Mulino Bianco, la colazione all’italiana e il ritorno agli anni 80

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Chi era bambino, ma anche adolescente e forse già adulto, negli anni 80 e 90 aspettava la colazione con trepidazione per scoprire che cosa si nascondesse nei pacchi delle merendine firmate Mulino Bianco. Le si scartava, le si apriva, ci si giocava e se si aveva trovato un doppione le si scambiava con gli amici. Proprio come si faceva con le figurine dei calciatori!

Le sorpresine Mulino Bianco, arrivate sulle nostre tavole nel 1983, sono oggi un cult, un vero oggetto da collezionare. Il primo amore è nato con “Carta vince, carta perde” e poi sono seguiti i cancellini, i barattolini, i calendari. L’amarcord è reso possibile da un catalogo multimediale che ricorda tutte le sorpresine fatte trovare nei pacchi dei prodotti da forno venduti nei supermercati. Le merendine hanno segnato un grande momento di trasformazione della nostra società: i prodotti da forno non erano più per pochi, ma erano accessibili per moltissimi. Era la fotografia dell’Italia del boom economico.

Mulino Bianco, la colazione all’italiana

Fino agli anni 60 o 70 la colazione all’italiana non esisteva affatto. Se si escludono i militari, a cui erano distribuiti latte, caffè, gallette e cioccolato, per l’Italia contadina degli anni Cinquanta c’era un solo pasto a metà mattino, a base di latte e avanzi della sera prima: pane, polenta, una fettina di salame o formaggio, un pezzo di aringa. Bisogna aspettare gli anni Sessanta e, soprattutto, Settanta, con la “democratizzazione” dei biscotti da prodotto di lusso a cibo per tutti, per arrivare alla colazione all’italiana come la intendiamo oggi. La rivoluzione è segnata dall’arrivo delle prime confezioni dei frollini Mulino Bianco sugli scaffali del supermercato. Come ricorda l’Archivio storico Barilla, fino ai primi anni Settanta la colazione dolce era considerata un pasto necessario per i bambini, ma solo un adulto su tre mangiava qualcosa di solido prima di uscire.

Il nuovo coccio e la Biscotazza

Un’altra icona di quegli anni è stato Il Coccio di Mulino Bianco. Chi non ricorda la tazza a forma di scodella progettata per le colazioni a casa? Chi non ha raccolto le spighe, che hanno inaugurato la prima raccolta punti dell’azienda? Nel 1978 è entrata nelle case di 6milioni di famiglie!

E oggi parte una nuova iniziativa che recupera un passato che per molti è un bellissimo ricordo. Grazie a una nuova raccolta punti che da settembre continuerà fino a marzo 2021, si potrà ottenere il Nuovo CoccioCon 18 punti dei biscotti Mulino Bianco si potrà riavere a casa una riproduzione fedele della mitica tazza in terracotta.

Per chi invece preferisce la colazione fuori casa c’è una novità: la Biscotazza che prevede per ottenerla la raccolta di 25 punti. È una mag in acciaio inox, termica, a chiusura stagna, con un coperchio apri e chiudi sul fondo che può ospitare la giusta quantità di biscotti per consumare la colazione che più si preferisce anche se non si è in casa, realizzato con materiali riciclabili. Sicuramente questa proposta attirerà Millenials e Generazioni Z, grandi appassionati di colazioni à porter, fuori casa. Tutte le info sulla raccolta punti sono su: www.mulinobianco.it/promozioni

Mulino Bianco ha da sempre un ruolo negli stili di vita degli italiani, e continua ad offrire pratiche soluzioni, in linea con le nuove abitudini senza rinunciare alla tradizione – afferma Julia Schwoerer, Vice President Marketing Mulino Bianco. Lo facciamo attraverso il miglioramento continuo delle ricette, (tutte senza olio di palma e nel tempo ottimizzate sotto il profilo nutrizionale), un’attenzione costante alla qualità e alla sostenibilità delle nostre filiere e anche dialogando con i nostri consumatori attraverso i social media e la nostra community “Nel Mulino che Vorrei”. Oggetti regalo come Coccio e Biscotazza, nel disegnare le tendenze della prima colazione, rappresentano questo stretto e profondo legame con gli italiani e con lo spirito del nostro tempo che ci contraddistingue da 45 anni.”

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