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Perchè vedere Baby reindeer, la storia vera di un barman e una stalker

Una serie tv ben realizzata che esplora temi oscuri: stalking, abusi sessuali e depressione

Una serie tv britannica claustrofobica, una combinazione di commedia drammatica, umorismo nero e thriller, che in soli sette episodi da 30 – 40 minuti ha affascinato (inaspettatamente) il pubblico internazionale, suscitando qualche polemica e una denuncia della presunta Martha

Perchè vedere Baby reindeer, la storia romanzata del comico scozzese Richard Gadd? In pochi mesi è diventato il nuovo “caso” di successo creato da Netflix. Tutto ha inizio in una stazione di polizia, dove il protagonista presenta una denuncia per essere stato vittima di stalking. Le scene successive svelano l’inizio di una storia intricata e claustrofobica.

Perchè vedere Baby reindeer, la storia drammatica di un barman e della sua stalker

Perchè vedere My stuffed reindeer

“Baby Reindeer”, in sette episodi, racconta la vicenda di un comico scozzese che ha denunciato di essere stato molestato da una donna incontrata nel pub dove lavorava, dopo averla invitata a fare colazione insieme. Da allora, la sua vita si è trasformata in un vero incubo. Non ci credete? Provate a ricevere in quattro anni 41.071 email, 350 ore di messaggi vocali, 744 tweet, 46 messaggi su Facebook e centinaia di lettere in cui vi si dichiara un amore molesto.

Quanto può costare caro un invito senza scopi sentimentali

La serie, con protagonista lo stesso Richard Gadd nei panni di un comico fallito, narra le gravi conseguenze di un innocente invito a prendere un caffè, privo di qualsiasi intento romantico. La stalker, Martha Scott, è una donna di mezza età emotivamente fragile, disperatamente affamata di amore e di attenzioni

Richard Gadd non ha più una vita privata; ovunque si rechi, chiunque incontri, è consapevole di non essere mai solo. Non si tratta di una semplice supposizione, ma di una concreta realtà, come dimostrato dall’improvvisa apparizione di Martha, interpretata magistralmente da Jessica Gunning.

Baby reindeer, una storia vera?

Il vero nome della stalker sarebbe Fiona Harvey, un’avvocatessa di 58 anni, che in un’intervista rilasciata al giornalista Piers Morgan del quotidiano scozzeseThe Daily Record contesta però la versione dei fatti sostenuta dalla serie Tv. Al di là di chi abbia ragione, My stuffed reindeer sta riscuotendo un grande successo internazionale.

Il finale di Baby reindeer ti lascia a bocca aperta

Perchè vedere My stuffed reindeer

Se non avete ancora visto la serie TV e desiderate farlo, evitate di leggere questo paragrafo perché contiene spoiler sul finale. Il clou della serie si configura alla fine del penultimo episodio, il sesto, con Donny che subisce un crollo emotivo durante una competizione di cabaret. Il suo stile comico è intricato e concettuale, talmente sofisticato che spesso lascia il pubblico perplesso, indeciso se ridere o meno. Danny ne è consapevole: “Sono un comico quando ridono, un artista quando non lo fanno.”

La dolorosa storia di Donny

Nella competizione di cabaret Donny non riesce a coinvolgere il pubblico e così, all’improvviso, decide di abbandonare i suoi oggetti di scena e di raccontare la sua storia. Quando era un comico giovane e inesperto, ha accettato un lavoro non retribuito lavorando per Darrien O’Connor, uno scrittore televisivo di successo che lo ha più volte drogato e aggredito sessualmente. Ha avuto poi una relazione sentimentale, che lo imbarazzava, con una ragazza transgender,Teri. E, ovviamente, racconta di Martha, che lo adora ma nello stesso tempo lo tortura.

E quando tutti credono al lieto fine

Donny, grazie al video dello spettacolo pubblicato su YouTube, inaspettatamente acquisisce successo e fama. Martha perde la testa, è inferocita. Le minacce diventano così brutali che la donna viene arrestata. In carcere riconosce le sue colpe e sembra pentirsene. Donny è finalmente felice, ma la sua gioia dura poco. La sua storia con Martha si trasforma in un’ossessione.

Il comico si ritrova a rileggere i vecchi messaggi di Martha, a rivivere nelle memoria i loro incontri per tentare di costruire un puzzle che poi appenderà al muro, come un detective che cerca di risolvere un caso oscuro. La sua indagine lo riporta anche alla porta di casa dell’uomo che lo ha molestato, dove Donny cade nel vecchio modello di deferenza e desiderio di compiacere. Ed ecco la sorpresa per lo spettatore: nella scena conclusiva della serie, un barista offre da bere gratuitamente a Donny con le lacrime agli occhi, facendo ciò che il comico fece quando conobbe Martha.

Il finale che tanto piace agli spettatori

Che cosa sta succedendo a Donny: sta ancora elaborando ciò che Martha e Darrien gli hanno fatto? È arrabbiato con se stesso per non aver resistito al suo aggressore? Ha raggiunto la fama che aveva sempre desiderato, ma si chiede perchè non ha risolto i suoi problemi? Nel finale ascolta uno dei primi messaggi di Martha, dove la donna spiega che lo chiama “renna” in virtù di un peluche che la confortava durante un’infanzia difficile.

Martha non è più la stalker, ma una persona da comprendere. E se fosse empatia? Una lettura suggerita dalla scelta di concludere la serie con la scena iniziale riproposta invertendo le parti.

Perchè la serie Tv Baby reindeer è di grande successo

E se il successo della serie TV My Stuffed Reindeer derivasse dal fascino di un thriller drammatico, ma con un’intensa empatia? Non si cerca chi sia la vittima e il carnefice e ci ricorda che il disturbo mentale è imprevedibile e profondamente personale

La serie tv piace perchè supera ogni tabù o manicheismo, per raccontare ciò che il protagonista ha vissuto, senza nascondere ambiguità, momenti d’impotenza ma anche di pietà verso la stalker. Richard Gadd non è descritto come una vittima che punta il dito contro il carnefice, ma mostra la nascita di una relazione con tutte le sue ombre e le sue luci. Sceglie una forma di racconto scomoda, che cerca di essere sincera, senza sconti per se stesso. Alla fine lo spettatore è in difficoltà a emettere un giudizio, provando empatia per entrambi i personaggi.

La soggettività del racconto è sottolineata dalla voce fuori campo di Donny, che non evita di sottolineare le sue ambiguità evidenziate anche dalla camera che, nei momenti più drammatici, indaga le espressioni del suo volto.

Martha è una stalker, eppure a volte Donny sembra dipendere da lei. La donna uscirà dalla sua vita, ma una parte di lei continuerà a vivere nel comico. L’uomo fatica a reagire alle pressioni di Martha, a denunciarla alla polizia perchè si rivede in lei, nella sua goffaggine, nella sua disperazione e impotenza. Condannare Martha significa condannare anche se stesso.

Il successo del barista in letteratura e nel cinema

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La figura del barista è ricorrente nei romanzi e nei film di successo. Può mai mancare chi con maestria vi serve un wisky o sappia indovinare quale sia il vostro cocktail preferito? Un titolo per tutti, Casablanca. Ma chi è il barista? Semplicemente quell’uomo o quella donna che, dietro un bancone, vi serve una bevanda, nell’immaginario collettivo sempre alcolica? In realtà, è spesso uno psicologo o quantomeno un muto “raccoglitore di storie”, quasi tutte tristi. Se il primo drink spesso è sorseggiato con il sorriso, quelli che seguono sono accompagnati da lacrime, sospiri o invettive. E se il barman è una barlady, talvolta nello scontrino sono inclusi apprezzamenti pesanti  A proposito, vi abbiamo convinto a vedere Baby reindeer?

CREDIT PHOTO: Netflix

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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