Il settore Food Tech muta lo skyline dell’agroalimentare

Il settore Food Tech muta lo skyline dell’agroalimentare: un vero cambiamento di paradigmi

Food tech, cioè innovazione tecnologica nel campo dell’alimentazione: ci sono molte novità e Amazon conduce, in questo settore, una battaglia all’ultimo bit. La strategia comunicativa del colosso è deflagrante rispetto alla creatività applicata all’azienda, ma spesso meno “veritiera”: molte le news diffuse ad arte – consegna con drone, negozio fisico ed altro – che spesso si riducono a news ad uso e consumo degli uffici stampa senza reale impatto sul territorio. Non possiamo comunque avere più dubbi sulla potenza innovativa di Amazon-Bezos, che è diventato un driver di innovazione quanto lo era l’abbinata Apple-Jobs. Il nostro pensiero, già lo conoscete, verte sempre a non respingere alcuna innovazione ma ad analizzare sempre e tutto in visione di  possibile stimolo da applicare, coniugandolo, alle proprie esigenze. Partiamo proprio da Amazon: una delle sue innovazioni più smart è il supermercato senza cassa, AmazonGo, uno store che elimina il checkout e permette agli utenti di comprare e pagare con addebito online sul proprio online banking. Sul versante Google, invece, intelligenza artificiale e big data sono i filoni a cui possono essere ricondotti molti degli ultimi progetti (auto senza guidatore compresa).

Food Tech: aziende e start up in Italia nel settore agroalimentare

Tra le ultime novità italiane presentate nell’ambito del Food Tech, BEEing si prefigge di salvare le api dall’industrializzazione dell’agricoltura, realizzando un alveare domestico che consenta a chiunque di allevare uno sciame in città (con GPS anti-furto compreso); Revotree sviluppa un impianto intelligente per l’irrigazione dei frutteti che raccoglie dati relativi all’umidità e, attraverso macchine learning e analisi predittiva, ne studia l’evoluzione, dosando appropriatamente l’irrigazione; Elaisian permette infine ai produttori di olio d’oliva di monitorare costantemente il proprio campo, prevenire le malattie degli alberi e incrementarne la produttività, grazie a sensori e a uno speciale software; Elaisian è infatti in grado di inviare all’agricoltore i dati in tempo reale suggerendo le azioni migliori per quella specifica situazione. Questa start up ha già iniziato i primi test con diversi produttori tra cui Monini e ha stretto una partnership con Flos Olei.

Largo poi ai local food, orti in-store dove si coltivano ortaggi e frutta al chiuso, su cui stanno lavorando con progetti diversi le aziende statunitensi Target e Kroger, catena di negozi al dettaglio nata in Ohio ma che anche in Italia se ne vedono dei prototipi.

Nell’immagine: in Olanda, tra gli scaffali del reparto ortofrutta dei supermercati Albert Heijin, si coltivano erbe aromatiche di ogni varietà.

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