L’estate è esplosa e con lei la voglia di cibo e cultura. Quale vino scegliere per accompagnare i nostri piatti o letture estive? Noi vi consigliamo i nostri 8 must: quattro vini rosati (il 22 giugno si è celebrata la Giornata Internazionale) e quattro vini bianchi.
I differenti climi e terroir delle regioni italiane permettono all’Italia di produrre vini con diversi stili e profili di gusto, Questo consente al nostro paese di essere un punto di riferimento per il mercato enologico internazionale. Noi vi suggeriamo quattro vini rosati e quattro bianchi.
Nel 2022 l’Italia si è confermata leader nella produzione di vino, davanti a Francia e Spagna. A registrare un ottimo successo sono stati i bianchi, che per la loro freschezza e per l’assenza di tannini, ben si prestano ad accompagnare aperitivi e una gran varietà di piatti, soprattutto estivi. Da qualche anno il nostro paese si è imposto sui mercati internazionali anche per la produzione di vini rosati di grande qualità. Famelici per l’estate 2023 vi segnala quattro vini rosati e quattro vini bianchi. Non dimenticate: un buon calice di vino è un’ottima scelta per accompagnare i vostri piatti preferiti, ma anche per rendere ancor più piacevole la lettura di un buon libro!
Quattro vini rosati e quattro bianchi da bere in estate
Un rosé, un apostrofo rosa per una serata…al bacio
Adorato dai francesi, il vino rosato, con le sue infinite sfumature, sta conquistando anche il cuore degli italiani. Ogni regione italiana ha la sua proposta. Si va dai più leggeri ai più corposi, senza dimenticare le bollicine.
Il 2023 sarà l’anno dei vini rosati, ma pochi sanno veramente come li si produce e soprattutto la differenza tra vino rosato e vino rosé. Il primo mito da sfatare riguarda la tipologia di uva utilizzata. La legge vieta di produrre vini rosati mescolando vini rossi e bianchi. L’unica eccezione concessa riguarda gli spumanti metodo classico, che possono essere prodotti sia a partire da vini base vinificati in rosato che da cuvée che includono vini base sia bianchi che rossi. Il rosato, dunque, si ottiene da uve a bacca nera dei vini rossi. Il colore, come per i vini rossi, non è ottenuto dal colore dal succo, ma dal contatto del mosto con le bucce dell’uva. Per ottenere il delicato ed elegante colore rosato, si lascia, nella maggior parte dei casi, il mosto a contatto con le sue bucce per poco tempo. Ottenuto il colore desiderato, si procede alla fermentazione, il più delle volte, in serbatoi di acciaio inossidabile.

E la differenza tra vino rosé e vino rosato? I vini rosé, prodotti soprattutto nel Nord Italia, sono meno alcolici, più acidi, molto freschi e dalle tonalità di un rosa molto pallido. I vini rosati, prodotti soprattutto nel Sud Italia, presentano un gusto più fruttato, con un colore che va dal rosa tenue al cerasuolo.
Gli abbinamenti perfetti per i rosati
- Pesce, soprattutto carpaccio di salmone o tonno
- Carpaccio di carne
- Formaggi e salumi
- Risotti
- Insalate
- Carne alla griglia
Gli abbinamenti perfetti per i bianchi
- Tartare di pesce
- Crostacei e frutti di mare
- Pasta o risotti a base di verdure
- Pesce
- Carne bianca
Quattro vini rosati e quattro vini bianchi
Vini rosati
Parosé 2007 Riedizione 2023 – Mosnel – Lombardia

Mosnel, storica cantina franciacortina fondata nel 1836, oggi guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò, produttori di vino da cinque generazioni, porta avanti con orgoglio una tradizione di famiglia. Nel 1836, infatti, la famiglia Barboglio eredita la tenuta agricola di Camignone, che comprende diversi vigneti che producono, come attestano documenti seicenteschi, “perfettissimi vini di Camignone”. Nel 1954 l’azienda subisce una prima trasformazione allo scopo di renderla più moderna. Negli anni ’70 vengono iniziati esperimenti nella produzione di Metodo Classico, che portano nel 1967 alla nascita del Disciplinare di Produzione del Franciacorta. Abbandonato il nome di famiglia, l’azienda diventa Mosnel, ovvero “pietraia”,un nome che ricorda i tanti i sassi che affiorano dai terreni vitati dell’azienda.
Il Parosé 2007 Riedizione 2023, gioco di parole tra Pas Dosé e Rosé, è ottenuto da uve chardonnay e pinot nero che al naso richiamano sentori di tè rooibos, lampone disidratato, gelée alla rosa, orzo tostato e frolla alla nocciola, con una speziatura che rimanda all’Oriente. Al palato si percepisce una nota di scorza di pompelmo rosa e anice stellato che torna sul finale unita a un delicato elemento balsamico.
Abbinamenti: crostacei, pesce, formaggi.
Cuvée 21 Rosa Bruna – Azienda Agricola Giorgio Cecchetto – Veneto

L’Azienda Agricola Giorgio Cecchetto ha la sua sede principale a Tezze di Piave, nel cuore dell’area Doc Piave, in provincia di Treviso. La storia della camtina ha inizio con il nonno Sante, papà di Giorgio, che coltivava i vigneti adiacenti alla sua casa come mezzadro. Erano anni in cui il Raboso veniva consumato a livello locale e la sua fama non superava i confini veneti. Il raboso, il cui nome per alcuni deriva da “rabbioso”, è un vino aspro, difficile da lavorare.
La grande scommessa delle Cantine Giorgio Cecchetto è stata quella di creare una versione spumante metodo classico rosé, il Rosa Bruna. Un vino austero, con una forte acidità. Di colore rosa brillante, al naso presenta sentori di frutta di bosco, ciliegia matura, rosa canina, a cui si aggiungono lievi profumi di lieviti. Il finale è vibrante, di buona sapidità con nuances floreali. Il perlage è persistente.
Abbinamenti: ottimo per un aperitivo estivo, in particolare con il salmone.
Chiaretto Valtènesi – Sincette – Lombardia

Sincette nasce da un sogno, quello di interpretare i vini del territorio rispettando entrambi. Un sogno che la famiglia Brunori decide di vivere fin dal 1979, avviando un’azienda agricola sulla riva occidentale del lago di Garda, tra le colline della Valtènesi. Passione e tempo hanno dato forma a una missione precisa: produrre vini unici rispettando la natura, i suoi ritmi, la qualità della vita, la semplicità e l’equilibrio. Oggi Sincette è un’azienda agricola biodinamica, la prima azienda vitivinicola certificata Demeter della Lombardia.
Il Chiaretto di Sincette nasce dai vigneti che si trovano in località Picedo nel comune di Polpenazze del Garda. Con un colore delicato che si declina dal rosa salmone chiaro all’aranciato, si presenta al naso delicatamente affumicato, con sentori di fragola, nocciola, banana, pera ed erbe aromatiche, balsamiche. Al palato risulta complesso e armonico, con buona acidità e con una leggera nota iodata. Il finale è piacevolmente mandorlato. Un vino estremamente elegante e delicato.
Abbinamenti: antipasti di verdura, primi piatti leggeri, pesce di lago, carni bianche e formaggi di media stagionatura.
Hedòs Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2021 – Cantina Tollo – Abruzzo

Il nome Tollo rappresenta molto più di una cantina: Tollo infatti è il nome di un piccolo paese in provincia di Chieti, in Abruzzo, a pochi chilometri dal Mare Adriatico. Si tratta di un vino che nasce rappresentando l’essenza stessa del luogo. Nel corso dei suoi sessant’anni di storiala Cantina è diventata un punto di riferimento importante per la zona, sia dal punto di vista economico che sociale, divenendo una fonte di reddito per molti, impedendo così agli abitanti locali – e in particolare ai giovani – di spostarsi altrove per cercare migliori opportunità. Fondata nel 1960, oggi Cantina Tollo è una delle realtà più importanti del panorama vitivinicolo italiano.
Hedòs Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2021 ha una profonda tonalità rosa intensa. Presenta profumi vigorosi ed eleganti che richiamano frutta rossa matura, fini note floreali e delicate nuances speziate. Al gusto si propone pieno, intenso, morbido e di lunga persistenza.
Abbinamenti: brodetto di pesce dell’Adriatico, trippa, pizza, arrosti di carni bianche e formaggi semi stagionati.
Spumante Brut “Il Grigio” – Collavini – Friuli Venezia Giulia

Manlio Collavini nel 1970, cinquant’anni fa, ha avuto una fortunata intuizione: spumantizzare il Pinot Grigio con un’aggiunta di Chardonnay. Così è nato il Brut “Il Grigio” di Collavini, prodotto da uve di Chardonnay e Pinot Grigio coltivate nel Collio e nei Colli Orientali, lavorate con metodo Charmat. I vigneti sono radicati su terreni di origine oceanica, con un’alternanza di marne ed arenarie, chiamate in dialetto “ponca”.
Il 2023 per la cantina Collavini è un anno importante. Il Grigio compie 50 anni! L’etichetta scelta per festeggiare il compleanno richiama le correnti artistiche del Liberty e dell’Art Nouveau. Il disegno, ispirato a un’immagine rinvenuta da Manlio in un libro antico, è stato riadattato per l’etichetta de Il Grigio, dove il movimento delle piccole spirali ricorda l’elegante armonia dei cirri della vite. L’autore dell’opera originale è Aubrey Beardsley, illustratore inglese contemporaneo di Oscar Wilde, che lo scrittore descrisse come “dalla faccia come un piatto d’argento e con capelli verdi come l’erba”.
Lo Spumante Brut “Il Grigio” non conosce macerazioni e la rifermentazione avviene in autoclavi come prevede il metodo Martinotti con una permanenza sui lieviti di 5-6 mesi. Di colore giallo paglierino con note verdoline, è mosso da un continuo e fine perlage. Lo stile è fresco con note di di pera e mela golden. Al palato è rotondo, leggermente aromatico, fresco e dal retrogusto levigato.
Abbinamenti: antipasti a base di pesce, primi piatti asciutti, pesce lessato, uova e carni bianche fredde.
Annada – Nosiola Azienda Agricola F.lli Pisoni – Trentino Alto Adige

L’azienda viti-vinicola Fratelli Pisoni di Pergolese, nella Valle dei Laghi, in Trentino Alto-Adige, produce vino dal 1852. Oggi la quarta generazione, formata dai cugini Marco e Stefano Pisoni, continua la tradizione familiare nel segno dell’agricoltura biologica e biodinamica, assieme a un team di collaboratori, che sono entrati di fatto in famiglia. L’azienda si estende su 16 ettari vitati di proprietà ed è certificata biologica dal 2008. In alcuni casi applica i dettami dell’agricoltura biodinamica.
La produzione vinicola gode di un microclima unico, in un territorio come quello della Valle dei Laghi, tra le Dolomiti di Brenta (Patrimonio Unesco) e il Lago di Garda. Proprio grazie all’influenza del Lago di Garda e degli altri specchi d’acqua, il clima è mite tutto l’anno, godendo inoltre della presenza di brezze, specie l’Ora del Garda, che permette di ottenere vini maturi e ben strutturati.
Dall’unione dei nomi dei due secondogeniti di Stefano e Marco, Anna e Davide, nasce il nome di un vino ottenuto dai migliori grappoli di uva Nosiola, cultivar autoctona trentina a bacca bianca, coltivata nei vigneti sulla collina di San Siro, esposti al sole e rinfrescati dalle brezze quotidiane che accarezzano la Valle dei Laghi. La nosiola, il cui nome richiama i sentori di nocciola del vino, dona al vino un bel colore oro con riflessi giallo paglierino. Oltre al profumo della nocciola tostata si percepiscono sentori di vaniglia, agrume candito, fiori selvatici e yogurt millefiori. Al palato è sapido, con una nota acida. Un vino fresco e minerale con una morbida nota di vaniglia.
Abbinamenti: carni bianche, in particolare il coniglio, pesce magro, fritto di mare salumi e piatti di pasta.
‘Filari di Timorasso’ Colli Tortonesi DOC 2021 – Luigi Boveri – Piemonte

L’azienda agricola Boveri Luigi, composta da 28 ettari vitati, di cui 10 di proprietà, si estende su terreni suddivisi in 18 ettari a bacca rossa, 10 a bacca bianca, siti nel comune di Costa Vescovato. Nei 18 ettari di uva rossa sono prodotti Barbera, Bonarda, Dolcetto e Croatina, allevati a guyot su terreni argilloso calcarei e marnoso calcarei. Nei 10 ettari a bacca bianca sono, invece, prodotti il Timorasso, il Cortese e il Moscato. I terreni sono per l’80% marnoso calcarei e il 20% argilloso calcarei.
La famiglia Boveri, assieme ad altri produttori pionieri, ha fatto la storia dei Colli Tortonesi, senza mai rinunciare a proporre nuove proposte. Nel maggio 2022 ha presentato due nuove etichette celebrative numerate in Edizione Limitata, il Filari di Timorasso Colli Tortonesi Doc 2015 e il Vignalunga Barbera Colli Tortonesi Doc 2015, che ne testimoniano la storia e la passione per il proprio territorio. Vini che raccontano la tenacia di Luigi Boveri che ha creduto nelle potenzialità della zona del Basso Piemonte, in particolare della provincia di Alessandria, che fino agli anni Novanta era considerata la Cenerentola della regione. Con Luigi e la moglie Germana Ciccotti lavorano anche i figli Francesco, Matteo e Sara.
Il “Filari di Timorasso” della cantina Boveri Luigi è un vino bianco strutturato dal colore giallo dorato intenso. Al naso risulta in modo netto il profumo di pesca bianca, susina, bergamotto, spezie dolci, piacevoli note balsamiche e netti ricordidi miele d’acacia. In bocca è equilibrato, fresco e sapido. Molto lungo ed elegante.
Abbinamenti: con piatti importanti come una faraona ai mandarini, un risotto alla Robiola di Roccaverano e un coniglio arrosto alle castagne.
Verdicchio Costa Toscana IGT 2022 – Gianni Moscardini – Toscana

Gianni Moscardini – azienda vitivinicola con sede a Pomaia, frazione di Santa Luce (Pisa) –presenta sul mercato il Verdicchio Costa Toscana IGT 2022. La neonata etichetta si inserisce in un progetto enologico ambizioso, imperniato sullo studio dell’affinità tra terreno, portainnesto e varietà che supera il tradizionale concetto di areale.
L’agronomo e titolare dell’azienda Gianni Moscardini è partito dall’analisi di una singola parcella del vigneto Riserva, posta a un’altitudine di 160 metri s.l.m. con esposizione est-ovest, dove il terreno si presenta magmatico-vulcanico. Insieme all’enologo Emiliano Falsini, ha individuato in un clone di verdicchio, con caratteristiche simili a quello dei Castelli di Jesi, il vitigno ideale per la parcella, messo a dimora nel 2019.
Così è nato un vino capace di racchiudere i profumi e la freschezza delle brezze marine che percorrono i pendii di un vigneto dalle caratteristiche ben definite. Un vino che sa proporre acidità, longevità ma anche una rotondità ottenuta grazie alla sosta in legno grande.
Abbinamenti: pesce, alla griglia o al forno, calamari fritti, zuppe di pesce e di cozze.
Eccovi i nostri quattro vini rosati e quattro bianchi. Cin cin!

