La mostra sulla fotografia di Richard Avedon: tra moda e ritratti

Una mostra a Palazzo Reale sino al 29 gennaio racconta il genio del fotografo che ha cambiato la prospettiva di rappresentare la moda e di leggere il volto delle celebrities. Ce la racconta Raffaella Borea.

La collezione era quella fall/winter 1994 di Versace e Nadja Auermann, Cindy Crawford, Stephanie Seymour, Claudia Schiffer e Christy Turlington smettevano i panni del top model per incarnare quella delle Valchirie, appoggiate, voluttuose e vittoriose, sui corpi plastici di uomini senza volto di cui, solo poi, si seppe il nome (Maximo Morrone, Vladimir McCrary, Eric Etebari, Marcus Schenkenberg). Autore di quello scatto, così potente da riuscire anche ad adombrare lo scintillio di alcuni dei capi più riusciti del brand, fu Richard Avedon, all’epoca settantunenne dalla freschezza immaginifica senza precedenti. Che questo newyorchese classe ’23 fosse destinato a cambiare per sempre il concetto di fotografia, nella moda e nei ritratti, lo si comprende passeggiando tra le opere raccolte in “Richard Avedon: Relationships”, sino al 29 gennaio a Palazzo Reale, Milano.

La mostra sulla fotografia di Richard Avedon

Lo sguardo “differente” di Richard Avedon arriva netto e senza mezze misure, come le sue visioni che guidano in mondi tanto reali quanto immaginari. Tutto in Avedon è narrazione, a tratti onirica, a tratti fiabesca, ma con una solida concretezza di fondo. La si legge osservando la selezione di foto esposte a Milano che, tratte da un poderoso corpus di opere del Maestro, ne rivelano la capacità di cogliere – o dare – una versione inattesa di attori, danzatori, celebrità, attivisti per i diritti civili, capi di stato, inventori, musicisti, artisti visivi e scrittori. 

Gli scatti che si rincorrono a Palazzo Reale, tratti dall’ampia collezione del Center for Creative Photography (CCP), non solo permettono di approfondire il modo di fotografare le persone di Avedon, ma anche di comprendere meglio, grazie a un confronto tra le opere, tanto la sua pratica quanto i soggetti da lui immortalati. Accade così che le modelle, per decenni limitate ad essere statiche, rivelino la loro essenza trasformandosi in attrici, protagoniste assolute del set, mentre le celebrità del jet set come della politica rivelino il loro lato psicologico più intimo in maxi ritratti in bianco e nero.

Le due anime della mostra sulla fotografia di Richard Avedon

mostra sulla fotografia di Richard Avedon

Dieci le sezioni della Mostra, strutturata sulla base di due chiare anime: da un lato le fotografie di moda, dall’altro i ritratti. Le prime sono a loro volta raggruppate in due periodi: le immagini giovanili, realizzate prima del 1960, scattate “on location”, in cui modelle impersonano un ruolo per evocare una narrazione e gli scatti successivi ai ’60, in cui il close up è sull’indossatrice ritratta su uno sfondo minimalista e in pose dinamiche funzionali a mettere in luce le forme fluide del corpo, la costruzione, il tessuto e il movimento dell’abito.

Nutrita è anche la carrellata dei ritratti di celebrità che spaziano dal mondo della musica – i Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr) su tutti – a quello del cinema, con i celebri scatti riservati a Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren e Marylin Monroe. A lasciarsi “vedere” sono però anche il Dalai Lama e Andy Warhol, che esibisce le sue cicatrici da arma da fuoco, dopo essere sopravvissuto a un tentativo di omicidio. Opere che devono la loro potenza anche alla tecnica usata dal genio-Richard che dell’uso dello sfondo bianco fece la sua cifra. Una scelta che gli consentiva di eliminare i potenziali elementi di distrazione presenti su un set fotografico e, parallelamente, di enfatizzare le qualità della posa, dei gesti e dell’espressione. Il fascino di queste foto non è però legato solo alla composizione, ma anche al senso di intimità che evocano.

A chiudere il percorso è infine una sezione interamente dedicata alla collaborazione tra Avedon e Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, corrispondente con l’esordio dello stilista, fino a quella della primavera/estate 1998, firmata da Donatella Versace. Il risultato sono immagini immortali che valicano il concetto di tempo.

“Richard Avedon – Relationships”

Dove: Palazzo Reale, Milano

Quando: sino al 29 gennaio

Info: www.avedonmilano.it

ARTICOLO E FOTO DI RAFFAELLA BOREA

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