In tempi di crisi i colori e i sapori danno conforto. Come dimostra il nostro StrEat Lunch a Cortina, la cucina di montagna ne è ricchissima
StrEat Lunch, ovvero la cucina di montagna a Cortina – inserita all’interno della manifestazione The Queen of taste – è un tripudio di sapori e colori. Vi portiamo con noi ripercorrendo il nostro pranzo gourmet. Un’occasione per riflettere anche di temi attuali come la sostenibilità e la necessità di ripopolare le nostre montagne.
Sapori e colori della cucina di montagna a Cortina
Amouse Bouche

Iniziamo con una terrrina di fagiano con gelatina di lamponi; proseguiamo con una tartare di daino, nocciola, olio di funghi e tartufo nero per concludere con una crocchetta di patata all’ampezzana con ketchup all’arrabbiata. I piatti sono stati realizzati dal team degli chef della StrEat Lunch. Sono un’anticipazione ghiotta di quello che si deve intendere per cucina di montagna gourmet. Un’esaltazione di colori e sapori che richiamano il paesaggio montano.
Alfio Ghezzi – Senso Mart – Trota alla brace di ginepro, salsa di lische di trota, orzo tostato e crescione di torrente

Protagonista della trota alla brace è il fumo. Lo chef Alfio Ghezzi nei suoi piatti, attraverso gli ingredienti, descrive il paesaggio montano. Piatti ideati nel rispetto dell’ambiente, della stagionalità e dell’eticità. I suoi piatti sono sempre essenziali, come impone la vita di montagna. Alfio Ghezzi è da sempre consapevole che cibo è cultura e che uno chef debba emozionare ma anche invitare alla riflessione.
Theodor Falser – Johannestube – Risotto di Termeno, ortica di Carezza, caprino affumicato, grano saraceno soffiato, polvere kimchi di crauti

Un’ottima occasione per assaggiare il riso coltivato in Trentino. Il riso coltivato più a Nord – Est d’Italia, è del tipo Sant’Andrea. Christian Giovanett per coltivarlo ha consultato esperti di Vercelli. Nei suoi campi matura in tempi più brevi e non ha bisogno di allagare i campi. Il piatto di Theodor Falser è un trionfo di sapori e si impone alla vista per i colori. Un matrimonio riuscito tra prodotti della terra e creatività dello chef.
Giuseppe Gasperoni – Osteria Il Povero Diavolo – Cipolla gratinata e prugna in conserva

Si tratta di un piatto sostenibile con forti influenze dal Giappone. Una proposta piacevole, una cucina che invita a guardare verso orizzonti inesplorati, utilizzando abbinamenti inconsueti.I sapori sono complessi ma riconoscibili e intensi. Una cucina chiara, semplice da capire e soprattutto goduriosa!
Graziano Prest – Ristorante Tivoli – Espressioni di agnello dell’Alpago con crema di pastinaca

In questo piatto sono proposte tutte le parti dell’agnello: dal fegato alla trippa fino allo stinco. L’apoteosi della cucina di montagna! Apprezzatissima da chi scrive la trippa! Uno stile e un rispetto della materia prima che esalta il pregiato agnello di Alpago grazie alle grandi capacità tecniche di Graziano Prest.Un piatto che esprime la tradizione, proposta in modo unico.Una celebrazione della cultura del cibo!
Giovanna De Vincentis – La Toccolana nel cuore delle Dolomiti

Il cremoso al cioccolato bianco ed olio evo “Toccolana”, biscuit alla Centerba e maionese di lampone, biancomangiare alla Centerba, gelée di lampone e centerba, crumble al cacao è un tripudio di colori! Un piatto giocoso, divertente che ricorda la terra della pastry chef: l’Abruzzo. Uningrediente abruzzese per tutti, l’olio extravergine di oliva da cultivar autoctona “ Toccolana” dell’ Azienda Agricola Toccolana Sant’Eustachio.
Photo Credits: Bandion.it

