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Ricette invernali: foresta nera

La Foresta Nera, un classico della pasticceria invernale secondo Ernst Knam

47556521 - black forest cake, schwarzwald pie, dark chocolate and cherry dessert on a white wooden background

Realizzata con pan di spagna al cioccolato imbevuto di sciroppo di kirsch, panna montata e ciliegie, o la ami o la odi!

Famelici vi propone la prima ricetta invernale: la foresta nera. La ricetta è di un maestro della pasticceria: Ernst Knam.

Una torta che non piace a tutti. Eppure la morbidezza del pan di Spagna, la generosità e la dolcezza della crema e il succo leggermente acido della frutta, hanno le carte in regola per tenderla un dessert piacevole e alla fine sedurre abche ipiù recalcitranti tra noi. Sotto la spatola di uno dei pasticcieri più amati, la classica torta a strati guadagna in modernità e in fascino.

La ricetta della Foresta nera di Ernst Knam

Ingredienti

(stampo da 24 cm)

Per il pan di spagna al cacao

  • 200 g Uova intere
  • 150 g Zucchero semolato
  • 85 g Farina debole
  • 45 g Fecola di patate
  • 30 g Cacao

Per la mousse al cioccolato

  • 150 g Cioccolato fondente
  • 90 g Massa di cacao (o fondente al 99%)
  • 225 g Albume
  • 75 g  Zucchero semolato
  • 55 g Burro

Per le amarene in salsa

  • 300 g  Amarene congelate
  • 150 g Succo di amarene
  • 50 g Zucchero semolato
  • 10 g Farina di riso
  • Scorza di 1 limone

Per la panna

  • 500 ml Panna
  • 50 g Zucchero a velo
  • 50 ml Kirsch (o maraschino)

Per la bagna

  • 200 ml Acqua
  • 100 g  Zucchero semolato
  • 100 ml Kirsch

Per i dischi di cioccolato

  • 200 g Cioccolato fondente

Per la finitura

  • q.b. Amarene
  • 100 g Scagliette di cioccolato

Procedimento

Per il pan di spagna

  • Mettere uova e zucchero in un pentolino e portarea 45°C girando continuamente con la frusta. Inserire in planetaria con la frusta e fare girare al massimo della velocita fino all’ottenimento di un composto arioso.
  • Aggiungere le polveri precedentemente setacciate e con la spatola incorporarle facendo un movimento dal basso verso l’alto.
  • Versare il composto  in uno stampo da 24 cm e infornare in forno preriscaldato a 180°C per 25 minuti circa.

Per la bagna

  • Versare in un pentolino l’acqua con lo zucchero e scaldiamo fino a far sciogliere lo zucchero.
  • Togliere dal fuoco e aggiungere il Kirscher.

Per i dischi di cioccolato

  • Temperare il cioccolato portandolo a bagnomaria o al microonde a 45°C, per poi raffreddarlo rapidamente a 27°C, spatolandolo preferibilmente su una superficie di marmo o su un tagliere. Riscaldarlo a 32°C.
  • Prima che si cristallizzi totalmente fare un incisione con un coppapasta da 24 cm. Raggiunta la cristallizzazione, togliere  l’eccedenza dai bordi.

Per la panna

  • Versare la panna nella ciotola di acciaio insieme allo zucchero e al Kirsch.

Per la mousse al cioccolato

  • Fondere il cioccolato con la massa di cacao e al burro o a bagnomaria o al microonde. Montare gli albumi a neve con lo zucchero e incorporarli.

Per le amarene in salsa

  • Portare a bollore il succo di amarene, lo zucchero e la scorza di limone. Inserire la farina di riso e le amarene.
  • Cuocere per qualche minuto e mettere a raffreddare.

Per il montaggio della torta

  • Tagliare il pan di spagna in 4 dischi di 1 cm l’uno. Posizionare il primo disco di pan di spagna e stendere uno strato di mousse, mettere qualche amarena e un disco di cioccolato.
  • Mettere il secondo pan di spagna e con un pennello bagnare. Mettere uno strato di panna e qualche amarena; una sfoglia di cioccolato e un altro disco di pan di spagna.
  • Bagnare di nuovo il pan di spagna. Fare uno strato di mousse e uno di panna; poi sfoglia di cioccolato e ultimo strato di pan di spagna.
  • Coprire con la panna aiutandoci con una spatola cercando di farla il più liscia possibile.

 

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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