Almudena Grandes, i baci sul pane e la cultura della povertà

La scrittrice spagnola Almudena Grandes, recentemente scomparsa, ci ricorda il legame tra cibo e cultura. “I baci sul pane” è un libro che ci invita a recuperare la cultura della povertà.

«Sono due le cose che so fare: scrivere e cucinare» dichiarava Almudena Grandes, la scrittrice spagnola che ha descritto con umorismo personaggi abituati a perdere, spesso dimenticati e per questo senza storia.

La scrittrice spagnola Almudena Grandes, nata a Madrid  nel 1960, è morta sabato 27 novembre 2021, dopo aver lottato per diverso tempo contro il cancro. Vincitrice del Premio Jean-Monnet per la letteratura europea 2020 con il libro I pazienti del dottor García, è una delle autrici contemporanee spagnole più note al grande pubblico. La fama internazionale è stata conquistata nel 1989 con la pubblicazione de Le età di Lulù, un romanzo erotico di grande profondità, ancora oggi attuale. Ma noi vogliamo proporvi la lettura di un libro che sottolinea come cibo è cultura. Parliamo del romanzo I baci sul pane, edito in Italia da Guanda.

I baci sul pane di Almudena Grandes: il cibo è cultura

Almudena Grandes, la scrittrice spagnola che invita a recuperare la cultura della povertàI baci sul pane è uscito in Italia nel 2016, riscuotendo poca attenzione. Eppure è un libro che è un’ottima radiografia del periodo in cui viviamo. Un tentativo, a nostro avviso riuscito, di spiegare lo smarrimento delle giovani generazioni. «Quando cadeva per terra un pezzo di pane, gli adulti dicevano ai bambini di raccoglierlo e baciarlo prima di rimetterlo nel cestino… Noi che da piccoli abbiamo imparato a baciare il pane, ricordiamo la nostra infanzia e l’eredità di una fame che ormai non conosciamo più…Ma non ricordiamo la tristezza….Perchè in Spagna, fino a trent’anni fa, i figli ereditavano la povertà, ma anche la dignità dei genitori, imparavano un modo di essere poveri senza sentirsi umiliati, senza perdere la dignità e senza smettere di lottare per il futuro», scrive la scrittrice nel primo capitolo.

Recuperare la cultura della povertà per vincere la povertà

Neppure la feroce dittatura di Franco aveva piegato la resistenza degli spagnoli impegnati nella ricerca della felicità. Ad un certo punto si decise che era meglio dimenticare, che fosse importante costruire un futuro che cancellasse la storia. La cancellazione della propria storia ha distrutto anche tutto ciò che di buono essa custodiva. “…D’un tratto eravamo diventati affascinanti, moderni, eravamo di moda….Così rinnegando le donne senza cappotto, le valigie di cartone e i baci sul pane” si sono persi i punti di riferimento che possono aiutare a superare la recessione economica. Si è persa la cultura della povertà, cedendo al consumismo sfrenato. Baciare il pane non era un gesto superstizioso o folkloristico, era un riflesso della fame, un atto di gratitudine, una celebrazione del cibo racimolato con fatica.

La trama di un libro famelicamente consigliato

Un libro che sa dosare l’immaginario e la lealtà alla verità storica, mixando la curiosità dello storico con la realtà e l’audacia del romanziere.

Almudena Grandes racconta ne I baci sul pane la storia di un quartiere spagnolo abitato da coppie, single, famiglie allargate, spagnoli e stranieri, giovani e vecchi, operai e professionisti. Un quartiere che può essere in un qualsiasi paese europeo. Il tema è universale: come si fa a resistere ad una crisi economica che mette in discussione il proprio tenore di vita? Una parrucchiera assiste con terrore all’apertura di un salone gestito da cinesi, una dottoressa lotta per evitare la chiusura dell’ospedale dove lavora, una nonna fa l’albero di Natale a settembre per ralleggrare i suoi parenti, un bar diventa la sede delle riunioni di un comitato di quartiere per difendere il diritto alla casa. Un intreccio di storie, di voci che ci ricordano l’importanza della solidarietà, dell’amicizia, dell’ottimismo e di un gesto simbolico come il bacio del pane.

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