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Portraits of women per un 8 marzo diverso con l’aiuto di Proust

Portraits of women per un 8 marzo diverso è il progetto di Famelici per festeggiare l’8 marzo in modo diverso per oltrepassare una festa che rischia di perdere i suoi significati più profondi.

Portraits of women per un 8 marzo diverso

Ad Aggius il museo del banditismo per capire la storia di Paska Devaddis

Pubblicheremo 3 ritratti di donne diversissime tra loro, ma che hanno e che vogliono lasciare traccia del loro passaggio:

  • Sa bandita Paska Devaddis, la donna bandito di Orgsolo diventata un mito senza volerlo, vittima di un’epoca in cui l’assenza di giustizia rende obbligatorio schierarsi, abbandonando i propri sogni, mettendo a repentaglio la propria vita.
  •  La Femmina Agabbadòra, colei che ha portato sulle spalle il peso sociale di un compito invocato dalle comunità ma mai dichiarato. Un ruolo che ha condannato molte donne alla solitudine.
  •  Luciana Tiramani, una donna dei nostri tempi che cerca con passione di realizzare caparbiamente un sogno legato all’amore della sua terra.

Portraits of women per un 8 marzo diverso senza effetti speciali

Storie raccontate con semplicità, seguendo il filo del nostro ordito: #famedivero. Senza effetti speciali, senza trucco e parrucco, per cogliere l’essenza di scelte personali che sono diventate o che diventano sociali.

Abbiamo cercato di fare emergere la loro natura, le loro solitudini, le loro passioni le loro debolezze senza le quali non c’è mai determinazione.

Abbiamo cercato di costruire uno storytelling intelligente, ricordando che il racconto può essere anche una bugia che dice una possibile verità per narrare chi ha scelto di vivere la propria femminilità in modo coraggioso. La verità è un assoluto che non esiste, ma la narrazione può portare a sfiorare la percezione del reale.

Proust ci ha insegnato che la “verità” spesso si nasconde in una madelaine, in una sconnessione del selciato o in un banale gesto quotidiano. Ricordare, raccontare quei gesti legandoli ad emozioni ci permette di raccontare la realtà in modo femminile.

Un sogno famelico

storie di donne

Il nostro sogno? Non essere vittima di ciò che la società spesso cerca di imporci. Ci piace ricordare ciò che ha recitato l’attrice e  attivista di diritti civili Cynthia Nixon:Non essere troppo grassa. Non essere troppo magra. Mangia. Dimagrisci. Smetti di mangiare così tanto. Non mangiare troppo in fretta. Ordina un’insalata. Non mangiare carboidrati. Devi perdere peso. Fai una dieta. Dio, sembri uno scheletro. Perché non mangi? Sembri malata. Mangia un hamburger, agli uomini piacciono le donne con un po’ di carne sulle ossa. Sii leggera. Sii piccola. Sii graziosa. Sii femminile“.

Quante volte avete sentito rivolgervi questi luoghi comuni? Vi siete ribellate? Avete aiutato chi è più debole di voi a dire basta? Rompiamo insieme questa bolla che si trasforma in prigione. Barthes scriveva: “A ognuno il suo ritmo di tristezza”. Basta con la dittatura del “dover essere”. Prendiamola con filosofia, ovvero con profondità,  e soprattutto stiamoci dentro, aiutandoci con l’ironia. Siamo noi stesse, imprecise, imperfette, ma umanamente belle!!!

Un frammento di storia che raccoglie tanti portraits of women per un 8 marzo di lotta

La storia dell’8 marzo dura da più di 150 anni. Le sue origini vengono fatte risalire a uno sciopero dei lavoratori tessili negli Stati Uniti l’8 marzo 1857. A seconda delle fonti, la prima “Giornata nazionale della donna” si svolse a Chicago nel 1908, secondo altre un anno dopo a New York, proclamata dal Partito Socialista. L’anno seguente i socialisti europei adottarono l’idea. Dopo l’Anno Internazionale della Donna nel 1975, le Nazioni Unite hanno finalmente reso la giornata Giornata Internazionale della Donna.

Le prime rivendicazioni del movimento femminista

Nei primi del 900 la prima rivendicazione fu quella del suffragio universale. Non solo, si rivendicava anche la protezione delle lavoratrici contro lo sfruttamento, il miglioramento delle condizioni di lavoro con la riduzione dell’orario di lavoro e la sicurezza. C’erano anche richieste di assistenza sociale per madre e figlio, asili nido e parità di trattamento delle madri non sposate – ovvero una migliore compatibilità tra lavoro retribuito e famiglia per le donne.

Buona Festa della Donna con tanti portraits of women, sfuggendo alle banalità!

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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