Itinerari Famelici. Guida alla Milano futurista

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Ci sono tanti modi per conoscere una città, tanti punti di vista diversi. Alcune vie sono più esplorate, altre, magari meno celebrate dalle guide, rimangono nascoste ai più. La città di Milano, oltre a essere la capitale della moda, del design e di tanto altro, è stata la culla di una grande avanguardia artistica: il Futurismo. Dinamico, irriverente, chiassoso e multicolor, il Futurismo ha mosso i suoi primi passi nella città di Milano per superare poi ogni barriera geografica e spaziale. Sulle orme di Boccioni e dei grandi protagonisti del movimento, un viaggio a tappe alla scoperta della Milano futurista

1) La casa di Marinetti – Via Senato 2

La prima tappa del tour non può che essere Casa Marinetti, l’ex dimora del fondatore del celebre movimento dei primi anni del Novecento. La casa è situata in via del Senato 2 e reca la seguente targa in marmo “Questa è la casa dove nel 1905 Filippo Tommaso Marinetti fondò la rivista Poesia. Da qui il movimento Futurista lanciò la sua sfida al chiaro di luna specchiato nel Naviglio”.

2) Casa Boschi di Stefano – Via Giorgio Jan 15

Per conoscere la Milano futurista, una tappa interessante è la Casa Museo Boschi di Stefano, che custodisce peraltro una splendida raccolta dell’arte italiana del XX secolo: dagli Spazialisti ai Nucleari, agli Informali. Nella dimora, di proprietà dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, potrete ammirare opere di Boccioni e Severini ma soprattutto scoprire uno dei luoghi di ritrovo dei futuristi. In questo suggestivo edificio, dalle parti di Porta Venezia, schiere di artisti si ritrovavano per discutere i temi più caldi del movimento.

3) Pinacoteca di Brera – Via Brera 28

Per ammirare dal vivo i capolavori del Futurismo merita una visita la nota Pinacoteca di Brera. Famosa per la sua collezione di arte antica lombarda e veneta, la Pinacoteca conserva, all’interno dalla sala X, anche la collezione Jesi dedicata all’arte italiana della prima metà del Novecento. Qui potrete incontrare i grandi nomi del Futurismo come Umberto Boccioni (con la splendida Rissa in galleria), Carlo Carrà, Gino Severini e il Sironi futurista.

4) Museo del Novecento – Piazza dell’Arengario/Via Guglielmo Marconi 1

Un tour alla scoperta della Milano furista che si rispetti non può rinunciare al Museo del Novecento. Il museo, ospitato nel Palzzo dell’Arengario e adiacente a Palazzo Reale, vanta la più grande collezione al mondo di Umberto Boccioni e importanti opere di Giacomo Balla, Carlo Carrà, Ardegno Soffici, Mario Sironi, Achille Funi e Gino Severini. Di Boccioni imperdibili Forme uniche della continuità nello spazio, Sviluppo di una bottiglia nello spazio e Stati d’animo serie I. Gli addii. Di grande pregio anche Ragazza che corre sul balcone di Giacomo Balla.

5) Cimitero Monumentale – Piazzale Cimitero Monumentale

Il tour furista potrebbe concludersi con il Museo del Novecento ma, se siete in vena di girare ancora un po’…l’ultima tappa è la tomba di Marinetti. Nel Cimitero Monumentale – non temete è un luogo di straordinaria bellezza, niente di macabro o angosciante – è sepolto lo scrittore. Le coordinate sono campo 4, a destra del viale centrale che dal Famedio si diparte perpendicolare verso il centro della necropoli. Ad attendervi una tomba decisamente modesta e sobria, decorata con greche dal sapore floreale…avreste mai immaginato una sepoltura così anonima per un uomo così eccentrico? Destino curioso….:)

Di spunti artistici non ve ne mancano, ma, dal momento che non si vive di sola arte…un suggerimento anche per le papille!

6) Ristorante Lacerba – Via Orti 4

A pochi passi dalla metropolitana di Crocetta, si trova un locale molto originale di nome Lacerba (come il nome della rivista futurista!). Nato nel 2001 come ristorante futurista – i piatti proposti seguivano i dettami del Manifesto della cucina futurista –, oggi ha cambiato la proposta gastronomica ma ha conservato nell’allestimento festose tracce futuriste: dai divertenti cartelloni pubblicitari della Campari disegnati da Fortunato Depero a foto e murales che riproducono le opere degli artisti di inizio ‘900.

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