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50 sfumature di dolce: le zeppole vegane

Zeppole e donuts, due dolci molto simili. Ecco la ricetta delle zeppole vegane e la scoperta delle ciambelle nama

La ricetta delle zeppole vegane

Le zeppole italiane sono il corrispettivo degli americani donuts. Conosci le zeppole vegane?

Tutti parlano del successo dei donuts di origine americana. Famelici vi lancia una piccola provocazione. I donuts sono le nostre zeppole! Forse esageriamo? Non contenti…vi proponiamo una ricetta vegana, con poco zucchero, più sana e più leggera! Volete proporle all’americana? Glassatele! Il colore più trendy? Il rosa!

Zeppole vegane

50 sfumature di dolce: le zepole vegane
La ricetta delle zeppole vegane

Ingredienti

Per 12 zeppole

Per crema

  • ½ tazza Farina
  • ½ Tazza latte di riso
  • 1 Tazza e ½ latte di riso
  • 1 Terzo di tazza di zucchero integrale di canna
  • Sale e cannella
  • Scorza grattugiata 2 limoni

Per pasta zeppole

  • 250 ml Acqua
  • ½ Bicchiere olio extra vergine di oliva
  • 150 g Farina
  • ½ Bustina lievito per dolci
  • 60 g Zucchero integrale di canna
  • Scorza grattugiata 1 limone
  • 3 Cucchiai di amido di mais
  • Olio

Per decorazione (facoltativa)

  • Zucchero

Procedimento

Per crema

  1. In una ciotola mescolate con una frusta mezza tazza di farina e mezza tazza di latte di riso.
  2. Fate riposare.In un’altra ciotola, mescolate con la frusta una tazza e mezza di latte di riso, un terzo di tazza di zucchero integrale di canna, la cannella e un pizzico di sale.
  3. Aggiungete il composto di latte di riso e di farina della prima ciotola, e continuate a mescolare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
  4. Versate il composto in una pentola e mescolate per 5 minuti circa a fuoco basso, finché si addensa.
  5. Unite la scorza grattugiata di due limoni, e mescolate sul fuoco con un cucchiaio di legno per un paio di minuti.
  6. Togliete dal fuoco e versate la crema in una ciotola, coprendola con un telo. Riponetela in frigo.

Per pasta zeppole

  1. In un pentolino mescolate 250 ml di acqua, mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale.
  2. Portate a ebollizione, togliete il tegame dal fuoco e aggiungete gradualmente 150 grammi di farina, continuando a mescolare.
  3. Quando il composto risulterà omogeneo, rimettetelo sul fuoco basso e mescolate per due minuti circa.
  4. Spegnete il fuoco e aggiungete mezza bustina di lievito per dolci e 60 grammi di zucchero integrale di canna.
  5. Mescolate e incorporate la scorza grattugiata di un limone e tre cucchiai di amido di mais.
    Intanto preriscaldate il forno a 180° C e oliate una teglia ampia.
  6. Mettete l’impasto in una tasca da pasticcere, e spremete le zeppole a una buona distanza l’una dall’altra. Infornate le zeppole e fatele cuocere per una mezzora circa.
  7. Sfornatele e lasciatele raffreddare.
  8. Tagliatele a metà e riempitele con la crema.

Le famose ciambelle nama di I’m donut e la dolcezza della zucca kabocha

Per molti, per la sua texture magica, è la ciambella dei sogni

I'm donut e le ciambelle nama
Le ciambelle nama (in giapponese “crudo” o “fresco”) sono fatte con un impasto in stile brioche che utilizza una miscela brevettata di farine giapponesi, zucca kabocha e grasso vegetale biologico

Le ciambelle nama (in giapponese “crudo” o “fresco”) sono fatte con un impasto in stile brioche che utilizza una miscela brevettata di farine giapponesi, zucca kabocha e grasso vegetale biologico. La zucca regala colore e dolcezza.

Sono morbide, senza buco in mezzo, e possono essere farcite con panna, lampone, crema, pistacchio e cacao. Oltre ai ripieni dolci, sono disponibili anche varianti  salate, come quella al prosciutto, ma sono spesso ricoperte di zucchero, creando un contrasto di sapori. Oggi si possono gustare anche a New York in Times Square.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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