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Cibo e cultura a Bormio: piccola guida al Paese delle Meraviglie

Un borgo alpino da vivere sia in estate che in inverno in nome di cibo e cultura

Nell’Alta Valtellina, c’è una località che si distingue per la sua ricchezza di proposte. Cibo e cultura a Bormio rendono il borgo alpino una meta da scegliere sia in inverno che in estate. Una passeggiata per le strade acciottolate del centro ci svela la cultura valtellinese

In provincia di Sondrio, nell’Alta Valtellina, Bormio è famosa come destinazione turistica montana, celebre soprattutto per le sue piste da sci. Ma anche in estate, offre diverse possibilità di svago tra cibo e cultura.

Bormio, definita da Vittorio Sgarbi, durante La Milanesiana in trasferta nel borgo alpino, il Paese delle Meraviglie, propone durante l’estate diverse manifestazioni enogastronomiche e culturali, facilmente consultabili sul sito del comune.

Cibo e cultura a Bormio: piccola guida per scoprirla

affresco bormio chiesa sconsacrata

Il centro storico di Bormio è percorso da vie principali fiancheggiate da chiese antiche, come quella del Santo Spirito e la chiesa del Crocefisso, risalente al XIV secolo, oltre a palazzi storici, portali vetusti e piazze che raccontano una storia secolare.

Il cuore di Bormio è in Piazza Cavour, dove si erge il Kuerc, un antico baldacchino a forma di anfiteatro sostenuto da cinque colonne, che in passato era il fulcro delle riunioni cittadine. Dominante la piazza si erge la Torre delle Ore, del XIV secolo, con il suo orologio affrescato, vari stemmi nobiliari e una meridiana. Tra gli edifici storici si distingue anche Palazzo de Simoni, del XVII secolo, attuale sede del Museo Civico.

Braulio, l’amaro di Bormio

la storia di Braulio: 4 erbe e le altre segretissime

Bormio è nota per Casa Braulio, rinomata distilleria di un amaro alle erbe. Posizionata nel cuore del centro storico, la cantina offre un momento di relax per scoprire  l’artigianalità e i profumi delle erbe valtellinesi, mescolate all’acqua delle Alpi.

Visitare Casa Braulio è un viaggio sensoriale attraverso 1600 metri quadri di cantine che custodiscono oltre 300 botti. Durante il tour, conoscerete i processi di produzione degli amari e il laboratorio delle erbe, dove vengono esaltati i quattro componenti fondamentali della ricetta tradizionale: genziana, ginepro, achillea e assenzio.

Il tour, della durata di circa un’ora, si conclude con una degustazione che permette di apprezzare l’amaro tradizionale e altri prodotti tipici della Valtellina, disponibili per l’acquisto sul posto. La visita guidata alle cantine del Braulio ha un costo di 10 euro a persona (per adulti) e può essere facilmente prenotata attraverso la pagina web dedicata del sito ufficiale amarobraulio.com.

Cibo e cultura a Bormio: che cosa ci raccontano le ricette della tradizione

La ricetta dei pizzoccheri

pizzoccheri piatto tipico di Bormio

Pizzoccheri di Teglio (senza glutine)

Per 4 persone

Ricetta del Ristorante Ai Tigli

Ingredienti

  • 500 g di farina di grano saraceno
  • 200 g di burro
  • 250 g di formaggio Valtellina Casera
  • 150 g Parmigiano Reggiano
  • 200 g di verza tagliata a strisce
  • 250 g di patate, sbucciate e tagliate a dadini in pezzi da 2cm
  • 1 spicchio d’aglio
  • pepe

Preparazione

  1. Mescolare gradualmente la farina di grano saraceno con acqua fino ad ottenere un impasto lavorabile, quindi impastare l’impasto per circa due minuti, aggiungendo farina di grano saraceno alla spianatoia secondo necessità.
  2. Arrotolare l’impasto su una spianatoia di marmo o di legno fino a quando non ha uno spessore di circa 2-3 mm e tagliarlo in due sfoglie rettangolari da 7-8 cm.
  3. Impilare le sfoglie una sopra l’altra e tagliarle in strisce larghe 5 mm.
  4. Nel frattempo, portare a ebollizione una pentola capiente di acqua salata con le patate, e dopo circa 5 minuti, aggiungere il cavolo. Continuare a bollire per altri cinque minuti, o fino a quando il cavolo e le patate sono morbidi, quindi aggiungere la pasta, cuocendo per altri 10 minuti.
  5. Sciogliere il burro in una casseruola poco profonda e poi aggiungere l’aglio a fette, cuocendo a fuoco medio fino a quando non diventa marrone.
  6. Con un mestolo forato, togliere metà del composto di pasta e verdure dalla padella, trasferirlo in una casseruola, o in una pentola poco profonda, e coprirlo con il formaggio grattugiato. Aggiungere il restante composto di verdure e pasta al piatto e coprirlo con il formaggio.
  7. Raschiare la casseruola per recuperare ciò che è rimasto sul fondo della padella e versare il burro all’aglio rosolato sul piatto di pasta. Servire con pepe macinato fresco.

La pestada, il tradizionale condimento dei pizzoccheri

pestada condimento per pizzocheri

La pestada, dal gusto forte e deciso, è un trito aromatico a base di,aglio, sale, pepe, foglie di achillea nana e timo serpillo, perfetto per insaporire un  piatto di pizzoccheri, ma anche a carni, formaggi e verdure

Una volta preparato il mix di spezie ed erbe, è necessario lasciarlo riposare per alcuni giorni prima dell’uso. Questo permette ai vari sapori di fondersi perfettamente, assicurando che il prodotto finale sia omogeneo.

Ogni famiglia ha una propria versione della ricetta della pesteda. Per preservarne l’umidità, alcuni aggiungono al mix base ingredienti come vino, brandy, grappa o bacche di ginepro.

La ricetta dei taroz

taroz piatto valtellinese

Un puré di patate a cui vengono aggiunti fagiolini, burro, cipolla e il casera. Per 4 persone

Ingredienti

  • 400 gr. di patate
  • 300 gr. di fagiolini/fagioli
  • 200 gr. di Valtellina Casera DOP
  • 150 gr. di burro
  • 1 cipolla
  • sale e pepe qb

Preparazione

  1. Fare bollire le patate pelate e i fagiolini in acqua. Lasciare cuocere fino a quando non saranno ben cotte, poi scolate. Schiacciare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una consistenza quasi puré.
  2. Condire con sale e pepe. Unire alla purea di verdure il burro fuso con la cipolla e il formaggio Valtellina Casera DOP precedentemente soffritto.

Varianti

Come per altri piatti della tradizione valtellinese, esistono diverse varianti dei Taroz. In alcune ricette, alle patate si aggiunge anche la zucca, mentre altre prevedono l’inserimento di fagioli o di pancetta rosolata con burro e cipolla.

La Milanesiana a Bormio: Rinascimenti e scoperte/5 “Michelangelo” di Vittorio Sgarbi

La milanesiana a Bormio

Anche quest’anno, Bormio ha rinnovato il suo tradizionale incontro con la cultura e l’arte. La Milanesiana, che si è tenuta dal 22 al 25 luglio, ha presentato una varietà di incontri, mostre, concerti e proiezioni incentrati sul tema “La timidezza (e i suoi contrari)“..

Noi abbiamo assistito alla lezione di Vittorio Sgarbi dedicata a Michelangelo. Sgarbi ci fa notare come Michelangelo abbia trascritto nella “Pietà” la preghiera di San Bernardo alla Vergine, cantata da Dante nel XXXIII canto del Paradiso. In particolare, il celebre scultore ha rappresentato i paradossi della figura di Maria, che è al contempo madre e vergine, nonché madre e figlia.

La figura della Madonna ci fa, inoltre, riflettere sulla vita, sulla morte, sul tempo e sulla capacità dell’opera d’arte di oltrepassarlo.

Parco in Festa, la prima edizione di una manifestazione sul rapporto uomo e natura

“Parco in Festa”, che si terrà dal 9 all’11 agosto 2024, vivacizzerà Bormio con un’ampia gamma di attività che illustrano la vita nei territori del Parco Nazionale dello Stelvio. Questo evento inaugura la prima edizione di un incontro annuale destinato a trasformare Bormio in un fulcro di buone pratiche e di approfondimenti sul rapporto tra uomo e natura.

Laboratori, dibattiti, presentazioni, escursioni, nonché aperitivi e giochi, costituiranno tre giorni di eventi gratuiti e aperti a tutti; per gli eventi con prenotazione obbligatoria, sarà sufficiente registrarsi attraverso il sito.della manifestazione.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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