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Il sapore della pace in Ucraina: cosa ci insegna il Borscht

Può un piatto, una ricetta suggerire gli ingredienti per arrivare alla conclusione della guerra in Ucraina?

Si è aperto un canale negoziale in Ucraina in un quadro in cui l’Europa appare impossibilitata a trovare una linea comune, risultando incapace di dialogare allo stesso livello con i russi e con gli americani. Gli ucraini sono le prime vittime della politica russo-americane-europee. Il sapore della pace in Ucraina ce lo suggerisce il borsht

Se c’è un punto d’incontro che unisce tutti gli esseri umani, è il cibo. Il primo gesto d’amore che riceviamo quando veniamo al mondo è il seno o il biberon di una madre che ci nutre. Quel dono, quel gesto d’amore, ci connette al mondo. E ci dice che nessuno può vivere senza l’aiuto dell’altro.

Il sapore della pace in Ucraina: cosa ci insegna il Borscht

La metafora del raggiungimento della pace in Ucraina è il Borscht ucraino, una semplice zuppa, assai amata anche in Russia, come in tutta l’Europa orientale

La resistenza in ucraina

Nessuno discute qual è il Paese che ha iniziato la guerra e che l’Ucraina è stata attaccata. Il risultato? Migliaia di soldati e di civili massacrati. Ora si deve andare oltre. É tempo di discutere una pace che non umili gli sconfitti e che non crei le condizioni per nuovi sanguinosi conflitti. E allora immaginando il tavolo delle trattative, dobbiamo anche scegliere il piatto da servire ai negoziatori di pace. E noi proponiamo il Borscht, realizzato con gli ingredienti dei due paesi belligeranti.

Alla fine, se ci pensate, la vita stessa è un Borscht più o meno riuscito. Nessuno di noi ha una vita fatta con un unico ingrediente o un solo gusto. C’è il dolce, il salato, il piccante, il sapore neutro La pace, come la vita, è un grande miscuglio di persone, di culture e il piatto riesce solo quando si raggiunge un equilibrio.

Il sapore del mondo? L’incertezza

Con cibo e fashion Trump

Oggi il sapore che domina il mondo è l’incertezza. Immaginiamo di essere in cucina. Il cuoco non sa coordinare la brigata, non sa quali ingredienti scegliere per preparare un piatto gustoso, senza che un ingrediente sovrasti l’altro. La ricerca della perfezione spesso non aiuta. Bisogna rischiare, ricordare che dall’errore spesso nascono risultati insperati destinati a passare alla storia. Quando il nostro cuoco inizierà a cucinare?

Quale sapore dovrebbe avere il mondo?

Lo stiamo cercando Abbiamo davanti a noi una grande pentola. Come riempirla? Abbiamo paura, non sappiamo quali ingredienti scegliere. É lo stesso terrore che ha preceduto la creazione di grandi ricette, spesso dettate dalla miseria, dalla necessità di rendere felice una tavola povera. Regalare un sorriso in situazione di dolore è veramente tanta cosa!

Ricordiamoci che le nostre nonne, nel disperato tentativo di non rompere quei legami che davano un senso alla loro vita, aggiungevano nel pentolone tutto ciò che trovavano nella dispensa per creare la magia della convivialità e dell’amore. L’Ucraina è quella pentola, a cui noi dobbiamo aggiungere ingredienti da cuocere lentamente, con pazienza, perché questo serve per essere liberi, per difendere la libertà e creare un grande piatto. Riusciremo? Non lo so, ma dobbiamo crederci.

Che cos’è il Borsht, il piatto ucraino per eccellenza

gli chef ucraini e la guerra: come sostengono la resistenza contro i russi

Originario dell’Ucraina, il Borscht, o Borsch, è una zuppa a base di barbabietole con o senza carne arricchita da diversi ingredienti, spesso ciò che si trova nella dispensa (patate, legumi e verdure di tutti i tipi). É stato inserito da qualche anno nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Unesco ed è diffuso in gran parte dell’ Europa orientale.

La ricetta del Borscht

Ingredienti

  • ½ kg di barbabietola
  •  1 carota
  • 1-2 patate
  • 1 ramo di sedano
  • 1 cipolla rossa
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • 1 litro di brodo di carne
  • Aneto fresco
  • 4-6 cucchiai di panna liquida o panna acida
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

  • Lavare la barbabietola e metterla in una pentola con abbondante acqua bollente per circa 15 minuti, a seconda della sua grandezza. Toglierla quando è tenera. Per verificare la cottura, bucherellare la barbabietola con un coltello.
  • Scolare e sbucciare.
  • Sbucciare e tagliare a dadini la carota e la patata. Togliere i filamenti al sedano e tagliarlo a fette.
  • Sbucciare la cipolla rossa e gli spicchi d’aglio. Poi tritarli finemente.
  • Scaldare un filo di olio extravergine di oliva in una casseruola . Aggiungere la carota, la patata, il sedano, la cipolla e l’aglio. Fare rosolare a fuoco medio per un paio di minuti, mescolando di tanto in tanto.
  • Versare il brodo di carne e aggiungere il sale. Quando inizia a bollire, coprire la pentola e lasciare cuocere per 15-20 minuti a fuoco medio.
  • Frullare insieme alla barbabietola cotta fino ad ottenere una crema liscia e aggiustare di sale. Dividere nelle ciotole, condire con sale e pepe e guarnire con aneto fresco. Servire con un goccio di panna o panna acida.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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