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Viaggio a Benevento, la città delle streghe: janare, liquore Strega e chiesa di Santa Sofia

Perché Benevento è la città delle streghe, ma anche del liquore Strega e della chiesa Patrimonio Unesco di Santa Sofia

Viaggio a Benevento, la città delle streghe, che conquista con le leggende delle janare, il celebre Liquore Strega e il fascino del suo patrimonio storico. Un viaggio tra mito, cultura e tradizioni porta alla scoperta della Chiesa di Santa Sofia, sito UNESCO, e delle radici longobarde della città. Dallo storico stabilimento Strega Alberti all’Arco di Traiano, ecco cosa vedere a Benevento in un giorno. Un itinerario nel cuore del Sannio tra storia, sapori e luoghi imperdibili.

C’è una città italiana dove le streghe non fanno paura. Anzi, sono diventate il simbolo di un territorio, ispirano uno dei liquori più famosi al mondo e continuano ad affascinare migliaia di visitatori ogni anno. È Benevento, nel cuore del Sannio, una destinazione che sorprende per la ricchezza della sua storia e per il modo in cui mito e realtà si intrecciano ancora oggi.

Il mio viaggio è iniziato proprio da qui, seguendo il filo rosso della leggenda delle janare, le misteriose streghe beneventane, per arrivare a scoprire uno dei marchi simbolo del Made in Italy, il Liquore Strega, e uno dei più importanti monumenti longobardi d’Europa: la Chiesa di Santa Sofia, patrimonio UNESCO.

Perché Benevento è conosciuta come la città delle streghe?

Benevento la città delle streghe
La notte tra il 20 e il 21 marzo è ’A Notte d’’a Janara durante la quale le streghe danzavano intorno ad un albero di noce

Le chiamavano janare e, secondo la tradizione popolare, uscivano di notte per entrare nelle case, attraversando perfino le porte. Si raccontava che fossero capaci di lanciare malefici, spaventare gli abitanti e, nelle versioni più antiche della leggenda, perfino rapire i neonati.

Per proteggersi bastavano piccoli gesti. Davanti all’ingresso venivano lasciati una scopa, un pettine oppure del sale. La credenza voleva infatti che la janara fosse costretta a fermarsi per contare uno a uno i fili della scopa, i denti del pettine o i granelli di sale. Un compito interminabile che la tratteneva fino all’alba, quando perdeva i suoi poteri.

Sono storie tramandate da secoli e ancora oggi raccontate con passione dalle guide locali. Ma dietro il folklore si nasconde una riflessione sorprendentemente moderna.

Le “streghe” erano donne fuori dal comune

Molti storici ritengono che la figura della strega rappresentasse, in realtà, donne considerate scomode per la società del tempo: indipendenti, esperte di erbe medicinali, senza marito, senza figli o semplicemente libere di vivere fuori dalle convenzioni.

Donne che, proprio perché diverse, finivano facilmente per essere guardate con sospetto. La leggenda, dunque, racconta anche una storia di emancipazione e pregiudizio che rende le janare ancora oggi incredibilmente attuali.

Benevento città delle streghe: dai Longobardi nasce il mito delle janare

La tradizione popolare trova un possibile fondamento storico nell’arrivo dei Longobardi a Benevento. Prima della loro conversione al Cristianesimo, questi guerrieri celebravano riti pagani dedicati al dio Wotan. Secondo le cronache, sacrificavano un caprone e ne appendevano le carni ai rami di un grande noce. Attorno all’albero si svolgevano cerimonie propiziatorie illuminate soltanto dalle fiaccole.

Osservate da lontano, quelle figure potevano facilmente sembrare creature misteriose che danzavano nella notte. Da qui sarebbe nata la leggenda del celebre Noce di Benevento e delle streghe che ancora oggi identifica la città.

Quando i Longobardi si convertirono al Cristianesimo, il vescovo Barbato convinse il principe ad abbattere quell’albero, diventato il simbolo dei culti pagani. Ma la leggenda non scomparve mai.

Alla scoperta dello Strega Alberti, dove la leggenda diventa un marchio

visita allìazienda Strega a Benevento
Giuseppe D’Avino, presidente Strega Alberti Benevento

Non poteva esserci luogo migliore per proseguire il viaggio che lo storico stabilimento dello Strega Alberti, dove dal 1860 nasce il celebre Liquore Strega.

La visita racconta molto più della produzione di un liquore. Racconta la storia di una famiglia che da sei generazioni guida l’azienda e che ha saputo trasformare una leggenda popolare in uno dei marchi italiani più riconoscibili nel mondo.

Tra fotografie storiche e documenti di famiglia emerge anche un capitolo doloroso: il bombardamento del 20 agosto 1943, che colpì direttamente lo stabilimento causando vittime e lasciando ancora oggi visibili i segni delle schegge sulle mura.

La forza di un marchio costruito attraverso l’arte

Le campagne pubblicitarie dello Strega furono affidate ad alcuni dei più grandi illustratori italiani del Novecento, tra cui Marcello Dudovich e Fortunato Depero

Molto prima che si parlasse di branding, gli Alberti avevano già intuito il valore della comunicazione. Le campagne pubblicitarie dello Strega furono affidate ad alcuni dei più grandi illustratori italiani del Novecento, tra cui Marcello Dudovich e Fortunato Depero. Manifesti eleganti, innovativi e immediatamente riconoscibili contribuirono a costruire quell’immagine misteriosa e raffinata che ancora oggi accompagna il marchio. Una scelta pionieristica che ha fatto scuola nella storia della pubblicità italiana.

Il segreto custodito da oltre 100 anni

le erbe che componfono la ricetta segreta dell'amaro Strega

Il momento più affascinante della visita è senza dubbio quello dedicato alla ricetta. Si conosce soltanto un dettaglio: il Liquore Strega nasce dalla lavorazione di circa settanta erbe e spezie provenienti da tutto il mondo, sapientemente dosate secondo una formula rimasta segreta per oltre un secolo e mezzo.

Passeggiando tra gli ambienti dove vengono preparate le botaniche si percepiscono profumi intensi che raccontano un’antica tradizione erboristica, quando le spezie rappresentavano una delle merci più preziose al mondo.

Santa Sofia, il capolavoro longobardo Patrimonio Unesco

Chiesa di Santa Sofia, il monumento che meglio racconta l'importanza di Benevento durante il dominio longobardo

Il viaggio continua nella Chiesa di Santa Sofia, il monumento che meglio racconta l’importanza di Benevento durante il dominio longobardo.

Inserita nel sito UNESCO I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.), rappresenta il cuore spirituale dell’antico Ducato di Benevento e uno dei massimi esempi di architettura altomedievale europea.

La sua pianta sorprende immediatamente: sei colonne romane in granito formano un esagono centrale attorno al quale si sviluppa una struttura decagonale che crea un gioco di prospettive unico nel suo genere.

Molti materiali provengono da edifici romani più antichi, compreso l’imponente tempio dedicato alla dea Iside, testimonianza di quanto Benevento fosse un importante centro religioso già in epoca imperiale.

Gli affreschi che raccontano la fede

Dell’antica decorazione rimangono alcuni preziosi affreschi dell’VIII secolo dedicati alle storie di Zaccaria, di Elisabetta, dell’Annunciazione e della Visitazione. Osservandoli da vicino colpisce la straordinaria espressività dei volti e dei gesti, sorprendentemente moderna per un’opera realizzata oltre mille anni fa.

Anche la chiesa, come la città, ha attraversato secoli di trasformazioni. Danneggiata dai terremoti del Seicento, venne ricostruita in stile barocco per poi essere riportata, negli anni Cinquanta del Novecento, alle sue forme longobarde originarie grazie a un importante restauro.

Benevento, molto più della città delle streghe

il torrone di Benevento prodotto dall'azienda Strega

Il mio press tour si conclude con la consapevolezza che Benevento merita molto più di una visita veloce. È una città dove la leggenda non è soltanto folklore, ma diventa chiave di lettura della storia. Dove un antico mito ha dato vita a un marchio conosciuto in tutto il mondo. Dove un monumento UNESCO racconta il passaggio tra paganesimo e Cristianesimo, conservando intatto il fascino di oltre tredici secoli.

E poi c’è la cucina, che ho avuto modo di assaporare in un ristorante del centro – Sapori di Corte – e che merita un racconto tutto suo. Perché, come spesso accade nei luoghi ricchi di storia, anche i sapori custodiscono antiche tradizioni capaci di raccontare l’identità di un territorio.

Chi arriva a Benevento pensando di trovare soltanto la città delle streghe scoprirà molto di più: una destinazione autentica, colta e sorprendente, dove ogni vicolo sembra custodire una storia da raccontare.

Cosa vedere a Benevento in una giornata

Arco di Traiano, Benevento, uno dei monumenti principali della città
Arco di Traiano, Benevento.

Se hai a disposizione una sola giornata, questi sono i luoghi da non perdere per scoprire l’anima della città.

1. Chiesa di Santa Sofia (Patrimonio UNESCO)

Il simbolo della Benevento longobarda e uno dei monumenti più importanti dell’Alto Medioevo italiano. La sua pianta esagonale e gli antichi affreschi raccontano oltre tredici secoli di storia.

2. Strega Alberti

Un viaggio nella storia del celebre Liquore Strega, tra tradizione di famiglia, ricetta segreta e manifesti pubblicitari firmati dai grandi artisti del Novecento.

3. Arco di Traiano

Considerato uno degli archi di trionfo romani meglio conservati al mondo, celebra l’imperatore Traiano con un ricchissimo apparato di bassorilievi che raccontano la grandezza dell’Impero romano.

4. Teatro Romano

Costruito tra il I e il II secolo d.C., è ancora oggi utilizzato per spettacoli ed eventi. Passeggiare tra le sue gradinate significa fare un salto nella Benevento romana.

5. Hortus Conclusus

Un piccolo giardino d’arte contemporanea nel cuore del centro storico, impreziosito dalle installazioni di Mimmo Paladino. Un luogo insolito e suggestivo dove arte e natura dialogano in perfetto equilibrio.

6. Il centro storico

Perdersi tra i vicoli di Benevento è forse il modo migliore per respirarne l’atmosfera. Piazze, chiese, antichi palazzi e botteghe raccontano una città che ha saputo conservare la propria identità attraverso i secoli.

Un consiglio in più

Prima di lasciare Benevento, concediti una sosta in uno dei ristoranti della tradizione sannita. Dai primi fatti in casa ai salumi, dai formaggi ai dolci aromatizzati con il Liquore Strega, la gastronomia è parte integrante dell’esperienza e merita di essere scoperta con calma. E noi in un prossimo articolo ti raccontiamo dove mangiare e che cosa ordinare.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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