Un viaggio tra arte, fede e storia: scopri le maestose Sagrestie della Basilica di San Martino e il Museo d’Arte Sacra di Alzano Lombardo, scrigni di capolavori tra Tintoretto, Palma il Vecchio e Andrea Fantoni. Testo di Raffaella Borea
Primavera, tempo di rinascita della natura ma anche di visite fuori porta e di week end d’arte immersi tra natura e cultura, alla scoperta di luoghi spesso poco conosciuti al turismo di massa. Come Alzano Lombardo, porta d’ingresso della Valle Seriana, tra le colline e il fiume Serio, al confine con la Valle Brembana e a pochissimi chilometri da Bergamo.
I segreti di Alzano Lombardo
Il Complesso Museale di San Martino

Sarà per la sua storia che risale al periodo romano, per la sua architettura rinascimentale carica di fascino e per le sue chiese, questa cittadina è custode silenziosa di gioielli d’arte dall’inatteso pregio. Come il Complesso Museale di San Martino con la maestosa Basilica di San Martino, le sue Sagrestie Monumentali e il Museo d’Arte Sacra San Martino, ospitato nel seicentesco Palazzo Pelliccioli.
É sufficiente una mezza giornata per scoprire luoghi di rara bellezza che aprono la strada, con i loro monumenti, a una lunga cavalcata attraverso i secoli e i loro stili. Capolavoro del barocco lombardo è, ad esempio, la Basilica di San Martino che, edificata nel XVII secolo su progetto di Gerolamo Quadrio, fa del suo pulpito un’opera suggestiva.
Commissionato nel 1711 a Gian Battista Caniana, il pulpito porta anche la firma di Andrea Fantoni, cui si devono anche la Cappella del Rosario e le Sagrestie Monumentali. Tratteggiando un percorso straordinario tra scultura, intarsio e decorazione barocca, le tre sagrestie non rappresentano solamente un potente percorso artistico, ma anche un atto di fede.
Le sagrestie monumentali di Alzano Lombardo

Luogo di passaggio e di mediazione fra lo spazio esterno e interno, fra il tempo della vita degli uomini e il tempo liturgico e rituale del culto, le Sagrestie sono un crogiolo di storia e di storie.
Se, infatti, la Prima Sagrestia, ampia e di forma rettangolare, si caratterizza per la copertura a volta e tre grandi nicchie con inseriti sei grandi armadi realizzati proprio dal Fantoni nel 1679 con la guida del padre Grazioso il Vecchio, la Seconda rappresenta invece un luogo di preghiera appartato e prezioso. A dominarla è l’altare in marmo di Andrea Peracca racchiuso dalla volta a botte con gli stucchi di Gerolamo Sala e i dipinti del Cifrondi.
Il Museo d’arte di San Martino
Collezione di dipinti e sculture

Complesso è il suo piano iconografico con oltre ottocento figure raffiguranti le Virtù, scene di martirio dai tratti fortemente drammatici, storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. A susseguirsi è un gioco di continui rimandi simbolici ed allegorici che danno vita ad una fitta trama di piani di lettura. Nella terza Sagrestia, invece, a dominare è l’elemento decorativo che dell’eleganza ricercata fa la sua traccia.
Basta fermare lo sguardo sui 29 scanni che si rincorrono sulle due lunghe pareti per rendersene conto. Il raffinato naturalismo dei loro intarsi è affidato ad una ricca varietà di fiori e frutti, strumenti musicali, paesaggi fantastici e giochi infantili, in alcuni casi arricchiti da delicati inserti in madreperla, testimoni di una ricca tradizione artistica e spirituale.
La stessa che si ritrova nella collezione di dipinti, sculture, oggetti liturgici e paramenti sacri del Museo. Qui a trionfare sono il San Cristoforo di Tintoretto, il drammatico Martirio di San Pietro da Verona di Palma il Vecchio e le intense tele di Cavagna e Cifrondi, artisti che hanno segnato la pittura lombarda tra il XVI e il XVIII secolo.
Codici miniati, oggetti liturgici e paramenti sacri
A fare del Museo uno scrigno sono anche la sezione dedicata ai codici miniati decorati con luminosi ori e pigmenti preziosi, una raccolta di calici, ostensori e reliquiari che, talvolta cesellati in argento e in filigrana dorata, sono testimonianza di secoli di arte orafa e di devozione. Gioielli di tessitura e di ricamo sono infine i paramenti sacri, cui è dedicata un’intera sala.
L’itinerario di esplorazione culmina nel Salone d’Onore, le cui cornici in stucco incorniciano un affresco attribuito a Giuseppe Orelli, raffigurante l’Olimpo e realizzato nel settecento. É dello stesso secolo lanche l’imponente Alcova di Ganimede di Fantoni in Giovane mentre risale al seicento il monumentale camino in pietra arenaria e stucco, decorato con figure allegoriche, cariatidi e motivi floreali.
L’arte nel piatto
Tradzione e innovazione in cucina
Il viaggio nei capolavori d’arte di Alzano Lombardo si chiude con una sosta dedicata al buon cibo. Indirizzo da inserire nel taccuino è quello del “RistoFante” meta da consigliare a chi cerca una cucina che privilegia la freschezza delle materie prime, quella delle verdure e del pesce in particolare, e la loro stagionalità.
Ad accogliere il visitatore curioso in un’antica casa del ‘600 ristrutturata sono Titta Manzini – in cucina – e Silvia Valoti (sala e cantina). I loro piatti si propongono di tramandare le tradizioni, alleggerendole e adeguandole però ai tempi.
I piatti da assaggiare ed esperienza gastronomica

Spazio così ad un assaggio di “sushi bergamasco” per antipasto, ad un “Risotto mantecato, zucca Mantovana, astice croccante, burrata e crumble di pistacchio” di primo e a un “Baccalà mantecato con olio e.v.o. e polenta Rostrato di Rovetta” per un secondo che vuole celebrare una tipicità del territorio. Nel periodo estivo, il ristorante, presente anche nell’Elite dei JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), riceve gli ospiti in un piacevole giardino.
Informazioni pratiche
Museo d’Arte Sacra San Martino
P.zza Italia, 8 24022 – Alzano Lombardo Bergamo (Italia)
Ingresso:
- Collezione permanente + Salone dell’Alcova + Mostra temporanea “Eccellente Dipintor” : 10€
- Salone dell’Alcova + Mostra temporanea “Eccellente Dipintor” : 6€ Riduzioni per: famiglie, studenti e gruppi
- Gratuito per bambini e ragazzi fino ai 14 anni
Orari:
- Lunedi/Mercoledi/Giovedi/Venerdi: 9/11 e 15.30/18
- Sabato: 9/11.30
- Domenica:15/18
- Ogni domenica alle 15:30 visita guidata con un operatore messo a disposizione gratuitamente dal Museo.
Testo: Raffaella Borea
Credits Photo: @gmg

