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Il prosciutto San Daniele e il Metaverso: al via visite virtuali

Cibo e Metaverso: l’evoluzione della produzione alimentare nel mondo digitale

Dopo aver già promosso diverse iniziative il Consorzio del Prosciutto San Daniele ha scelto di lanciare LAB. Si tratta di un portale online che raccoglie contenuti multimediali in grado di condurre il visitatore alla scoperta di una delle DOP più amate.

Il prosciutto San Daniele e il Metaverso possono apparire due mondi distanti. E invece non lo sono.Se vuoi scoprire la lavorazione e la stagionatura del Prosciutto di San Daniele, ora lo puoi fare virtualmente. Come?Passeggiando in un prosciuttificio multimediale. Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha, infatti, realizzato Lab. Un portale online che raccoglie contenuti multimediali in grado di condurre il visitatore alla scoperta di una delle Dop più amate del Friuli Venezia Giulia e di tutta Italia.

Quando compare la prima volta il termine Metaverso

Il temine metaverso compare per la prima volta nel 1992 nel libro Snow Crash di Neal Stephenson, dove è descritto come un mondo parallelo condiviso dagli utenti per mezzo di Internet e popolato da avatar.

Un mondo che oggi è reale e che entro il 2024 offrirà opportunità per oltre 800 miliardi di dollari. Il mondo del food poteva rimanerne estraneo, avendo intravisto la possibilità di creare legami ancora più forti con i consumatori?

Il prosciutto San Daniele e il Metaverso

Il metaverso  non è soltanto marketing e comunicazione, ma anche un luogo dove approfondire tematiche relative alla produzione del Prosciutto San Daniele

Il metaverso nasce dalla volontà di innovare e rivoluzionare il modo di raccontare il processo produttivo del San Daniele DOP. Si vuole coniugare il sapere tradizionale che si cela dietro la lavorazione delle cosce di suino alla tecnologia più avanzata.

L’obiettivo del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

L’obiettivo dello spazio del Consorzio è quello di esprimere i valori dell’eccellenza e della sostenibilità, raccontando, all’interno di un’ambientazione virtuale che riproduce fedelmente alcuni spazi di un prosciuttificio, il processo di produzione del San Daniele DOP, portando l’utente a vivere il brand in un modo totalmente nuovo, immersivo e coinvolgente.

Cosa può fare l’utente

L’utente, attraverso un avatar, può visitare un salone di stagionatura, interagire con l’ambiente circostante e accedere a una serie di video e slide che illustrano le varie fasi di produzione del Prosciutto di San Daniele DOP.

Il portale sarà costantemente implementato con nuovi contenuti e lo spazio creato nel metaverso sarà continuamente aggiornato con nuove aree esplorabili: a breve, ad esempio, sarà possibile visitare una ricostruzione di “Vento”, l’installazione immersiva multisensoriale che il Consorzio ha presentato alla scorsa edizione del Fuorisalone, svoltasi a giugno a Milano.

Infine, durante gli eventi itineranti organizzati dal Consorzio sarà possibile provare l’esperienza del metaverso per mezzo di un visore di realtà virtuale.

Il progetto prosciutto San Daniele e il Metaverso

Il nuovo progetto il Consorzio riconferma la propria volontà di dialogare concretamente con le giovani realtà del territorio.

Il commento famelico

Il metaverso ha potenzialità illimitate, consentendo agli utenti una completa possibilità di conoscere le fasi di lavorazione di un prodotto come il prosciutto di San Daniele, abbracciando temi fino ad oggi conosciuti da pochi. Si avvia così un inedito rapporto con i consumatori, una nuova conoscenza e consapevolezza. Non resta che entrare come Alice nella “tana del Bianconiglio”.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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