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Il Sud della Sardegna, selvaggio e ricco di cibo e cultura: 7 località tra mare ed entroterra

Il Sud della Sardegna è la destinazione ideale per una vacanza settembrina per chi non ama l’assalto dei turisti

Il Sud della Sardegna è la meta ideale per le vacanze di settembre e per sfuggire alla morsa del caldo che ancora imperversa sui paesi dell’area mediterranea

“Il mare la sua splendida corazza / Conserva la sua storia nella terra / Concede un ballo solo a chi sa amarla / Montèras donant a su mare / S’olòre de sa murta in frore / No apo coro e bentu / Chena istìma né carignos suos” cantavano i Tazenda e i Modà nel 2014. La Sardegna era già leggenda, come lo è ancora oggi, con strati di realtà, fantasia e stereotipi. Stereotipi, però, molto redditizi. Se c’è un posto che deve qualcosa ai suoi cliché, è proprio l’isola sarda. Una località scoperta dai miliardari, ma anche dagli hippy nel secolo scorso.
Nel 2000 è stata poi celebrata da chi era alla ricerca della normalità. Nell’immaginario collettivo è sempre stata il posto ideale per vacanze da sogno. Questo è almeno quello che hanno pensato i 15,7 milioni di turisti che hanno invaso l’isola nel 2023. Un successo che continuerà nel tempo? I timori di una flessione sono tanti, soprattutto per i costi che stanno diventando impraticabili. Nonostante tutto, l’isola mantiene il suo fascino indiscusso.

Il Sud della Sardegna per una vacanza a settembre in nome della gioia e della magia

Derivando dal latino ‘vacuum’ (vuoto), la vacanza rappresenta una sorta di “spazio vuoto” dove viviamo una pausa dal ritmo frenetico del lavoro. E per questo non dobbiamo sbagliare destinazione!

Settembre è il mese ideale per organizzare una vacanza in Sardegna, scoprendo il sud dell’isola. In questo periodo si può godere di maggiore tranquillità, minore calca di turisti e di paesaggi naturali che invitano alla contemplazione. Un suggerimento famelico? Scegliete anche ottobre, una seconda primavera in Sardegna. É il periodo dell’anno in cui l’isola  diventa quell’altrove che pochi conoscono, dove organizzare escursioni, giocare sulla spiaggia, fare pic nic o incontrare chi vi risiede tutto l’anno. Ma ora è arrivato il momento di suggerirvi il Sud della Sardegna “famelico”. Partiamo da Cagliari, facilmente raggiungibile in aereo o in traghetto.

Cagliari e il mistero delle costruzioni nuragiche, simbolo della Sardegna

«Cagliari è la città dell’amore, non v’è fanciulla che dal suo balcone non parli con l’innamorato» (Grazia Deledda), ma anche della cultura

Se pensi alla Sardegna, pensi subito ai nuraghi, imponenti torri coniche di pietra che emergono nel paesaggio di tutta la Sardegna. Edificati tra il 1600 e il 1200 a.C., queste enigmatiche costruzioni dell’età del bronzo sono state erette sovrapponendo massi grezzi, ognuno pesante diverse tonnellate, in strutture tronco-coniche.

Oggi, più di 7.000 nuraghi sono ancora visibili in tutta la Sardegna. Dalla pianura del Campidano meridionale della Sardegna alle aspre colline e alle valli cosparse di massi granitici della Gallura settentrionale, questi monumenti megalitici sorvegliano antiche vie commerciali, corsi d’acqua e luoghi sacri.

Il Museo Archeologico Nazionale

museo archeologico cagliari

Poiché non ci sono lasciate testimonianze scritte, la nostra conoscenza del popolo nuragico è un puzzle incompleto, assemblato tramite le numerose tesyimonianze, gli strumenti e gli utensili ritrovati nelle loro case, e in particolare attraverso le loro minute e complesse sculture in bronzo, i bronzetti. La collezione più completa per esplorare la civiltà nuragica si può trovare nel Museo Archeologico Nazionale a Cagliari.

Qui, puoi ammirare un antico capo sardo avvolto in un lungo mantello con un pugnale cerimoniale fissato al petto, ma anche cercare di comprendere il ruolo delle donne nella società nuragica. Si ritiene che le figure femminili in tuniche dritte e mantelli con cappelli alti e larghi fossero sacerdotesse, mentre altre, che stringevano soldati e bambini, avessero funzioni di custodi. Molte statuette recano poi offerte di cibo. Una regge una piccola capra sulle spalle e un’altra appare offrire un piatto di ciambelle.

Sardegna: i giganri di Monte Prama

La grande maggioranza dei bronzetti nuragici rappresenta guerrieri, suggerendo che la società nuragica fosse bellicosa e organizzata militarmente. Soldati e arcieri, armati di spade e bastoni, sono raffigurati con elmi adornati di piume o corna e collari metallici. Molti brandiscono scudi rotondi, e alcuni indossano armature e maschere elaborate per intimidire gli avversari.

Marina, il quartiere storico della Città del Sole diventato un luogo dell’anima

Quando il sole tramonta, Piazza Gaetano Orrù diventa il punto di ritrovo dei cagliaritani per l’aperitivo e la cena

marina cagliari

Un tempo il quartiere Marina di Cagliari era abitato e animato da tanti pescatori, oggi è vissuto da un mix di immigrati e di residenti che lo rendono un luogo vivace, solidale, dinamico e multiculturale, dove è facile sentire il suono delle launeddas, strumento a fiato tipico della tradizione sarda.

Un quartiere che guarda anche al futuro. Qui l’architetto Stefano Boeri sta lavorando al progetto “Una promenade verde per il lungomare di Cagliari”. Siamo in un luogo particolare, il migliore luogo d’Italia per indice di vivibilità climatica. Di recente è stata anche firmata un’intesa per la progettazione di una nuova tratta della metro leggera da Bonaria al Poetto. Entro il 2026 dovrebbe essere pronto il nuovo porto per allontanare le navi da crociera dal centro cittadino.

Bere, mangiare e dormire a Cagliari

Aperitivo

Sabores

Sabores, ovvero l’aperitivo in bottega. Banditi Spritz e piatti molecolari, qui trovi solo formaggi, salumi, vini naturali e birre artigianali. Ad accoglierti in Via Baylle 6 a Cagliari (all’angolo con Via Roma) c’è Samuele, esperto salumiere gourmet, che con la sua simpatia e la sua creatività propone ogni giorno assaggi differenti. Musica gradevole in sottofondo, vini serviti alla temperatura ideale e birre artigianali costituiscono gli elementi che rendono così speciali le serate trascorse presso Sapori di Sardegna.

Vineria Villanova

Al civico 49 di via San Domenico. nello storico quartiere Villanova, si trova la Vineria Villanova, dove puoi scegliere tra oltre 300 etichette disponibili in carta, accompagnandole con ottime proposte gastronomiche.

Dove mangiare

Bar Pipette

Nei paraggi della Chiesa Collegiata di Sant’Eulalia, in via dei Mille 8, si trova il bistrot Bar Pipette. Buona la selezione di vini naturali. La cucina è contemporanea, con diversi piatti internazuionali.

Ristorante Calamosca

Calamosca è il ristorante panoramico di Cagliari dove gustare autentiche specialità di mare realizzate secondo la tradizione gastronomica regionale- Ottimo il menu degustazione da 6 portate. Consigliati i paccheri con sugo di cozze, gamberi, spada e la Pardula gelato.

Dove dormire

Boutique Hotel Casa Clat

Nove suite di design uniche si trovano in un palazzo del diciannovesimo secolo, accogliendo chi viene in città sia per affari che per turismo. Il parterre offre una cucina sofisticata, un giardino, un bar e una cantina, diventando un’estensione vivace del centro urbano e della sua vita notturna. Il Boutique Gotel Casa Clat è uno dei migliori alberghi di Cagliari.

Spiaggia del Poetto, non solo una spiaggia ma anche uno spettacolo della natura

Il Poetto deve il suo nome presumibilmente a una torre aragonese, ora in rovina, che si erge sulla Sella del Diavolo. La torre era nota come “del poeta” o, più verosimilmente, come “del pouhet”, che in catalano significa “del pozzo”

spiaggia del poetto cagliari

Il Poetto è una spiaggia lunghissima vicino a Cagliari, otto chilometri di litorale tra Cagliari e Quartu Sant’Elena. La spiaggia, una fascia di sabbia che divide il mare dallo stagno delle Saline, esseno un ambiente con un’alta concentrazione di sale, fa sì che dopravvivano solo le piante adattate a tali condizioni. Vanta un fondale basso e sabbioso per decine di metri, adatto per lunghe passeggiate e per i giochi dei bambini. Sull’acqua è facile veder volare le sterne, dette anche rondini di mare. Una buona notizia? La spiaggia del Poetto offre ampie zone libere.

Costa Verde, il lato selvaggio del Sud della Sardegna (non solo mare!)

Il retaggio minerario della regione, con le sue strutture desuete e le narrazioni di lavoro e esistenza, illustra l’intersezione unica tra storia, cultura e natura. Ogni pianta nasconde una storia da narrare e un mistero da rivelare

costa verde

La Costa Verde, con una storia geologica molto antica, si situa nella parte sud-occidentale della Sardegna e rappresenta uno dei luoghi più incantevoli e selvaggi dell’isola. L’area si estende per circa 47 chilometri, da Capo Frasca a nord fino al promontorio di Capo Pecora a sud, ed è caratterizzata da un ambiente naturale incontaminato con paesaggi spettacolari, alternando vaste spiagge e imponenti dune di sabbia dorata a insenature rocciose custodite da maestose scogliere. Il nome Costa Verde deriva dalla rigogliosa vegetazione che ricopre la costa, dominata da lentisco, ginestra, corbezzolo e ginepri secolari. Tra le località più note vi è Piscinas, un deserto di dune sabbiose che possono raggiungere i 100 metri di altezza, plasmate dai venti marini.

Nora e il parco Archeologico di Pula, la prima città fenicia in Sardegna

nora

Localizzata a breve distanza a sud-ovest di Cagliari, sul promontorio di Capo Pula, Nora rappresenta la prima città fenicia in Sardegna e divenne uno dei porti più importanti dell’isola per la sua posizione strategica. Abitato fin dall’età del bronzo, il sito di Nora e i nuraghi circostanti, come Sa Guardia Mongiasa, Antigori e Sarroch, dove sono state trovate ceramiche micenee, testimoniano la presenza nuragica nell’area.

I ritrovamenti archeologici più antichi includono tombe risalenti alla fine del VII e inizio del VI secolo a.C. e la stele di Nora, che porta la prima menzione del nome Shrdn, cioè Sardegna, ora custodita al Museo archeologico nazionale di Cagliari. Il sito ospita anche il tophet, un santuario fenicio-punico, i resti del tempio di Tanit e strutture artigianali vicino al mare. Dall’epoca romana rimangono il foro, il teatro, l’anfiteatro, alcune case e bagni termali. Nora è inoltre famosa per essere il luogo di martirio di Sant’Efisio, al quale è dedicata la chiesa costruita nel 1089.

Scoglio di Peppino per ammirare la selvaggia bellezza sarda

scoglio di Peppino nel sud della Sardegna

Siituato al confine tra Muravera e Castiadas, lo Scoglio di Peppino, conosciuto anche cme Spiaggia delle Ginestre, è un isolotto granitico assai amato dai turisti. I fondali bassi e le insenature, create anche grazie all’ampio e liscio dorso dello scoglio, lo rendono un luogo facilmente accessibile e scalabile. Dalla sua cima, si può godere di uno scenario paradisiaco, frutto dell’incontro tra la sabbia bianchissima, l’acqua cristallina e la rigogliosa macchia mediterranea che lo circonda.

La leggenda dello scoglio di Peppino

Peppino, nel corso della sua vita, aveva lavorato in diversi posti e trascorreva il suo abbondante tempo libero nella taverna di zio Antoni. Dopo la morte di sua madre, si era lasciato andare, spesso mangiava solo pane e formaggio, accompagnato da molti bicchiere di vino nero. Per sfuggire alla miseria. decise di sposarsi con una donna che aspettava un bambino da un altro. Nacque Letizia e dopo di lei altri bimbi. Per mantenere la famiglia scelse di fare il bombarolo. Letizia, la primogenita, aiutava economicamente il padre facendo il pescatore di frodo. 

Nei pressi di uno scoglio a forma di balena il padre ebbe un grave incidente, alle richieste di aiuto di Letizia, accorse un giovane. Amore a prima vista! Ma il destino è crudele e la giovine dovette subire le violenze del padre prima di rivedere e scappare con l’innamorato. I pescatori locali raccontano che, nelle notti di luna piena, si possa udire il canto di due giovani, simile a una melodia trasportata dal vento. Inutile dirvi che lo scoglio è diventato meta di innamorati che si giurano amore eterno.

Ricordare i versi di Dante e la storia del conte maledetto nel Sulcis

Il castello di Acquafredda, con la sua architettura difensiva su tre livelli armonici che si adattano alla valle del Cixerri, è un capolavoro ingegneristico.

a stone castle on a rocky hill

La bocca sollevò dal fiero pasto / quel peccator, forbendola a’ capelli / del capo ch’elli avea di retro guasto”. Ecco come Dante Alighieri inizia il canto XXXIII dell’Inferno, rendendo immortale la tragica morte di Ugolino della Gherardesca, reo di tradimento e lasciato morire di fame con i suoi figli Gaddo e Uguccione e i nipoti Nino e Anselmuccio per volere dell’Arcivescovo Ruggieri.

Nel Sulcis, Ugolino della Gherardesca è conosciuto come “il conte maledetto” per aver posseduto il castello di Acquafredda sin dal 1257. È all’interno delle sue mura fortificate medievali che si erge la “torre de s’impicadroxiu”, dove probabilmente fu rinchiuso Vanni Gubetta, uno dei traditori di Ugolino. Dopo la morte di Ugolino nel 1288, il castello passò prima sotto il controllo di Pisa, poi agli Aragonesi nel 1324, cambiando proprietà diverse volte fino al riscatto da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785.

La Spiaggia di Punta Molentis, una meta dal fascino unico per la sua atmosfera selvaggia

spiaggi punta molentis

La Spiaggia di Punta Molentis è un suggestivo paradiso nascosto sulla costa sud-orientale della Sardegna, all’interno del territorio di Villasimius. Famosa per le sue acque trasparenti e la sabbia bianchissima, questa spiaggia deve il suo nome al “su molenti”, l’asino, un tempo impiegato per trasportare il granito estratto dalle vicine cave. Il paesaggio è selvaggio, dominato dal blu del mare e dai colori della macchia mediterranea. Si tratta della meta ideale sia per gli appassionati di snorkeling che per coloro che desiderano semplicemente rilassarsi al sole.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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