé, gioielliere degli zar Romanov che nel 1887, su ordine di Alessandro III, le decorò con smalti, platino, pietre preziose nascondendo in esse un gioiello. Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.

E l’uovo di cioccolato?

La leggenda vuole che fu creato nel 700 per il Re Sole, ma non manca chi dice che l’usanza arrivi dalle Americhe. La produzione in serie di uova di cioccolata è datata 1875, sette anni dopo la produzione dei cioccolatini.

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