in

La Portalettere di Francesca Giannone: quando il cibo non aiuta a scrivere un grande romanzo

Un romanzo di successo che fallisce il tentativo di descrivere una donna forte, capace di contrastare una realtà soffocante

La Portalettere di Francesca Giannone è un libro che non mi è piaciuto. I temi sono affrontati superficialmente e i personaggi mancano di profondità. La figura centrale, pur essendo dipinta come una rivoluzionaria, risulta inconsistente e priva di un passato delineato. L’approccio di caratterizzare i personaggi attraverso il cibo non risulta efficace

Non dovrebbe essere così ma, a priori, scelgo di non leggere i bestseller. Lo so, è un pregiudizio, ma credo che siano romanzi concepiti per fini commerciali, manchino di originalità, presentino trame prevedibili, utilizzino un linguaggio monotono e siano popolati da personaggi che sembrano usciti dalle pagine di rotocalchi rosa. Non sempre ci riesco; così ho letto i libri di Felicia Kingsley o i libri di Chiara Gamberale. E non mi sono piaciuti. Con lo stesso pregiudizio mi sono apprestata a leggere La Portalettere di Francesca Giannone, pubblicato da Editrice Nord all’inizio del 2023.

Perché ho letto La Portalettere di Francesca Giannone

Me lo ha consigliato la mia amica Mary Gray, grande viaggiatrice e lettrice curiosa. Con piglio apocalittico, mi ha intimato: “Lo devi leggere, ti coinvolgerà così tanto che alla sera non guarderai più la tua serie Tv preferita, brucerai la cena sui fornelli e andrai a letto tardi”.

Premesso che la mia Tv non funziona e che per vedere le serie devo andare da mia madre, cucinarle la cena senza bruciarla per evitare il ripudio e che alla sera io vado sempre a letto tardi perché soffro di sindrome dell’abbandono dagli impegni della giornata, l’ho comprato, e, nonostante sia un bestseller, l’ho letto.

La Portalettere di Francesca Giannone: un feuilleton o un capolavoro?

La Portalettere di Francesca Giannone è un libro che in Italia è stato un fenomeno letterario e che ora sta scalando le classifiche dei libri più venduti in Spagna. Nel nostro paese ha vinto il Premio Campiello 2023 con 172 voti su 179, ha venduto più di 450.000 copie ed è rimasto nella top 10 per più di 30 settimane.

festa delle donne: come il vino è interpretato al femminile

La trama? Un minestrone insipido realizzato con “ingredienti” privi di personalità e una “cottura” che ne svilisce la consistenza. I temi trattati sono una lunga lista della spesa:

  • la donna emancipata del Nord che si scontra con la cultura patriarcale del Sud
  • il cibo e il vino usato per descrivere il carattere e i sentimenti dei personaggi
  • la giovane che si sente in colpa per non riuscire ad amare la figlia
  • la lotta per la conquista del voto femminile
  • la costruzione di una Casa delle Donne
  • la violenza di genere
  • fratelli vittime del fascino di una protagonista che, in realtà, non sa amare e che è lei stessa vittima di pregiudizi.

Non si salva neppure la descrizione del paesaggio: è da cartolina!

Che cosa mi è piaciuto di più del romanzo La portalettere di Francesca Giannone

Ora, se vi dico, che la cosa che mi è piaciuta di più è la copertina che riproduce il particolare di un quadro di Marie Krøyer, vi stupite? Il romanzo è una saga familiare di 411 pagine, scritto con uno stile semplice, che richiama la sceneggiatura di una serie Tv mediocre, senza alcun pathos, neppure quando esplora i sentimenti più profondi e oscuri. La scrittura povera non aiuta a tratteggiare i caratteri di personaggi che risultano essere in cerca d’autore.

La trama del romanzo La Portalettere di Francesca Giannone

La Portalettere di Francesca Giannone

Il libro si ambienta negli anni ’30, quando una corriera arriva nel piccolo paese pugliese di Lizzanello. Carlo torna nel paese in cui è nato per riscattare e mettere a frutto una cospicua eredità. Lo accompagna sua moglie Anna, una donna bella e indipendente, che comprende subito che quel paese non la accetterà. Con loro c’è il figlio, Roberto, di un anno.

Il paese si insospettisce subito per gli atteggiamenti giudicati troppo spregiudicati della protagonista, tanto che immediatamente viene soprannominata La Forestiera. Anna sembra sapere quello che vuole, non va in chiesa, non spettegola, al bar aggiunge al suo caffè della grappa… Quando suo figlio cresce partecipa a un concorso per lavorare all’ufficio postale come portalettere scandalizzando l’intero paese. Cerca l’appoggio del marito Carlo, che nel frattempo avvia un’attività vitivinicola, e del cognato Antonio, che ne è segretamente innamorato.

Anna dovrebbe essere l’eroina, la donna capace di suscitare il sentimento di sorellanza delle lettrici. Posso essere brutale? Io non mi identifico in Anna. É una donna artificiale, che vuole primeggiare, priva di vera empatia, che vuole essere diversa solo per il gusto di esserlo. Per descrivere l’eroina mancata mi avvalgo dei versi del poeta Sandro Penna: “Felice chi è diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”.

Il romanzo La Portalettere di Francesca Giannone e i personaggi

I personaggi principali della saga sono:

  • Anna, la protagonista del libro
  • Carlo, il marito
  • Antonio, il cognato segretamente innamorato della protagonista
  • Ágata, la cognata invidiosa
  • Lorenza, la nipote infelice

Ci sono poi i personaggi secondari che arricchiscono il racconto. Tra questi  ricordo:

  • Carmela, l’ex fidanzata di Carlo
  • Daniele, il figlio segreto di Carlo
  • Tommaso, il direttore delle poste
  • Giovanna, l’amica della protagonista, che ha subito abusi da parte di un prete.

Il tentativo di descrivere personaggi che sognano, lottano, cadono e faticano a rialzarsi fallisce, disperdendosi in troppi rivoli: la politica, il sociale, il lavoro, l’amore e persino la cucina.

La Portalettere di Francesca Giannone e il cibo per descrivere il carattere dei personaggi

ricetta del pesto genovese

I personaggi sono rappresentati spesso facendo riferimento al cibo. Se Anna è una devota del condimento della tradizione ligure, detestato dalla cognata, Carlo nelle sue terre impianta viti e inizia a produrre vini importanti, mentre Antonio produce con passione olio.

Nella prima pagina del romanzo l’arrivo di Carlo a Lizzanello è così descritto : “…s’inebriò di quell’odore speciale che il suo paese aveva sempre avuto, un miscuglio di pasta fredca, origano, terra bagnata e vino rosso.” Per Anna, che prova nostalgia per la sua Liguria, un’oasi di pace è il piccolo giardino della casa, dove ci avrebbe piantato il basilico  per “saturare l’aria con il profumo”.

Il primo pensiero di Anna, appena arrivata a casa, è al basilico. “All’indomani del suo arrivo, Anna non aveva disfatto le valigie: aveva invece aperto subito le scatolette per estrarne i suoi tesori: i semi neri del basilico ligure chiusi in un sacchetto di rafia; il mortaio in marmo bianco striato di venature grigie che era stato della bisnonna e poi di tutte le donne della sua famiglia….”

orecchiette

Agata, la moglie di Antonio, invece prepara le orecchiette. “…cominciò a tritare una cipolla, una carota e un gambo di sedano. Eiempì d’olio un tegame e ci buttà dentro il trito…Svuotò dentro il tegame le due bottiglie di passata, aggiustò di sale, quindi coprì il tutto….doveva preparare l’impasto per le orecchiette e farle a mano una a una…dare forma alle polpette di pane e formaggio, friggerle e ripassarle nel sugo.

Immaginò il pranzo, lei che serviva le pietanze l’una dopo l’altra e le reazioni di Carlo e Anna: “Mamma mi, che squisitezza…”Ah quanto mi è mancata la cucina nostra. E ste popette, pare di mangiare la carne vera!

La ricetta del pesto di Anna, la protagonista del romanzo La Portalettere

come risparmiare l'olio in cucina

Prese le foglie di basilico e le rpose all’interno di un canovaccio “Le foglie non le devi mai immergere nell’acqua, ricordalo…Le devi lavare così, tamponandole delicatamente con un panno umido Perché altrimenti rischi di romperle e invece – vedi – devono rimanere, così, intatte.” Mise da parte le foglie pulite e cominciò a riempire il mortaio con gli spicchi d’aglio e i granelli di sale grosso “mia madre diceva sempre che ci vuole un pizzico, ma proprio un pizzico di sale. Non di più, si raccomandava sempre.

” E iniziò a pestare, disegnando dei cerchi all’interno del mortaio….”Devi aspettare che l’aglio raggiunga questa consistenza, vedi? Come una crema…soltanto a questo punto puoi aggiungere il basilico” continuò, prendendo il mazzo di foglie “E un altro pizzico di sale.” …a poco, a poco, come ti ho fatto vedere prima”….e ricominciò a pestare con vigore, finché le foglie non divennero poltiglia.”Adesso i pinolo, il pecorino e il parmigiano. Perà a piccole dosi, adagio, adagio.

Il commento famelico

Come avrete compreso, La Portalettere non mi è piaciuto. Nel libro, oltre ai grandi romanzi di Dostoevskij e di Victor Hugo sono citati anche grandi film come “Il lustrascarpe” e “Umberto D.” di Vittorio de Sica, “Il ritorno di un pilota” di Roberto Rossellini e  “Roma città aperta” con Anna Magnani. Il libro potrebbe essere la sceneggiatura di una delle tante serie tv da vedere a casa sul divano con i pop corn, ma non un film con la possibilità di trasformarsi in un capolavoro.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

Fiera dei Vini 2024 a Piacenza

Fiera dei Vini 2024 a Piacenza: l’Italia del vino si racconta con successo

tartufo e la Fiera del Tartufo

Tutto sul tartufo e la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba (+ 1 ricetta)