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Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura (vi diciamo dove mangiare e dormire)

Vieni con noi a esplorare Capri tra sapori, storia e cultura: dai celebri piatti locali alle ville di imperatori e artisti, un viaggio tra mito e vita quotidiana che racconta l’anima più autentica dell’isola

Capri non è solo un’isola, ma un mito senza tempo che continua a incantare artisti, scrittori e celebrità di tutto il mondo. Tra ville imperiali, panorami mozzafiato, borghi pittoreschi e piatti tipici, la sua storia si intreccia con il fascino culturale e gastronomico del Mediterraneo. Questo articolo ti guida alla scoperta di Capri tra cibo, arte e tradizione, tra luoghi iconici e esperienze autentiche che rendono l’isola unica. E allora vieni con noi alla scoperta di Capri tra cibo e cultura (in continuo aggiornamento)

Vuoi organizzare una vacanza degna di una star? Allora vieni con noi alla scoperta di Capri tra cibo e cultura. L’isola è da sempre stata amata da personaggi famosi. Se il mito e l’Odissea ci raccontano che qui, a pochi metri dalla costa, vivevano le sirene che incantarono l’equipaggio di Ulisse, il primo personaggio illustre a visitare l’isola più di 2000 anni fa fu l’imperatore Augusto, seguito dal suo successore Tiberio, che vi edificò dodici ville.

Che cosa rende quest’isola del Mediterraneo così affascinante da continuare a incantare artisti, designer e celebrità di tutto il mondo? Da città di pescatori si è trasformara nel tempo in una meta glamour, mondana, con mille segreti da scoprire, tanto da essere amata dal jet-set internazionale e da grandi scrittori – da Frank Sinatra a Jacqueline Kennedy, da Grace Kelly a Oscar Wilde fino a Pablo Neruda. A noi piace ricordare Somerset Maugham che nel suo racconto Il mangiatore di loto parla di un uomo che abbandona la civiltà e si rifugia sull’isola nutrendosi di fiori di loto, un piacere di abbandono e di egocentrismo di cui già Omero aveva scritto nell’Odissea: “Mangiarono il dolce frutto e non vollero tornare, ma vivere in un presente costante che porta all’oblio

Capri, l’isola mito che ha saputo costruire miti

Sono 3 le ville romane che mantengono la loro forma originaria: Villa Jovis, Villa Damecuta e Palazzo a Mare.

villa lysis capri
Capri, l’isola anata dai VIP

Nel corso dei secoli, il suo fascino naturalistico ha sedotto artisti come Marina Abramovic, viaggiatori, scrittori, politici e filosofi. Qui visse l’imperatore Tiberio nelle sue ben 12 ville, è qui che Brigitte Bardot costruì il suo mito ed è sempre qui che soggiornò presso Villa Lysis il poeta maledetto Jacques Fersen. Villa Lysis. La sua dimora “consacrata all’amore e al dolore“, come canta il frontale della facciata, fu costruita nei primi del Novecento in stile Liberty dal barone e poeta omosessuale francese per sfuggire alla famiglia e agli scandali. Capri è stata anche l’isola dei vip e della moda.

Capri e Jacqueline Kennedy, ovvero la personificazione della moda

Il rapporto con la moda è in parte attribuibile a Jackie Kennedy, che rese un paio di pantaloni i più desiderati degli anni ’60. La First Lady visitò personalmente un sarto dell’isola per farli confezionare! Non manca ì chi sostiene che in realtà fu Gloria Sachs, modella per Balenciaga e Balmain e successivamente stilista, a scoprire questo capo durante il suo viaggio di nozze sull’isola e a introdurlo poi negli Stati Uniti, dove divenne popolare grazie alla serie ‘The Show by Dick Van Dyke’.

Jackie ha di certo reso celebre il bikini a triangolo lungo le coste italiane e, in particolare, i sandali  Canfora, che divennero famosi in tutto il mondo quando lei ne scoprì un paio nel laboratorio di Anacapri, aperto dal piccolo brand nel 1943. Ancora oggi, il modello ‘Jacqueline’ è presente nel loro catalogo.

Al di là di tuttoil fascino di quest’isola lo percepisci appena sbarchi dall’aliscafo. Il sole ti acceca, ma la sua luce ti spinge a voler soffermare lo sguardo su quei segreti che sai che ti apriranno la strada verso l’infinita meraviglia.

Casa Malaparte: il mito moderno tra cinema e letteratura

casa Malaparte a Capri
Una scena del film “Le Mépris” (1963) diretto da Jean-Luc Godard

Arroccata sulla scogliera di Punta Massullo, sull’isola di Capri, Casa Malaparte (1937) è molto più di un’abitazione: è un manifesto di solitudine, orgoglio e libertà intellettuale. Voluta dallo scrittore Curzio Malaparte, nato a Prato, la villa si distingue per la sua posizione estrema e quasi inaccessibile, raggiungibile attraverso un percorso ripido e isolato che sembra scoraggiare ogni visita casuale. L’edificio, con la sua celebre scala piramidale rovesciata che conduce al tetto-terrazza, è diventato iconico anche grazie al cinema, apparendo in “Le mépris” di Jean-Luc Godard (1963).

Da lassù, lo sguardo si apre sul Golfo di Salerno, in un dialogo continuo tra architettura e paesaggio. Non sorprende che Malaparte, spirito indipendente e provocatorio, scrivesse in “Maledetti Toscani”: «Secondo la comprensione dei Toscani, chiunque non sia un uomo libero è uno sciocco. Hanno l’abitudine di non salutare mai nessuno per primi, nemmeno in paradiso. Anche Dio lo sa. Vedrai che Lui ti saluti per primo». Una frase che sembra riflettersi perfettamente nell’anima isolata e fiera della sua casa.

Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura

Alla sera, in “piazzetta” sorseggia un Paloma, un cocktail simile al Margarita, ma realizzato con il pompelmo rosa, o con un analcolico Spritz al profumo di rosmarino o una limonata artigianale con foglia di menta accompagnati da pizza fritta o taralli

giardini di augusto capri
I fiardini di Augusto a Capri

Non c’è bisogno di tracciare alcun itinerario. Il mio consiglio è quello di vagabondare, di perdersi lasciandosi attrarre dai tantissimi negozietti, bar o ristoranti. A Capri nel tuo girovagare puoi perderti, ad esempio, nei Giardini di Augusto, dove ammirare paesaggi mozzafiato, avvistare i Faraglioni e scoprire fiori e piante di cui ignoravi il nome. I Giardini di Augusto, fatti costruire dalla famiglia Krupp nei primi anni del 900 sui resti di antichi insediamenti romani, dovevano essere il parco che circondava una villa mai costruita. In ogni caso l’industriale tedesco pagò l’ingegnere Emilio Mayer per costruire l’attuale strada tagliata nella pietra, nota per i suoi tornanti, per mettere in comunicazione la costa al cuore di Capri.

Se ami l’arte ti puoi soffermare ad ammirare la Certosa di San Giacomo, costruita nel 1371 e utilizzata sotto il dominio francese come caserma, ospedale e bagno penale.

Anacapri, un tuffo nella cultura dell’isola

Ad Anacapri merita una visita la Chiesa di San Michele Arcangelo con un pavimento che attira l’attenzione per la sua rappresentazione della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. Durante la passeggiata nei vicoli il tuo sguardo sarà attratto dalla Casa Rossa, costruita tra il 1876 ed il 1898 dal colonnello americano J.C. MacKowen, che vi raccolse la propria collezione di reperti archeologici di disparata provenienza.

Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura. Anacapri

Sempre ad Anacapri imperdibile una visita a Villa San Michele, edificio fatto costruire nei primi del 900 dal medico danese Axel Munthe. Qui godrai di una sorprendente vista sul golfo di Napoli  e avrai la possibilità di passeggiare per giardini giudicati come i più belli d’Italia. Si possono poi anche scoprire gli arredi interni contraddistinti da un mix di reperti archeologici, mobili d’antiquariato, quadri e ricordi personali.

Altra attrazione il Parco Filosofico di Anacapri, voluto da Gunnar Adler-Karlsson. Sorge nei pressi del belvedere del Faro di Punta Carena. Il parco preserva le diverse specie della macchia mediterranea e, contemporaneamente offre uno spazio di riflessione filosofica con le varie citazioni impresse sulle maioliche degli artisti capresi.

Se sei un appassionato di ville, non puoi perderti una visita a Villa Malaparte, un parallelepipedo color rosso pompeiano progettato dall’architetto razionalista Adalberto Libera e costruito tra gli scogli del Pizzo Lungo, a un passo dai Faraglioni di Capri, per volere dello scrittore di inizio Novecento Curzio Malaparte.

Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura: informazioni utili

Si dice che Churchill, oltre al clima e ai panorami mozzafiato, fosse attratto da uno dei dolci più tipici dell’isola: la Tarte Caprese, un dolce napoletano a base di cioccolato e mandorle

L’isola è da girare tutta a piedi o in barca. Dovunque volgi lo sguardo, troverai splendidi paesaggi, testimonianze di un’isola che ha costruito miti e che ha ispirato grandi versi. Non solo, qui puoi trovare ottimi ristoranti per conoscere la cucina tradizionale o gourmet.

Capri è sempre stata meta prediletta dal turismo americano, inglese o russo, ma oggi, causa pandemia, è diventata una destinazione di tanti italiani che vogliono scoprire o riscoprire il nostro territorio.

Dove dormire e mangiare a Capri? All’Hotel Villa Blu Capri, delizioso boutique e design hotel

Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura. Villa blu Capri
Hotel Villa Blu a Capri

In occasione dell’inaugurazione del cinque stelle Hotel Villa Blu Capri, ho pernottato in un albergo elegante, in cui dominano i colori che hanno reso celebre l’isola di Capri nel mondo: il bianco e i colori del mare.

Il “Blu Opening Party” ha festeggiato il passaggio della catena Melià alla nuova gestione tutta italiana di S&S Group della famiglia Spinelli. L’albergo offre diverse soluzioni: dalla classic room, alla deluxe room, dalla superior room, alla junior suite, o alla premium room, fino alla suite vista mare con Roof Top panoramico.

Il luogo che più ho amato è la piscina Blue Pool Lounge, che si staglia sul bianco dell’hotel con il blu intenso dei mosaici. A chi è consigliato il soggiorno? A chi vuole trascorrere tranquille giornate lontano dai luoghi affollati dell’isola, cullati da una tenue musica lounge, e una varietà di cibi e bevande di gran gusto.

Alla scoperta di Capri tra cibo e cultura. Anacapri, hotel villa blu capri

Il re delle cucine dell’Hotel Villa Blu Capri è Simone Mancini, il giovane chef capitolino che cura anche l’elegante ristorante Capriccio. Ma i suoi piatti rendono gourmet anche il Blue Lounge, dove si possono gustare piatti tipici campani o rivisitati, accompagnati dalla musica dal vivo.

Dove mangiare bene a Capri

La Fontellina Capri

Presso La Fontellina, ristorante sul mare che prende il nome dalla montagna di fronte ai Faraglioni (conosciuta come E font d’o lino).

Inaugurato nel 1949, questo locale di famiglia ebbe inizio come un semplice bar sulla spiaggia. Ben presto, però, divenne un punto di riferimento per il jet set negli anni ’60, frequentato da Brigitte Bardot, Sophia Loren, Clark Gable e molte altre celebrità del cinema.

Oggi, sotto la gestione di Antonio Arcucci e dei fratelli Gaetano e Mario Gargiulo, è diventato un punto di riferimento imprescindibile dell’isola, pur conservando lo spirito locale di un tempo. Il piatto più ruinomato? Gli spaghetti alle vongole.

Per raggiungere il locale, occorre percorrere una lunga scalinata e superare lastre di calcare, ma gli ospiti trovano poi lettini a strisce bianche e blu e zone d’ombra molto apprezzate.

Non perderti un piatto da re: la caprese

Si racconta che il piatto preferito del re Farouk I d’Egitto, che trascorreva l’estate a Capri nei mesi più caldi, fosse  un’insalata leggera con prodotti di stagione. Indovinato? Parliamo della Caprese – altra grande invenzione dell’isola -, che riprende i colori della bandiera italiana.

Ancora oggi si discute se la migliore si trovi da Paolino (nel cuore di Marina Grande), anche se c’è chi preferisce ordinare la pasta al limone.

Forse sarebbe meglio optare per Le Grottelle. Situata a circa 15 chilometri dal centro, la pizzeria, nascosta nella roccia all’estremità orientale di Capri, offre piatti cucinati su una griglia all’aperto. La terrazza regala una vista su Punta Campanella. Imperdibili sono le famose pizze alla carbonella, i ravioli al basilico ripieni di ricotta, gamberi e limone con pomodoro fresco e cozze, e la crostata al limone.

I cult di Capri

  • Grotta Azzurra, una grotta larga 25 metri e lunga 60 con un ingresso alto meno di un metro. Per entrare nella Grotta bisogna stendersi sulla barchetta di legno, ma la si può raggiungere anche a piedi da Anacarpi. L’orario migliore per visitarla? Tra le 12 e le 14.
  • Faraglioni, tre scogli che emergono dal mare e che conferiscono una forte personalità al panorama del Golfo di Napoli. Non sono visitabili, si possono solo ammirare!
  • Villa Jovis, la villa dell’imperatore Tiberio. Si può raggiungere a piedi dalla Piazzetta di Capri.
  •  La piazzetta, il simbolo della Capri mondana.
  • Monte Solaro: a piedi da Anacapri, seguendo il sentiero segnalato e calcolando un’ora in salita; in seggiovia da Anacapri, in circa 10 minuti. Un consiglio? Scendete a piedi  a Cetrella.

Da non perdere

  • Giardini di Augusto e Via Krupp a Capri, la passeggiata che vi permetterà di conoscere Capri.
  • Anacapri, sicuramente più riservata e tranquilla rispetto a Capri, ma come vi abbiamo già raccontato assai affascinante e con testimonianze culturali che meritano il viaggio.

Che cosa comprare a Capri

  • La campanella di Capri, simbolo di fortuna e felicità. Secondo la leggenda locale  ogni rintocco realizza un desiderio.
  • Il cornino di corallo: simbolo napoletano della fortuna. Meglio se regalato.
  • I sandali Capri: le flat shoes italiane più famose al mondo rese famose da Jackie Kennedy
  • L’Aqua di Capri: la sua storia  risale al 1380, quando il priore della Certosa di San Giacomo mise a macerare dei petali di fiori per regalare un profumo alla Regina Giovanna d’Angiò in visita sull’isola.
  • Limoni, limoncello, bicchieri di ceramica per gustarlo

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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