Il kodo è un’arte tradizionale giapponese, un rituale giocoso che aiuta la mente e il corpo a liberarsi da ogni forma di oppressione. É un’arte antichissima che prevede l’“ascolto dell’incenso”, attraverso l’utilizzo di tre “ingredienti” regalati dalla natura: Byakudan (legno di sandalo), Jinkoh (legno di aloe) e Kyara, stimato come più costoso dell’oro. Come per la cerimonia del té, esiste un incenso che può essere bruciato tutti i giorni e un incenso di alta qualità per le occasioni speciali. L’incenso, o koh, fu introdotto in Giappone nel VI secolo dai monaci buddisti che lo usavano per i loro rituali. La leggenda racconta che nel 595 un pezzo di legno di aloe (“jinkoh”) si incagliò sulla spiaggia dell’isola di Awaji. La gente dell’isola lo adoperò come legna da ardere e, colpita dall’aroma che si diffondeva, lo regalò all’Imperatore.
La cerimonia si svolge in una stanza silenziosa alla presenza di un massimo di quindici persone che si raccolgono, sedute comodamente, attorno al maestro. Ogni partecipante ha un foglio per registrare le sue impressioni sui diversi incensi presentati. Il maestro prepara in una tazza con dei fori della cenere di riso, sotto la quale è stato posto un pezzo di carbone di legna di bambù caldo. Una piccola piastra di mica viene disposta sopra il carbone di legna e un pezzo molto piccolo di legno aromatico è posto sulla mica. La fragranza del legno viene liberata senza bruciarlo e senza perciò sprigionare grandi quantità di fumo. A questo punto il maestro aspira tre volte e passa la coppa alla sua sinistra. La tazza è passata a tutti partecipanti in modo che ognuno aspiri l’aroma del legno e possa annotare le caratteristiche avvertite. Gli ospiti tengono la tazza nel palmo sinistro e ne coprono la parte alta con la mano destra, lasciando un piccolo foro aperto formato dal pollice e dall’indice. Mettendo il naso sul forellino, inalano delicatamente la fragranza. Si può aumentare la sensazione provata girandosi verso sinistra e in basso. Intanto il maestro ne prepara un’altra per consentire il confronto. I commenti appuntati sul foglio possono trasformarsi in una poesia. La mia sensazione è stata simile all’ascolto di un brano musicale che ti invita a ballare seguendo dei ritmi estranei al corpo.
I dieci benefici del Kodo
- Affina i sensi
- Elimina le “impurità” mentali o spirituali
- É salubre mettendo in contatto con la natura
- Promuove l’armonia
- Procura piacere
- É un’arte
- Elimina la solitudine
- Incentiva la vigilanza
- Non opprime
- Purifica l’anima e il corpo
