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Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural!

Se dici Natale, dici brindisi con le bollicine. Oggi l’Italia propone ottimi spumanti capaci di competere con lo champagne. Le bollicine italiane, secondo i dati Istat elaborati da Ismea, imbandiranno le tavole italiane durante tutte le festività natalizie. Famelici vi segnala 5 proposte originali secondo una wine list “famelicamente” studiata.

Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural

Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural!

Merlettaie Brut della cantina Ciù Ciù. Vino spumante brut varietà Pecorino Spuma candida e cremosa, colore giallo paglierino deciso e brillante venato di verde, perlage sottile e continuo. Al naso esprime note fragranti di lieviti seguite da profumi floreali di fiori di tiglio e di biancospino, il tutto su un piacevole fondo minerale. In bocca è avvolgente, piacevolmente fresco, morbido, dalla struttura che riempie il palato, dall’ottima rispondenza con le sensazioni già percepite al naso ed un finale di mandorle fresche. ottimo aperitivo, da antipasti di pesce e non, superbo con le olive all’ascolana, accompagna egregiamente l’intero pasto a base di pesce, dall’antipasto all’arrosto.

 Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural: CostadoroVino Spumante Passerina Brut cantina Costadoro. Spumante dal bel colore paglierino chiaro brillante, con spuma consistente e morbida alimentata da un perlage fine e continuo, forte è l’intensità olfattiva di fiori e frutti freschi sui quali emerge la zagara. Al gusto prevale la freschezza su una base morbida. É da consumare come aperitivo e in abbinamento a delicati antipasti freddi di pesce. Note di servizio: servire alla temperatura di 8°-10° C. La vinificazione delle uve avviene con criomacerazione e successiva decantazione del mosto con lieviti selezionati a temperature controllate.

 

Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural: CamillucciFranciacorta Brut docg cantina Camilucci. Una ricercata selezione di uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, vinificate separatamente per poi essere armonicamente riunite. Il riposo all’interno delle silenziose cantine, al riparo dalla luce, a temperatura e umidità costanti, regala evoluzioni di sapori e profumi incomparabili. Una cuvée unica che esprime appieno l’anima della Franciacorta. Un Brut adatto a ogni occasione grazie alla freschezza delle sue note, all’eleganza e all’armonia dei suoi profumi. Un Franciacorta equilibrato, fresco, di carattere.

 

 5 bollicine per festeggiare un Natale foodcultural“Ascledum” cantine Vitevis.  Le caratteristiche principali? Spuma fine e persistente; colore giallo paglierino, con  caratteristico e delicato sentore di lievito; sapore vivace, armonico, pieno e minerale. Un vino biologico all’insegna dell’ecosostenibilità e della valorizzazione del territorio. Il marchio?  Un “sessantuno” scritto in lettere romane per indicare il numero dei soci viticoltori, ma anche quello dell’anno di fondazione della cantina sociale più piccola del Veneto. Mentre i colori scelti – azzurro, verde e marrone – richiamano i tre semplici ingredienti dei vini: il cielo, la valle e la terra.

 

Le 5 bollicine italiane per brindare a un Natale foodcultural

Asolo Prosecco Docg Colfòndo quindici 2015 cantina Bele Casel. Un vino singolare che affina sui lieviti per trenta mesi. Piacevoli sentori di pan brioche precedono sentori agrumati, incisivi, assai gradevoli. Un’avvertenza da non scordare: girare la bottiglia prima di stapparla come riportato dalla scritta capovolta in etichetta. Questo per consentire ai lieviti presenti sul fondo di mescolarsi con il vino.

 

 

 

 

 

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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