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Come fare la migliore insalata russa (con un pizzico di storia + 2 ricette)

La storia e una delle varianti della famosa ricetta dell’insalata russa. Con una ricetta classica e una in japan style

L’insalata russa è un classico della cena o del pranzo di Natale. Un piatto “canaglia” che incontra il gusto di tanti. Ecco come fare la migliore insalata russa e qualche notizia sulla sua storia. Mom solo, la ricetta dell’insalata russa in versione giapponese

Aggiornato 3 dicembre 2025

Conosci la storia delle origini dell’insalata russa? Sarebbe più corretto parlare di leggenda. Si narra che la prima insalata russa sia stata fatta nel 1864 dallo chef franco-belga Lucien Olivier presso il ristorante L’Ermitage. Purtroppo non conosciamo la sua ricetta nata dall’osservazione di come un cliente alquanto bizzarro mescolava diversi ingredienti tra loro. Il giorno seguente lo chef lo imitò mixando verdure, frutti di mare, selvaggina legati da una salsa misteriosa. Si trattava della salsa Oliver Salad, più conosciuta come insalata russa.

Oliver è l’inventore dell’insalata russa? Non tutti sono d’accordo. Alcuni documenti attestano che sarebbe nata prima. La sua ricetta è riportata nel ricettario ‘Il cuoco moderno‘ dello chef Charles Elmé Francatelli (1805-1876) sotto il nome di Insalata Russa. Qualunque sia la sua storia, l’insalata russa ha avuto un gran successo in tutto il mondo. Oggi poco rimane della ricetta originale e del caviale che la rendeva esclusiva, ma patate e maionese sono rimaste tra gli ingredienti indispensabili.

Se in Italia l’insalata russa è protagonista delle tavole natalizie, in Russia è servita a Capodanno, negli Usa tutti i giorni come antipasto e in Spagna accompagna le tapas. L’insalata russa ha anche la sua Giornata mondiale, che si celebra ogni 14 novembre.

Come fare la migliore insalata russa

come fare migliore insalata russa

Gli ingredienti indispensabili? Carote, rape e patate lessate e tagliate a cubetti, punte d’asparagi e pisellini dolci. Aggiungete poi a piacere listarelle di lingua salmistrata, polpa di aragosta o pesce a polpa soda, funghi bolliti, tartufi, cetrioli salati, capperi, uova sode.

Condite con maionese, che può essere anche gelatinata. La decorazione può prevedere gli stessi ingredienti impiegati per la composizione. Si possono aggiungere filetti d’acciuga, fettine di pomodoro, olive snocciolate e capperi. la tradizione vuole che sia servita circondata da spicchi di uova sode.

Insalata russa: storia, cultura e segreti di un’Icona della tavola…e poi farai la migliore insalata russa

Colorata, cremosa e sempre presente nei grandi pranzi di famiglia: l’insalata russa è molto più di un antipasto freddo. È un piatto che attraversa confini, generazioni e tradizioni, con una storia affascinante che affonda le radici nella cucina aristocratica dell’Ottocento.

Dalle cucine imperiali ai buffet di casa

Nonostante il nome, l’insalata russa non è un’invenzione italiana. La sua origine risale alla seconda metà del XIX secolo e si deve, pare, allo chef Lucien Olivier, cuoco belga in servizio presso l’Hermitage, un celebre ristorante di Mosca. La ricetta originale era ben più ricca dell’attuale versione: comprendeva selvaggina, caviale, aragosta e una salsa segreta simile alla maionese.

Nel tempo, la ricetta si è semplificata e adattata alle cucine europee e mediorientali, assumendo forme diverse a seconda del contesto culturale. In Italia, è diventata un piatto delle feste, simbolo dell’abbondanza e della convivialità.

Un piatto, mille varianti

come fare la migliore insalata russa
La versione italiana classica prevede patate, carote, piselli, cetriolini sottaceto e uova sode, il tutto amalgamato con maionese.

 

La versione italiana classica prevede patate, carote, piselli, cetriolini sottaceto e uova sode, il tutto amalgamato con maionese. Ma ogni famiglia ha la sua variante: c’è chi aggiunge tonno, chi prosciutto cotto, chi verdure croccanti o sottaceti più decisi. In Spagna è conosciuta come ensaladilla rusa, spesso arricchita con tonno e olive, mentre in Russia oggi si chiama insalata Olivier ed è spesso preparata con pollo o wurstel.

Cultura, memoria e identità

Servita su piatti di porcellana durante il Natale o su vassoi d’argento nei buffet anni ’80, l’insalata russa è diventata parte della memoria gastronomica collettiva. Ogni cucchiaiata racconta un’epoca: quella della cucina elegante, della trasformazione sociale del cibo e dell’incontro tra culture diverse.

Un classico da riscoprire

Oggi, in un’epoca di ritorno alle ricette autentiche e ai sapori della tradizione, l’insalata russa torna a brillare. Chef contemporanei la reinterpretano con ingredienti di stagione o la servono in versione gourmet, mentre molti di noi continuano a prepararla con amore per ogni occasione speciale.

Perché in fondo, dietro la semplicità di patate e maionese, si nasconde tutta la ricchezza di una storia da gustare.

Come fare la migliore ricetta dell’insalata russa in stile giapponese: la potato sarada

Maionese più gustosa, verdure croccanti e prosciutto invece del tonno: ecco i segreti della potato sarada

ricetta della potato sarada
Poteto sarada, la ricetta dell’insalata russa in stile giapponese

La potato sarada è una ricetta giapponese che richiama l’insalata russa.Le patate in modo assai simile, ma il trattamento delle altre verdure è diverso: la maionese – il marchio più utilizzato è il Kewpie – è arricchita di senape e un pizzico di zucchero, e invece del tonno viene utilizzzato prosciutto cotto, quasi sempre affumicato. 

La ricetta della potato sarada

Ingredienti

Per 3/4 persone

  • 3 patate bollite
  • 2 uova bollite
  • 100 gr cetriolo
  • 150 gr carota 
  • 1/4 di cipolla (a piacere)
  • 50 gr prosciutto cotto, preferibilmente affumicato ein un solo pezzo

Per la salsa

  • 4 cuccgiai di maionese
  •  1/2 cucchiaio di senape
  • zucchero
  • 1 cucchiaio di aceto
  • sale e pepe nero macinato

Procedimento

  1. Sbucciare e tagliare le patate a pezzi grossi e metterle in una pentola con acqua salata e cuocerle a fuoco vivace. A bollore, abbassare laa fiamma e cuocere per cira 20 minuti.
  2. Tagliare il cetriolo e le carote a fettine sottili. Salarle, mescolandole insieme. Lasciare riposare per 5 minuti.
  3. Mescolare maionese e zucchero
  4. Rompere le patate con una forchetta. Aggiungere l’aceto e dare raffreddare.
  5. Tagliare il prosciutto a dadini.
  6. Cuocere le uova per farle sode nella stessa acqua delle patate le uova a cubetti e lasciate raffreddare. 
  7. Aggiungere dell’acqua alle carote e al cetriolo per togliere l’eccesso di sale. Scolarle e aggiungerle alle patate e al prosciutto con un po’ di pepe.
  8. Schiacciare le uova sode sul composto.
  9. Incorporare la maionese e senape e mescolare delicatamente.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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