Circondata dalle Alpi Lepontine, Verbania custodisce risorse sorprendenti a partire dal suo lago. Godendo di un entroterra verde e di un clima mite tutto l’anno, la città lacustre è anche una capitale di cibo e cultura. Buon appetito!

Alcune provincie italiane danno l’impressione di poter farci vivere in vacanza tutto l’anno e, quindi, esercitano una forza attrattiva che induce molti visitatori a volerle conoscere. È la perfetta descrizione di Verbania, un territorio magico, dove poter godere della dolce vita piemontese. Incorniciata tra le Alpi Lepontine, affacciata sul lago Maggiore, l’elegante località lacustre gode di un’invidiabile esposizione che la protegge da temperature estreme: qui gli autunni sono miti e gli inverni primaverili. La dolcezza metereologica, unita alla bellezza del terroir, ha contribuito a creare quella cultura gastronomica che unisce le prelibatezze del lago a quelle della montagna. Impossibile, dunque, rinunciare ad un’escursione gourmet che ci consente di incontrare sapori sorprendenti, a partire dai formaggi e dai salumi.
Verbania e le delizie del Lago Maggiore
Le specialità gastronomiche del Lago Maggiore valgono il viaggio a Verbania, pittoresco borgo dove passeggiare per le stradine che dal lago si addentrano verso l’entroterra. Per farci venire fame possiamo organizzare una visita all’Isola dei Pescatori, all’Isola Madre e all’Isola Bella. E quando siamo finalmente affamati, è famelicamente consigliata una tappa enogastronomica presso La Casera, bottega e osteria, dove degustare ottimi formaggi e salumi
La tappa enogastronomica a Verbania: La Casera
Dopo una passeggiata nei vicoli del borgo, arriviamo in piazza Daniele Ranzoni, dove si trova la bottega e osteria La Casera. Un’allegra vetrina, ci rimanda al mondo dei formaggi e dei salumi, invitandoci a varcare la soglia.

Qui ci accoglie Eros Buratti con la sua grande passione per il mondo caseario, che ci spinge ad iniziare un viaggio sorprendente. Possiamo degustare ottimi formaggi italiani accompagnati da pane artigianale, salumi, vini piemontesi e di altre regioni italiane.
Tra i nostri assaggi, segnaliamo la mortadella di fegato, ormai prodotta da pochi artigiani affezionati alla tradizione gastronomica della Val d’Ossola. È composta da mortadella cotta fatta da: fegato di maiale, triti di banco, carniccio, guanciale e pancetta. La concia viene in modo particolare, utilizzando “vin brulè”, anice stellato, chiodi di garofano, cannella e altre spezie.
A seguire il crudo Val Vigezzo affumicato, la cui caratteristica è la salatura che avviene unicamente nei mesi invernali evitando il ricorso a celle frigorifere e prodotti chimici. L’affumicatura avviene subito dopo la sugnatura, in una cella apposita, dove si accende un fuoco con segatura di legno di ginepro. Dopo una settimana il salume è pronto! Una curiosità sull’utilizzo del ginepro? La corona fatta con l’arbusto era usata in Piemonte per indicare che il contadino vendeva il vino fatto in casa. Ma torniamo alla nostra degustazione.
È la volta del violino di capra, che si ottiene dalla coscia e dalla spalla dell’ovino. Si prosegue con la bresaola della Val Formazza, prodotta dai tagli della coscia di bovino adulto. Il suo profumo e il suo sapore delicato sono determinati dal mix di salagione e dalle condizioni ottimali di stagionatura. È servita accompagnata da un ottimo pane nero a lievitazione naturale.
Sorprendente poi il prosciutto di cinghiale abbinato a una dolce robiola che ne smorza il gusto. E per finire con i salumi, viene servita la coppa di testa, testimonianza che del maiale non si butta via niente.







Ma La Casera è il regno anche dei formaggi. La degustazione non poteva che terminare con un assaggio di vere golosità. Si va dal misterioso Dahu al Bettelmatt, un formaggio dal gusto saporito e corposo. Si procede con l’Ossolano Dop, l’antico Nostrano delle Valli Ossolane. Il suo sapore e la sua aromaticità rimandono ai profumi dei pascoli piemontesi. Ci incuriosisce poi la Robiola Incavolata, un formaggio fresco di capra pastorizzato. Il gusto dolcemente acidulo, grazie alle foglie di cavolo legate a mano, acquista maggiore cremosità. È il momento dell’Holzofer a latte crudo, con pasta burrosa e dal sapore minerale intenso. Concludiamo con l’eccezionale Blu Marsala, dalla pasta burrosa e morbida, delicatamente venata di blu, dal sapore leggermente piccante, in contrasto con l’aroma del Marsala nel quale è immerso. Un gustosissimo formaggio per concludere una degustazione indimenticabile.

