Una vigna, un cestino pieno di sapori bresciani e un calice di Franciacorta. A Ome, La Fiorita e Dolce Angolo raccontano un modo diverso di vivere il territorio: più informale, conviviale, ma non meno autentico
Sedersi a tavola significa conoscere un posto. La Franciacorta, per esempio, vista dal finestrino dell’auto è una successione di colline, vigne, cantine e piccoli centri. Ma quando ci si siede tra i filari, si apre un cestino, si prende un panino e si versa un Franciacorta nel bicchiere, il paesaggio cambia. Non è più soltanto uno scenario. Diventa qualcosa da gustare.
È questa l’idea che sta dietro al picnic organizzato a Ome, presso La Fiorita, dove la pasticceria artigianale Dolce Angolo di Rezzato ha presentato il suo cestino delle meraviglie salate bresciane: una proposta nata per portare fuori dalla pasticceria il lavoro del laboratorio e trasformarlo in un momento di condivisione. Perché, alla fine, un picnic è soprattutto questo: mangiare insieme, senza fretta.
Picnic in Franciacorta: il cestino di Dolce Angolo per conoscere il territorio mangiando

Il picnic gastronomico sta vivendo una nuova stagione. Forse perché abbiamo riscoperto il piacere di mangiare fuori, ma senza necessariamente cercare una tavola apparecchiata. Forse perché il cibo, quando viene condiviso, acquista un significato diverso. Il cestino di Dolce Angolo nasce proprio da questa intuizione.
«Volevo creare una proposta che permettesse ai nostri clienti di portare con sé la qualità di Dolce Angolo anche fuori dalla pasticceria», racconta Carlotta Filippini. Dentro ci sono croissant salati, focaccine, panini, tramezzini, pizzette, salatini e biscotti salati. Ma soprattutto ci sono ingredienti che raccontano la provincia di Brescia: salumi e formaggi selezionati da aziende agricole del territorio, scelti in base alla stagione e alla possibilità di costruire farciture equilibrate.
Il cestino viene proposto in diversi formati, da quello per due persone alle confezioni più grandi. La destinazione non è necessariamente una vigna. Può essere un prato, una spiaggia sul lago, una festa tra amici, una giornata in famiglia. O anche, più semplicemente, un aperitivo da condividere. È una proposta nomade, pensata per accompagnare momenti diversi.
Non solo salumi e formaggi: il cestino cambia con le stagioni
Una delle caratteristiche più interessanti del progetto è proprio la sua capacità di cambiare. D’estate entrano maggiormente verdure, pomodori e ingredienti freschi. Con l’arrivo dell’autunno l’idea è di lavorare su sapori più caldi e avvolgenti, con zucca, noci e salumi più strutturati. In primavera possono trovare spazio anche proposte a base di pesce. Ci sono inoltre versioni vegetariane e vegane.
Non è un dettaglio secondario. È il segno di una pasticceria che osserva come cambiano le abitudini dei clienti e prova a rispondere senza rinunciare alla propria identità.
Il panino nero di Dolce Angolo non è al carbone

Tra le proposte che attirano maggiormente l’attenzione ci sono i panini neri. Il colore potrebbe far pensare al carbone vegetale. Invece no.
A renderli scuri è il cioccolato extra dark, utilizzato nell’impasto e pensato per creare un abbinamento con ingredienti sapidi come salmone e pesce spada affumicato. È una piccola provocazione gastronomica che funziona proprio perché non cerca l’effetto speciale fine a se stesso. Il cioccolato non deve necessariamente trasformare un panino in un dolce. Può essere un ingrediente aromatico.
Ed è questo il tipo di ricerca che emerge dal racconto di Carlotta: pochi ingredienti, riconoscibili, utilizzati con attenzione e senza costruire abbinamenti complicati solo per stupire.
La Fiorita: il picnic tra le vigne di Ome

La scelta di La Fiorita come luogo dell’incontro ha qualcosa di naturale. L’azienda agricola nasce nel 1973 a Ome per iniziativa di Paolo Bono e nel corso degli anni cresce fino a diventare una realtà articolata, con cantina, agriturismo, alloggi e fattoria didattica. Oggi gestisce circa 14 ettari di vigneto nei comuni di Ome, Rodengo Saiano, Passirano e Paderno.
Siamo nella parte nord-orientale della Franciacorta, circondati da colline, boschi, vigneti e uliveti. È una Franciacorta che si percepisce anche attraverso il clima. Qui le temperature più fresche e le escursioni termiche contribuiscono a una maturazione più lenta delle uve. Ed è proprio durante la visita alla cantina che il paesaggio comincia a spiegare il vino. Non è soltanto una questione di geografia. È una questione di tempo.
La Franciacorta più fresca
La posizione di La Fiorita permette di cogliere una delle caratteristiche più interessanti della Franciacorta: la diversità tra le sue zone. La collocazione più fresca e collinare consente di arrivare alla vendemmia più tardi rispetto ad altre aree della denominazione. Nella degustazione questo significa trovare profumi, freschezza e acidità capaci di sostenere il lungo percorso del metodo classico.
La cantina lavora separatamente i diversi appezzamenti e distingue le prime dalle seconde spremiture. Una scelta che moltiplica le possibilità quando arriva il momento di costruire le cuvée. Il vino, prima di essere una bottiglia, è quindi un esercizio di ascolto. Bisogna ascoltare le vigne, le annate, le uve. E poi trovare il modo di farle dialogare.
Dall’uva al Franciacorta: la pazienza è un ingrediente

Entrare nella cantina de La Fiorita significa anche rallentare. Le presse pneumatiche lavorano l’uva intera con delicatezza. La pressatura è lenta, perché l’obiettivo non è semplicemente estrarre il maggior quantitativo possibile di mosto, ma farlo preservando la qualità del succo.
Il racconto tecnico della cantina diventa quasi una lezione di cucina: anche nel vino, come in pasticceria, l’equilibrio nasce dal controllo. Le uve provenienti dai diversi appezzamenti vengono vinificate separatamente. Le basi vengono poi assaggiate e valutate in vista della composizione delle cuvée. È un lavoro che richiede tempo. E il Franciacorta, più di molti altri vini, obbliga ad avere pazienza.
La Fiorita propone nel fine settimana visite e degustazioni dei propri Franciacorta accompagnati da prodotti tipici locali: un modo per mettere in relazione vino, cibo e territorio. Franciaciacorta Rosé e cibo bresciano: un abbinamento che funziona
Al picnic il calice scelto per accompagnare il cestino è il Franciacorta Rosé, il preferito di Carlotta Filippini. La cuvée degustata è composta da 85% Pinot Nero e 15% Chardonnay, con oltre 30 mesi sui lieviti.
È un Rosé che gioca sulla freschezza e sulla componente fruttata, ma possiede anche quella struttura necessaria per accompagnare salumi, formaggi e preparazioni salate. Ed è proprio qui che l’abbinamento diventa interessante. Il vino non cerca di dominare il cibo. Lo accompagna. Il carattere sapido delle farciture trova nel Franciacorta la freschezza necessaria per alleggerire il boccone successivo. Il calice invita a ricominciare.
Satèn e Zero: due modi diversi di raccontare la Franciacorta

Un altro panino. Un altro assaggio. Un’altra chiacchiera. Accanto al Rosé, il Franciacorta Satèn porta nel bicchiere una maggiore morbidezza. È prodotto con Chardonnay e una parte dei vini base passa in legno, contribuendo a costruire un profilo elegante e vellutato.
Il Franciacorta Zero, invece, è più verticale. Senza dosaggio, punta su agrumi, freschezza e una maggiore evidenza delle caratteristiche del vino. Tre interpretazioni diverse. Tre modi per capire che Franciacorta non significa un gusto unico, ma un territorio capace di esprimersi attraverso stili differenti.
Il cestino bresciano come nuova forma di ospitalità

C’è poi un aspetto che va oltre il cibo. Il cestino di Dolce Angolo racconta un cambiamento nel modo di vivere la pasticceria. La famiglia Filippini ha iniziato la propria storia a Rezzato nel 1994 e nel tempo ha ampliato la propria proposta, mantenendo al centro il lavoro artigianale. Oggi Dolce Angolo propone pasticceria dolce e salata, gelateria, cioccolateria, colazioni e caffetteria.
Il picnic rappresenta quasi un’estensione naturale di questa filosofia. Se la pasticceria è un luogo dove ci si incontra, perché non portare quel momento anche fuori? Il cestino diventa così una piccola forma di ospitalità itinerante. Non serve un tavolo. Non serve una mise en place. Servono una coperta, qualche bicchiere, una bottiglia fredda e qualcosa di buono da dividere.
Franciacorta e Brescia: quando l’abbinamento diventa racconto
É proprio questa la parte più interessante dell’esperienza. Non tanto il cestino. Non tanto il vino. Ma il loro incontro.
Da una parte c’è una pasticceria di Rezzato che cerca ingredienti e produttori vicini, costruendo una proposta salata legata alla stagionalità. Dall’altra una cantina di Ome che interpreta la Franciacorta partendo dalle proprie vigne e dalle caratteristiche di una zona particolarmente vocata. In mezzo c’è il cibo. E intorno, la vigna.
È un piccolo esempio di come oggi il turismo enogastronomico possa essere qualcosa di diverso dalla semplice visita a una cantina o dalla degustazione di un prodotto.
Si puà conoscere un territorio anche attraverso un cestino del picnic
Perché dentro quel cestino non ci sono soltanto panini e salumi. Ci sono produttori, aziende agricole, stagioni, colline, famiglie, ricette, sperimentazioni. C’è un modo di intendere il cibo.
E soprattutto c’è un’idea molto bresciana di convivialità: mettere qualcosa di buono al centro della tavola e lasciare che siano le persone, prima ancora del cibo, a fare il resto.
Picnic in Franiacorta: un’idea per vivere il territorio
La Fiorita è oggi anche un luogo di ospitalità, con sei camere immerse nel verde, oltre alla cantina, all’agriturismo e alla fattoria didattica. La struttura propone visite e degustazioni nel fine settimana.
Per chi cerca cosa fare in Franciacorta, l’esperienza può quindi diventare un itinerario più ampio: una visita in cantina, una passeggiata tra le vigne, un pranzo o un picnic, e magari una tappa a Rezzato per scoprire il mondo di Dolce Angolo. Perché il modo migliore per conoscere un territorio, qualche volta, è molto semplice. Sedersi. Aprire un cestino. Versare un bicchiere. E assaggiare.
Informazioni utili
- La Fiorita – Cantina, agriturismo e fattoria didattica
Via Maglio 10, 25050 Ome (BS). La cantina propone visite guidate e degustazioni di tre Franciacorta accompagnati da prodotti tipici locali. Per saperne di più visita il sito. - Dolce Angolo – Pasticceria Artigianale
Via Giacomo Matteotti 85, 25086 Rezzato (BS). La pasticceria propone produzione dolce e salata, gelateria, cioccolateria, colazioni e caffetteria. Per saperne di più visita il sito.
Credit Photo: Michele Borboni

