in

Il Groppello di Sincette: la degustazione di 6 vini da provare

Vi presentiamo il Groppello di Sincette, un tesoro enologico che sicuramente amerai scoprire. Abbiamo degustato 6 annate diverse per apprezzarlo appieno.

Il groppello, il vitigno autoctono della Valtènesi, deve il suo nome nome alla forma del grappolo, che sembra un nodo, “groppo” in dialetto.

Conosci il Groppello? Probabilmente no, a meno che non sei un vero amante del vino o una persona che ama andare alla ricerca di tesori enologici tutti ancora da scoprire. Sorseggiare il Groppello significa scoprire la sponda bresciana del lago di Garda, un’area geografica che gode di un clima temperato, mai troppo freddo in inverno né caldo in estate, con il giusto tasso di umidità. 

Tra i rossi da conoscere c’è sicuramente il Groppello, un vino ancora poco noto, ma capace di attrarre molti palati. Purpureo, granata, rubino, presenta una delle tante sfumature del rosso. Un colore che per quanto possa assumere una tonalità delicata, esprime sempre potenza. In generale il suo sapore caratteristico è minerale, delicato, intenso ed elegante. Tra i suoi produttori spicca l’azienda Sincette di Polpenazze del Garda, in provincia di Brescia.

Noi per impare a conoscerlo, vi raccontiamo la nostra sorprendente degustazione di 6 annate diverse di Groppello proposte dall’azienda Sincette presso il ristorante Il luogo di Aimo e Nadia a Milano.

famelici groppello Sincette

Sincette, un’azienda agricola biodinamica che ci regala l’autoctono principe della Valtènesi

Ruggero Brunori, titolare dell’azienda, giustamente orgoglioso di aver nobilitato un vitigno storico del lago di Garda, racconta la sua scelta di lavorare in regime biodinamico dal 1997, grazie al quale nel 2011 ha ottenuto – prima in Lombardia – la certificazione Demeter.Sincettè è la realizzazione del sogno di mio padre. Io ho poi voluto dare una nuova impronta ai vini della Valtènesi. Così mi sono avvalso della collaborazione di Giorgio Grai, Franco Bernabei, e successivamente di Jacques Mell, il pioniere della biodinamica in Francia.”

Andrea Salvetti, direttore di Sincette, racconta che cosa significhi abbracciare la biodinamica: “semplicemente lavorare rispettando i ritmi, i cicli e le forze della natura. Ci ispiriamo a tre principi fondamentali: la liberazione nella terra di materie naturali nutritive necessarie alla pianta, l’inspirazione dall’atmosfera alla terra per mezzo delle piante e il rispetto dell’autoregolamentazione che esiste in tutti gli esseri viventi“.

Il Groppello di Sincette: 6 vini di diverse annate per conoscere un vino da scoprire

2020, ovvero Tre Bicchieri nella Guida ai Vini d’Italia 2022 del Gambero Rosso

È un vino sorprendente affinato per 4 mesi in cemento e legno. Il terreno minerale dove crescono le viti gli conferisce una forte personalità. Nei profumi spiccano note di ribes, lampone, ciliegia viola e petali di rosa appassiti. Al palato è di corpo pieno, ma morbido. Termina con un finale mediamente persistente.

2018

Un vino prodotto con 50% di Groppello Gentile e di Groppello di Mocassina. Presenta una grande mineralità che esprime appieno gli 11 ettari di vigneti che godono di un’ottima esposizione. L’annata 2018 presenta sentori di sottobosco e terrosi, a cui seguono le spezie.

2017

Un vino biodinamico, come tutta la produzione di vini Sincette, che presenta aromi fruttati e floreali, con note speziate in sottofondo. Un vino morbido, rotondo ed elegante, con una tannicità moderata. 

2014

Vino fruttato, in bocca è pieno, fresco, morbido e persistente.

2010

Un vino elegante, morbido, con una buona persistenza. Al naso si presenta delicato, fruttato con tocchi speziati. Al palato si presenta con una buona morbidezza, leggero ma dal corpo pieno, e con una freschezza regalata dalla sua acidità naturale.

2007

Il suo colore richiama il rosso antico. Spiccano profumi intensi, di tabacco, spezie e cioccolato. In bocca è minerale, fine, morbido, con un bel finale teso e abbastanza persistente.

Sincette

Via Rosario, 44 – Picedo di Polpenazze del Garda (BS)

www.sincette.it

[

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

milano perde il pont de ferr, chiude il ristorante storico di milano

Milano perde il Pont de Ferr, i milanesi lo dimenticheranno mai?

McDonald’s: un ristorante virtuale e i tripli NFT