Piatti vegetariani? Nessuna novità, hanno anni di storia

Share on FacebookTweet about this on Twitter

La dieta vegetariana è una moda dei nostri giorni. Nulla di più falso. La maggior parte dei piatti, anche quelli che sembrano più moderni, hanno origini novecentesche. Spesso sono figli della Grande Guerra. Ancora una volta cibo e cultura servono a sfatare notizie approssimative. Se il pane era spesso prodotto senza grano, con farine povere spesso di castagne, di orzo o di riso, la salsiccia era di soia. La introdusse durante la Grande Guerra il futuro cancelliere della Germania Ovest Konrad Adenauer.

Piatti vegetariani? Nessuna novità, hanno anni di storia

La guerra porta con sé la miseria, gli approvvigionamenti alimentari sono scarsi sia per la popolazione civile sia per i militari. Molti sindaci dovevano ricorrere ai ripari per evitare rivolte e per non vedere decimata la propria cittadinanza e i militari il cui compito era combattere. Così il sindaco di Colonia Konrad Adenauer, dopo aver sostituito i carboidrati con pane di sussistenza, escogitò una proposta culinaria per ovviare alla mancanza di carne e dunque di proteine. Per superare il blocco britannico, ideò la salsiccia di soia, un’imitazione che dava l’apporto proteico necessario. Le fu dato anche un nome carico di speranza: la salsiccia della pace. La salsiccia di soia fu brevettata nel 1918, ironia della sorte, dagli inglesi!

Altri piatti che devono la loro esistenza alla guerra sono la cipollata, un mix di cipolle e verdure miste, mangiata con il pane; il bolognese friggione, sempre a base di cipolle con l’aggiunta di pomodori; le verdure stufate o fritte, la frittata senza uova e….tanti, tanti altri piatti! Spesso la loro origine è figlia della creatività disperata delle donne che dovevano inventarsi pranzi e cene. La pediatra Amalia Moretti Foggia, più nota come Petronilla, sulle pagine del Corriere della Sera dispensava consigli e a noi ha lasciato memoria di alcune ricette. Da rileggere!

Potrebbe interessarti anche:


Donne nell’editoria enogastronomica: rivoluzione femminile solo nel 900

Le donne nell'editoria enogastronomica? Le donne amano la bellezza e dunque la cucina. Lo sostiene Anthelme Brillat-Savarin ne "La filosofia del gusto". Come dargli torto? Nonostante l'importante riconoscimento le...Donne nell’editoria enogastronomica: rivoluzione femminile solo nel 900 ultima modifica: 2017-05-07T22:58:09+00:00 da Monica Viani

Le donne nell'editoria enogastronomica? Le donne amano la bellezza e dunque la cucina. Lo sostiene Anthelme Brillat-Savarin ne "La filosofia del gusto". Come dargli torto? Nonostante l'importante riconoscimento le donne non sono entrate nel mondo dell'enogastronomia con facilità. Solo...Donne nell’editoria enogastronomica: rivoluzione femminile solo nel 900 ultima modifica: 2017-05-07T22:58:09+00:00 da Monica Viani

Le donne nell'editoria enogastronomica? Le donne amano la bellezza e dunque la cucina. Lo sostiene Anthelme Brillat-Savarin ne "La filosofia del gusto". Come dargli torto? Nonostante l'importante riconoscimento le donne non sono entrate nel mondo dell'enogastronomia con facilità. Solo nel 1771 troviamo un testo al femminile, "La cuciniera piemontese", ma il titolo trae in inganno. L'opera è firmata da...Donne nell’editoria enogastronomica: rivoluzione femminile solo nel 900 ultima modifica: 2017-05-07T22:58:09+00:00 da Monica Viani


Potrebbe interessarti anche:


Gand: il paradiso veggie

Gand, cittadina universitaria delle Fiandre, la terza più popolosa del Belgio, vanta un record: la più alta concentrazione di ristoranti vegani. La prima volta che lo abbiamo letto non...Gand: il paradiso veggie ultima modifica: 2017-04-10T23:24:38+00:00 da Monica Viani

Gand, cittadina universitaria delle Fiandre, la terza più popolosa del Belgio, vanta un record: la più alta concentrazione di ristoranti vegani. La prima volta che lo abbiamo letto non ci credevamo. In un paese come il Belgio, amante della...Gand: il paradiso veggie ultima modifica: 2017-04-10T23:24:38+00:00 da Monica Viani

Gand, cittadina universitaria delle Fiandre, la terza più popolosa del Belgio, vanta un record: la più alta concentrazione di ristoranti vegani. La prima volta che lo abbiamo letto non ci credevamo. In un paese come il Belgio, amante della carne, i ristoranti vegetariani sono ben 13, ovvero uno su 19 mila abitanti. Altra sorpresa non si tratta di proposte...Gand: il paradiso veggie ultima modifica: 2017-04-10T23:24:38+00:00 da Monica Viani

Piatti vegetariani? Nessuna novità, hanno anni di storia ultima modifica: 2019-04-09T12:11:59+00:00 da Monica Viani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *