Mamma mia! Piccoli lettori crescono. Più degli adulti!

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Sabato 10 marzo è stata presentata a Tempo di Libri un’indagine sul fenomeno dei “bambini lettori”, ovvero di quella fascia di estimatori dei libri che va fino ai 13 anni. Sono emerse alcune tematiche poco analizzate negli studi precedenti: le abitudini di lettura, i generi e il numero di libri letti (eBook inclusi), il rapporto che si instaura con i genitori durante la lettura e l’utilizzo di tecnologie. Il cibo è spesso protagonista di molte favole o racconti destinati ai bambini. Io stessa sono rimasta affascinata dal cibo raccontato dai miei autori preferiti.

Il 69% dei bambini adorano i libri, dato decisamente superiore alla media degli adulti

Piccoli lettori crescono. Più degli adulti

 

L’82% degli 0-13enni ha affermato di aver letto, nei 12 mesi precedenti, un album illustrato, un libro di carta o tattile oppure un eBook (che conquista l’attenzione dei bimbi con l’aumentare dell’età, partendo con un utilizzo dell’1% tra i 4-6 anni, per arrivare al 21% tra i 7-13 anni), ascoltato un audiolibro o utilizzato un’applicazione a contenuto editoriale; la media italiana nella fascia 14-75 anni, è invece del 65%.

Esaminando i dati dei bambini più piccoli, si rileva che il 59% dei bimbi tra gli 0-3 anni sfoglia, gioca con libri tattili, libri attivi, pop-up, ecc., dato che aumenta fino al 92% nella fascia di età compresa tra 4 e 6 anni, quando il 3% dei bimbi ricerca una prima autonomia nella lettura, per poi calare nuovamente: tra 7 e 9 anni la percentuale è del 91%, tra i 10 e 14 anni è dell’88%, dove però l’indipendenza nella lettura raggiunge l’84%.
Un dato interessante, emerso dalla presentazione della ricerca a Tempo di Libri, è stato il coinvolgimento degli adulti nella lettura dei bambini, che è in media del 59% , ma si fa più forte con i piccoli: tra i 4 e i 6 anni, infatti, leggono insieme a un adulto quasi la totalità dei bambini. Gli adulti di riferimento in questa attività sono prevalentemente i genitori, il 59% legge con la mamma e il 34% con entrambi i genitori; meno importante è il ruolo degli insegnanti.

Alla scoperta dei libri della mia infanzia

Piccoli lettori crescono. Più degli adulti

Sono cresciuta in una casa-libreria. Fin da piccola ero affascinata da quello “scrigno” imponente che racchiudeva tesori per me ancora difficilmente decifrabili. Con mio fratello cercavo di tradurre in un linguaggio semplice quei segni, talvolta incomprensibili, che componevano la scrittura. Molti di quei libri fanno ancora parte della mia vita. La passione per i libri non l’ho mai persa. Alcuni romanzi, come Anna Karenina, li ho letti e riletti, trovando sempre nuove affascinazioni. Mi sono spesso chiesta se l’ amore – privo di tradimenti- verso la letteratura sia nato dalle mie letture infantili e adolescenziali, che mi permettevano di sognare ad occhi aperti, ma anche di litigare con i grandi autori per come proseguivano o facevano terminare storie che io avevo immaginato in modo diverso. Ricordo ancora una solenne arrabbiatura con Tolstoj per non avere permesso, in “Guerra e Pace”, che l’amore tra Andrea e Nataša diventasse un amore con la “a” maiuscola.

Cibo e cultura: i miei primi libri con protagonista il cibo. Un invito a sognare ad occhi aperti!

 

Piccoli lettori crescono. Più degli adulti

La prima favola che mi ha fatto vedere con occhi sognanti il cibo è stata “Hansel e Gretel” dei Fratelli Grimm. Un libro che avrebbe dovuto farmi conoscere la paura, ma che, al contrario, grazie alla presenza dei dolci, mi faceva superare ogni forma di terrore. Che cosa non si fa per il piacere del palato… si sfida anche la strega cattiva! Il cibo è  tentazione, ma anche salvezza! Hansel porge alla vecchia un osso fuori dalla gabbia per farle intendere che lui è ancora troppo magro per essere mangiato e Gretel la sbatte dentro al forno destinato al fratello. Cosa avevo capito? Che alle tentazioni puoi cedere solo se ti riservi la capacità di non rimanerne vittima. Mi ricordo di avere imparato quella fiaba a memoria anche grazie all’ausilio di immagini che mi aiutavano a pormi domande più che a trovare risposte! Che “Hansel e Gretel” siano stati i perfetti complici della mia scelta di laurearmi in filosofia?

Un’altra fiaba fondamentale è stata “Cappuccetto Rosso” dei Fratelli Grimm, dove il cibo è il pretesto che dà inizio ad un cambiamento importante: la protagonista deve portare le pietanze alla nonna e per farlo deve maturare in fretta per affrontare i pericoli del bosco.

Sul mio comodino c’è stato il “Re del monte d’oro”, fiaba dei Fratelli Grimm, dove la tavola è teatro di punizione e di incidenti. La moglie infedele è punita attraverso la scomparsa delle vivande grazie a un mantello che rende invisibili. Non è mancata anche “La principessa sul pisello” di Hans Christian Andersen. Di questa fiaba mal digerivo l’associazione tra sensibilità fisica ed emozionale nelle donne e l’immancabile immagine del mondo femminile descritto come ipersensibile e lamentoso. Anche se un dubbio mi dilaniava, un dubbio tutt’oggi irrisolto: forse la principessa riesce nel suo scopo di farsi sposare per la sua capacità di dire ciò che pensava?

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