Una degustazione di vini nel piacentino che ci suggerisce un itinerario che ci porta in Toscana, in Trentino per approdare ai Caraibi con una proposta davvero originale
Al tavolo della Corte del Gallo, riconfermato Agriturismo d’eccellenza del Circuito di Mangiare Piacentino (di cui vi abbiamo parlato qui) che seleziona e promuove le migliori cucine emiliane, 4 bottiglie di vino sono le protagoniste di questa degustazione. Li accompagnano piatti e prodotti locali che il mentore di Corte del Gallo, Elia Sartori, ha preparato per l’occasione. Chiamato a valutare i vini e l’abbinamento enogastronomico è Davide Vallavanti, sommelier da quasi trent’anni. All’appuntamento è presente anche Filippo Comati, in rappresentanza di ComparinTaste, organizzatore dell’evento.
Nel piacentino un itinerario tra vini e terre, dall’Italia ai Caraibi!
Fattoria Il Capitano: Cabernet Sauvignon Voltorio e Chianti Rufina
Si parte dalla Toscana e dall’Azienda agricola Balbi, impresa di secolare storia antica fondata a Pontassieve, in terra fiorentina, dalla marchesa Francesca Campanari Balbi nel 1877. Protagoniste del successo di questa bella realtà imprenditoriale sono cinque donne che, grazie a scelte intelligente e ponderate, hanno creato un brand di qualità e affidabilità, nella produzione di vini certificati biologici.

In degustazione il Cabernet Sauvignon di Fattoria Il Capitano, vino prodotto esclusivamente con uve Cabernet Sauvignon. “Sontuoso nell’olfatto dove spiccano sentori erbacei, soprattutto del peperone verde e della foglia di pomodoro – evidenzia Vallavanti – in bocca ha un’entrata decisa e asciutta, con persistenza aromatica intensa e finale speziato”. Corte del Gallo ha voluto abbinare al cabernet sauvignon dei gnocchi al sugo di salsiccia la cui rotondità del gusto ha saputo esaltare le caratteristiche del vino. Ancor di più il Voltorio di Fattoria Il Capitano si è saputo esprimere abbinato alla punta di gorgonzola del Caseificio Croce www.caseificioangelocroce.it, grazie all’incontro tra sentori vegetali e l’erborinatura del formaggio.
“Interessante il colore rosso intenso – ha voluto evidenziare Filippo Comati – un rosso rubino che è sinonimo di eleganza, segno distintivo del Cabernet Sauvignon”.
Il piatto successivo è la piacentinità per eccellenza che qui, alla Corte del Gallo, trova la sua casa naturale: gli anvein (anolini) in brodo, preparati nel laboratorio interno all’agriturismo dalla giovane Patty e dalle anziane signore dalle mani sapienti che producono, ogni giorno, fantastici turtei cun la cua (tortelli con la coda) e altri tipi di pasta.
Gli anvein portati al tavolo con ripieno di stracotto e serviti in “brodo di terza” con manzo, cappone e gallina, hanno accompagnato il Chianti Rufina della Fattoria Il Capitano, una bottiglia del 2021. Si tratta di un taglio composto al 95% da Sangiovese, finito con Merlot e Cabernet Sauvignon, di buona brillantezza, in un rosso rubino con riflessi porpora.
“Conferma le caratteristiche tipiche del Chanti – spiega il sommelier Vallavanti – con un’adeguata acidità e, in bocca, rilascia piacevoli sentori floreali e di frutta, accompagnati da una leggera speziatura”. Alla prova olfattiva il Chianti Rufina esprime intense note di violetta e giaggiolo, con spunti di mora e ciliegia, per quel bere “vinoso” che è sensazione di vitalità tale da rifarsi alle fragranze dell’uva appena pigiata.
Reboro di Cantina Pisoni

Un vino superiore, un prodotto di grande eccellenza il Reboro di Pisoni. I vitigni sono quelli del Merlot e del Teroldego, la brezza che muove le foglie è quella del lago di Garda trentino dove sorge la Cantina Pisoni. La storia è quella che parla di Rebo Rigotti, enologo e ricercatore degli anni ’50 del secolo scorso. Le uve per la produzione del Reboro vengono raccolte in piena maturazione e lasciate appassire sui graticci. Il procedimento è simile all’amarone, al quale somiglia nel grado alcolico e nei principali sentori.
“Il suo colore rosso intenso granato è come un marchio di garanzia” sentenzia Comati in apertura di degustazione. “Al naso si apprezzano profumi pieni e le note preminenti sono quelle di frutta rossa matura e di confettura” suggerisce Vallavanti. Alla prova palato risulta armonioso, con sentori di amarena sotto spirito e prugna, poi spezie, pepe nero e liquirizia prevalgono sugli altri, insieme a importanti e piacevoli note di tostatura, soprattutto cioccolato e caffè dovute all’affinamento di tre anni in barrique.
La vendemmia è del 2014, 11 anni di bottiglia per un vino che è perfetto equilibrio di acidità, dal sorso opulento, morbido e suadente, con un inevitabile persistenza che è distintivo di pregio.
Ideale l’abbinamento a piatti strutturati, tra carni alla brace o selvaggina, ma anche formaggi erborinati e stagionati, oppure anche portate lievemente piccanti o dal tratto etnico. Un’idea famelica? Degustatelo con cioccolato fondente!
Qui Elia ha voluto giustamente abbinare un piatto strutturato e, pertanto, ha scelto l’ottimo brasato che Corte del Gallo presenta spesso in menù. L’alta qualità della carne e la sua preparazione in un sugo dalla consistente presenza di carote offriva il perfetto equilibrio della dolcezza con l’alto residuo zuccherino. Abbinamento ideale. La sentenza finale che ha decretato il Reboro un grande vino è stata la prova di accostamento con il gorgonzola del Caseificio Croce. La complessità di questo vino lasciava la bocca pulita e pronta per un successivo assaggio. Promosso a pieni voti.
Champagne Rever Ouanalao

E ora andiamo ai Caraibi. Per ora idealmente, poi chissà… Tornare dopo quasi vent’anni non mi spiacerebbe proprio. Per niente! L’ultima volta è quella di St. Marteen, un’isola nemmeno tanto distante da quella che dà vita a questo Champagne beverino voluto da Filippo Signorini, milanese di nascita, caraibico d’adozione, per l’esattezza di St. Barthélemy.
Si tratta di un’isola delle Antille francesi, destinazioni tra le più esclusive e affascinanti al mondo. L’esplosione della bellezza tra spiagge e mare, di sfarzo tra boutique di lusso e ristoranti chic, di bella vita tra amache distese al sole e barche a vela mosse dalla delicata brezza, fanno di St. Barth il brand ricercato da chi vive di lusso ed esclusività.
E in questo contesto cosa di meglio di uno Champagne? Ecco allora servite, in adeguato calice, le bollicine del Rever Ouanalao!
Prodotto in un numero limitato di bottiglie, con uve esclusivamente provenienti dalle zone AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) – riconosciuto come il più alto e rigoroso sistema mondiale per il controllo e la protezione di prodotti agroalimentari – lo Champagne Rever Ouanalao unisce vitigni di Pinot Meunier (50%), Chardonnay (30%) e Pinot Noir (20%). n
Nel calice lo vediamo brillare nel suo inconfondibile giallo paglierino carico di riflessi dorati, con le milleemille bollicine fini, numerose e persistenti che sono esplosione di gioia solo alla vista. nella degustazione esprime buona acidità e i profumi risultano elegantemente equilibrati, tra crosta di pane e frutta tropicale. Lasciarlo esprimere al piacere del palato è per apprezzare tutti i suoi sentori, in un armonioso equilibrio di crema pasticcera, ananas e susina gialla su tutti.

Di facile abbinamento e perfetto anche come vino a tutto pasto, lo Champagne offre il meglio di sé con piatti non troppo strutturati, così com’è per il Rever Ouanalao. Qui nel piacentino possiamo vederlo ben accompagnato dai turtei con la cua, meglio ancora se ottimi come quelli della Corte del Gallo, al top con quelli alle ortiche, anche se, perchè no, con i classici piacentini ricotta e spinaci o con quelli, più mantovani o cremaschi, alla zucca.
Nella nostra degustazione Champagne Rever Ouanalao ha incontrato tre vere eccellenze, vale a dire coppa, salame, pancetta che sono anche i salumi DOP piacentini, serviti insieme alla torta fritta.
Le bollicine dello Champagne Rever Ouanalao sono perfette per “pulire la bocca” dalla grassezza dei salumi e dal gusto importante della torta fritta, e lascia il palato nella condizione ideale di gusto. “Una sintesi estrema? – si chiede, e ci chiede, Vallavanti – è interessante, suggestiva e originale l’idea di abbinare la ruralità del territorio padano a Roi Champagne Rever Ouanalao. Due mondi apparentemente distanti che nella qualità diventano, invece, perfettamente complementari.

