Perchè non rompere le uova nella stessa ciotola?

Mai rompere le uova nella stessa ciotola dove poi le sbatteremo. Perchè? Il guscio può essere contaminato da microrganismi responsabili della salmonellosi. E come sapere se le uova sono fresche.

Le uova, come il pollo, possono essere vettori della salmonellosi

Rompere le uova nella stessa ciotola dove le sbatteremo è sicuramente un metodo veloce, ma, oltre a poter far cadere piccoli frammenti di guscio nel nostro preparato, può essere pericoloso. Nulla di drammatico, ma certo di fastidioso: di solito febbre, dolore addominale, diarrea e nausea. Ma può essere più grave e dannoso per la salute dei bambini con un’età inferiore ai 5 anni e per gli anziani over 65, così come per le persone con un sistema immunitario indebolito. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una persona su 10 contrae la salmonellosi ogni anno.

Perchè non rompere le uova nella stessa ciotola?

Se rompiamo le uova nella stessa ciotola dove le sbatteremo, possiamo fare sì che l’albume e il tuorlo possano facilmente contaminarsi con i microrganismi presenti nel guscio. Si tratta della cosiddetta contaminazione incrociata, che avviene quando il cibo entra in contatto con sostanze nocive attraverso utensili, superfici o altri ingredienti. Per questo anche con le uova dobbiamo assumere le stesse precauzioni che utilizziamo quando prepariamo pesce o carne cruda.

Per evitare contaminazioni è da evitare il lavaggio del guscio perchè in questo modo danneggiamo la cuticola e questo rende il tuorlo e l’albume più suscettibile allo sporco e alle contaminazioni batteriche. Dopo aver lavato bene le mani (come sempre quando si cucina!), il modo migliore per rompere un uovo è colpirlo contro una superficie piana, come il piano di lavoro pulito, e premere con il dito sull’area del pugno per aprirlo facilmente.

Per evitare ogni pericolo per i soggetti più deboli (bambini, donne incinte, anziani e persone immunodepresse), è consigliabile cuocere l’uovo a 70°C per un minuto. Mai poi usare le uova rotte o sporche!

Quali indicazioni seguire per scoprire se le uova sono fresche

Le uova andrebbero consumate entro 28 giorni dalla deposizione. Per questo su molte etichette è riportata anche la data di produzione. La cosa migliore? Consumarle entro i primi 15 giorni. Per essere maggiormente sicuri della freschezza delle uova ci sono alcune tecniche:

  • galleggiamento: basta procurarsi una ciotola grande, riempirla con dell’acqua e immergervi le uova. Se queste affondano e non ritornano in superficie, significa che il loro guscio è  compatto e che l’interno non è stato intaccato dall’ossigeno. Al contrario, se l’uovo galleggia sull’orlo dell’acqua, sarebbe meglio non mangiarle. Se l’uovo assume una posizione in piedi pur restando sommerso, è meglio cuocerlo.
  • osservazione: il tuorlo di un uovo fresco deve essere molto compatto e bombato, mentre l’albume deve essere denso, trasparente e ben unito al rosso. Con il trascorrere dei giorni giorni, il primo si appiattisce, mentre il secondo diventa  più fluido fino a separarsi dal tuorlo.
  • codice alfanumerico: partendo dall’estremità destra del codice e procedendo a ritroso, le ultime tre cifre  indicano l’allevamento in cui il prodotto è stato deposto. Le successive due lettere indicano la provincia nella quale l’allevamento si trova; i tre numeri successivi si riferiscono al comune specifico sede della produzione. Le successive altre due lettere indicano la nazione di provenienza. L’ultimo dato è rappresentato da un solo numero che assume quattro valori:
  • 0 – L’allevamento è di tipo biologico e le galline sono state lasciate libere di razzolare;
  • 1 – L’allevamento è all’aperto, con galline svincolate da gabbie costrittive;
  • 2 – L’allevamento è a terra, ma all’interno di un ambiente recintato;
  • 3 – L’allevamento è a batteria, ovvero gli animali vengono tenuti in gabbia e depositano le loro uova sul fondo della gabbia stessa.

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