La Tristecca e la cultura del cibo di Rodari

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Dalla “Grammatica della fantasia” parte un viaggio nella cultura del cibo che ha il punto di inizio nel negozio di fornaio del padre….

Giovanni Rodari, detto Gianni, è nato a Omegna il 23 ottobre 1920, si tratta dunque di un anniversario importante. E’ stato uno scrittore, pedagogista, giornalista, poeta e partigiano italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia, e raggiunse il suo top con la “Grammatica della fantasia” del 1973, sua opera principale, con al centro l’arte di inventare storie. La sua è una cultura del cibo dell’immaginario, vola più in alto, no?
Nato da Giuseppe Rodàri, fornaio che possedeva un negozio in centro di Omegna, dove abita per poi, in seguito alla morte del padre avvenuta nel 1929, trasferirsi a Gavirate (VA), paese natale della madre. Si tratta senz’altro di uno dei grandi cantastorie dell’epoca moderna, ancora inimitabile. Nel libro “L’orecchio verde di Gianni Rodari” a cura di Stefano Panzarasa, c’è una serie di piatti ispirati alla sua fantasia e, nella fattispecie, , nel capitolo “Un pranzo vegetariano con Gianni Rodari” una sfilza di ricette che sono anche presenti nelle poesie e filastrocche dell’autore. Si tratta di ricette importanti, senza sconti, in cui la fantasia vince 10 a 0: d’altronde le componenti di una ricetta non sono opera di grande fantasia?

Eccoci dunque con l’ “Insalata sbagliata e Patè di zucca arrosto dell’orso”, dall’omonima filastrocca (Il Libro Degli Errori, Einaudi). Qui si vola: si tratta di “frutta mista del Barone Melarancia e del frutteto musicale”. E che dire della “Tristecca ai ferri corti”: si tratta di “Tristecca”, invenzione visionaria, cioè una bistecca senza tristezza ma con triticum vulgare, cioè il comune grano. Finiamo con il “Il patè di zucca”, si trova in uno dei libri più famosi di Rodari,“Le avventure di Cipollino”: bel coraggio ha l’Orso mentre dice alla Sora Zucca: “io vi mangerei arrostita con qualche patatina fresca e naturalmente ben condita con rosmarino, erba salvia, uno spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino rosso”.

Cultura del cibo come contaminazioni ed esplorazioni, quelle tra il cibo e il sociale, l’arte, la storia, l’attualità, la tecnologia e un po’ di sana poesia

Terminato questo anniversario ci resta in bocca il sapore di… Tristecca.

Famelici è un blog di contaminazioni ed esplorazioni, quelle tra il cibo e il sociale, l’arte, la storia, l’attualità, la tecnologia e tutto quello che è sulla tavola di ieri, oggi e domani. Dunque non può essere insensibile alla cetra del poeta: perché la cucina è una straordinarietà fatta di cultura, tradizione, innovazione ma anche di un po’ di sana poesia.

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