Cibo e poesia, Gianni Rodari nel 2020 un centenario con una cucina spaziale!
Quest’anno è il centenario della nascita di Gianni Rodari, uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia i cui lavori sono stati tradotti in molte lingue. É grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, che la sua fama si sparse nel mondo. Allora, come primo tributo alla sua opera geniale vi riproponiamo una sua poesia “Cucina spaziale”.
Che cos’ è la poesia per Gianni Rodari

Liberare la creatività
Rodari credeva che la poesia, come il gioco, fosse una delle forme più alte dell’espressione umana. Scriveva che:
“La fantasia è un posto dove ci piove dentro.”
Questa frase riassume bene il suo approccio: la poesia come uno spazio aperto, dove ogni parola può trasformarsi, giocare, ribaltare la realtà e offrire nuovi punti di vista.
Educare in modo diverso
Nel suo celebre libro Grammatica della fantasia, Rodari sostiene che l’insegnamento tradizionale spesso soffoca la fantasia. La poesia, invece, può diventare un modo per imparare con leggerezza, facendo errori, combinando parole nuove, giocando con i significati.
Sovvertire le regole
Per Rodari, la poesia ha un potere quasi “sovversivo”: rompe gli schemi del linguaggio ordinario e invita a guardare la realtà con occhi nuovi. Ad esempio, nelle sue filastrocche e poesie, un semaforo può diventare gentile, un gatto può parlare, e un errore può essere fonte di invenzione.
Parlare ai bambini (ma anche agli adulti)
Le poesie di Rodari sono spesso pensate per i bambini, ma non sono mai banali. Anzi, parlano con intelligenza, umorismo e profondità anche agli adulti. La sua poesia è un invito continuo a non smettere mai di stupirsi.
Le 5 idee di Gianni Rodari su che cos’è la poesia

Per Gianni Rodari, la poesia è:
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un gioco serio,
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un atto di libertà,
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un modo per imparare a pensare,
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un’arma contro l’omologazione,
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una chiave per accedere alla fantasia.
Cibo e poesia per Gianni Rodari
“Cucina spaziale”, una poesia del futuro commestibile
Un mio amico cosmonauta è stato sul pianeta x213, e mi ha portato per ricordo il menù di un ristorante di lassù. Ve lo ricopio tale e quale:
ANTIPASTI
– Ghiaia di fiume in salsa di tappi
– Crostini di carta asciugante
– Affettato di carbone
MINESTRE
– Rose in brodo
– Garofani asciutti al sugo d’inchiostro
– Gambe di tavolini al forno
– Tagliatelle di marmo rosa al burro di lampadine tritate
– Gnocchi di piombo
PIATTI PRONTI
– Bistecca di cemento armato
– Tristecca ai ferri
– Tristezze alla griglia
– Arrosto di mattoni con insalata di tegole
– Do di petto di tacchino
– Copertoni d’automobile bolliti con pistoni
– Rubinetti fritti (caldi e freddi)
– Tasti di macchina da scrivere (in versi e in prosa)

PIATTI DA FARSI
– A piacere
Per spiegare quest’ultima espressione, un po’ generica, aggiungerò che il pianeta x213, a quanto pare, è interamente commestibile: ogni cosa, lassù, può essere mangiata e digerita, anche l’asfalto della strada. Anche le montagne? Anche quelle.
Gli abitanti di x 213 hanno già divorato intere catene alpine. Uno, per esempio, fa una gita in bicicletta: gli viene fame, smonta e mangia la sella, o la pompa. 1 bambini sono ghiottissimi di campanelli. La prima colazione si fa così: suona la sveglia, tu ti svegli, acchiappi la sveglia e la mangi in due bocconi.
(Nell’immagine: “100 Gianni Rodari”, una raccolta ove sono riuniti tra i migliori illustratori al mondo per celebrare i contenuti della poetica dello scrittore. CENTO GIANNI RODARI, CENTO STORIE E FILASTROCCHE, CENTO ILLUSTRATORI. ‘100 Gianni Rodari, Einaudi Ragazzi ).
Commento famelico su Gianni Rodari: cibo e poesia
Come si fa a non amare un poeta che propone appena svegli “(…) suona la sveglia, tu ti svegli, acchiappi la sveglia e la mangi in due bocconi”.

