in

La magia di Cerignale: verde, cibo e cultura (e un forno comune)

Cerignale, un piccolo borgo dell’Alta Val Trebbia, dove riscoprire un dolce dell’infanzia: il dolce al latte fritto

Cerignale alta val Trebbia

Un solo hotel, un festival letterario, una natura rigogliosa per scoprire l’Alta Val Trebbia. A Cerignale, nel cuore dell’Appennino piacentino, fatti sedurre da un forno comune, dall’Hotel Albergo del Pino e da Transumanza Letteraria – Libri in movimento, festival itinerante organizzato dalle librerie Bookbank libri d’altri tempi e Fahrenheit 451. Ecco la magia di Cerignale

Aggiornato il 29 agosto 2026

Nel piccolo borgo di Cerignale, nel cuore dell’Appennino piacentino, vivono poco più di 110 abitanti. C’è un forno comune, un solo hotel, una piccola piazza e tante manifestazioni culturali.

Il forno comune di Cerignale: la trasmissione della cultura popolare tra le generazioni

forno comune di cerignale
Il forno comune di Cerignale: ristrutturato per fare rivivere la storia di un piccolo borgo

In uno dei punti più alti, da dove si può godere di un bel paesaggio, si trova un forno comune in pietra, risalente alle origini longobarde del villaggio. Nella “Piazza Pane Quotidiano” o del “buon pane”, accanto ad altri elementi storici recuperati come il lavatoio e le fontane pubbliche, si può rivivere la storia di un borgo di montagna che lotta per sopravvivere.

Caduto in disuso, quando si smise di produrre pane nelle pubbliche piazze, è stato restaurato dall’amministrazione comunale all’interno di un progetto che prevede un recupero storico delle tradizioni popolari locali per ripopolare e animare il paese durante i mesi estivi. Il forno è stato riacceso e, in alcune occasioni, il pane torna ad essere cotto in comunità.

Il ruolo dei forni comuni

Fare il pane era un’attività collaborativa. I forni comuni appartenevano, in genere, al signore feudale o direttamente alla collettività del villaggio e all’amministrazione comunale. Il pane, una volta cotto, doveva durare per almeno 15 giorni. Il forno rimaneva acceso fino a quando l’ultima famiglia aveva finito di cuocerlo. I turni per l’accensione ruotavano e la famiglia responsabile doveva fornire la legna.

Era un punto d’incontro dove si raccontavano vicende personali e collettive. Si cantava e lo si usava come spazio comune per altri compiti quali sgusciare fagioli, mondare gli ortaggi. Alcuni viandanti vi dormivano accanto perché era un luogo caldo e sicuro. E chissà quante storie d’amore sono nate sotto il suo caldo crepitare!

Il forno comune: cibo e cultura

Non credo che i ritmi di oggi ci permettano di usare il forno per cuocere il pane ogni giorno, ma possiamo farlo come atto di festa. Il simbolismo è importante, soprattutto quando si tratta di qualcosa di collettivo.

Le tradizioni vanno recuperate per il loro valore sociale. Fare il pane è accompagnato da più ingredienti. C’è sempre qualcuno che porta una bottiglia di vino o un pezzo di pizza da condividere. E inoltre fa sì che si sviluppi il senso civico, il gusto di appartenere ad una comunità e la riscoperta del bene comune.

Un hotel che richiama un passato imperituro: la magia di Cerignale

Nei pressi del centro storico di Cerignale, all’ingresso del tranquillo borgo dell’Alta Val Trebbia, si trova l’Albergo del Pino. Si tratta di un hotel costruito nel 900 e recentemente ristrutturato, con un ristorante che gode anche di uno spazio esterno sotto un verdeggiante pergolato.

L’accogliente albergo è stato gestito dagli anni 60 fino al 2000 da Teresa Castelli, madre dell’ex sindaco Massimo Castelli, artefice della rinascita di questo piccolo villaggio di montagna. É il punto di partenza ideale per visitare il magico borgo di Cerignale, primo comune “carbon free” della Val Trebbia.

Viaggiare per scoprire una cucina che unisce sapori piacentini e liguri in un perfetto mix

Il ricordo di Teresa Castelli

1 teresa cerignale

Oggi Teresa Castelli non c’è più, ma molti la ricordano sotto il fresco pergolato a preparare i piatti della tradizione piacentina e ligure. Era una donna, che dall’alto dei suoi oltre 90 anni, era sempre sorridente e capace di conquistarti con i suoi piatti. Nutrita dall’orto, dai piccoli produttori e dal pane cotto nel forno a legna, la sua cucina era rigorosamente casalinga e ispirata alla tradizione. Se ti affacciavi nel suo regno la potevi vedere intenta a preparare la pasta fatta in casa, di cui era una gran maestra, o a preparare secondi piatti e dolci. Un vero spettacolo!

Per farti capire che non scherziamo, ecco una sua ricetta dolce per concludere nel miglior modo un pranzo o una cena: il dolce al latte fritto.

La ricetta del dolce al latte fritto di Teresa Castelli

Un dolce fritto della tradizione ligure

la magia di Cerignale: la crema fritta di Teresa Castelli

Ingredienti

Per 6 persone
1 l Latte        
6 Uova       
1 cucchiaino vanillina  
olio di semi di arachidi
150 g zucchero semolato 
sale
60 g zucchero a velo     
150 g farina tipo 00
80 g pangrattato   

Procedimento

  • In una bastardella sgusciare tre uova e unire i tuorli delle altre tre, conservando gli albumi. Aggiungere lo zucchero semolato e, con l’aiuto di una frusta, montare il composto finché risulterà soffice e spumoso.
  • Incorporare la farina setacciandola; insaporire con un pizzico di sale e diluire con il latte, versandolo a filo.
  • Porre la bastardella su fuoco medio e fare addensare il composto mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno.
  • Appena la crema comincerà a staccarsi dalle pareti del recipiente, spegnere il fuoco e aggiungere la vanillina. Versare il composto su un piatto dai bordi alti precedentemente inumidito, in modo da formare uno strato di circa 2,5 cm di spessore da lasciare raffreddare.
  • Montare a neve fermissima gli albumi. Tagliare la crema ormai solidificata a rombi o a quadrati di circa 5 cm di lato e passarli prima negli albumi, poi nel pangrattato.
  • Friggerli nell’olio di semi di arachidi bollente e scolarli con una schiumarola, adagiandoli su carta assorbente da cucina.
  • Suddividere il dolce in piattini da dessert, spolverizzare con lo zucchero a velo e servire caldissimo.

Libri, teatro, escursioni…benvenuti a Transumanze Letterarie

 

Dopo anni complicati che ci hanno chiuso in casa, spesso lontani dagli affetti e dalle nostre belle abitudini, chi non ha voglia di ripartire? E allora ecco l’occasione giusta per muoversi sulle tracce di quei libri che rischiano l’estinzione per la nostra pigrizia, la nostra incapacità di fermarci a riflettere. La tappa montana quest’anno si svolgerà a Cerignale nei primi giorni di agosto

In questa occasione si puà vivere un festival letterario che prevede un mercato del libro, incontri per scoprire i mestieri e gli stili di vita di chi vive l’Appennino, spettacoli teatrali e circensi, presentazioni di libri e un’escursione con pranzo al sacco.

Buone vacanze in nome di cibo e cultura!

Albergo Ristorante del Pino
Frazione Cerignale Capoluogo, 22
Cerignale (PC)
Tel. +39 0523.939215
sito web

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

Ricetta dei muffin ai mirtilli, il frutto estivo per eccellenza

vacanza tra mare e entroterra in Gallura: i posti dove mangiare specialità gastronomiche sarde

10 +1 idee per una vacanza tra mare ed entroterra in Gallura