Appetito per la vita. Bisturi sicuri e morsi goduti

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Ho sempre pensato alla chirurgia come il regno dell’impossibile che diventa possibile. Che si trattasse di creare, salvare, ricostruire, modellare parti del corpo di uomini e donne. Sempre più invisibilmente, sempre meno invasivamente. E ridare una vita non solo alla carne, ma anche allo spirito. Insomma ridare vita alla vita.

Rifiorire, dopo

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Per questo tutte le volte che ho visto una persona rifiorire dopo un male devastante, ho gioito. In particolare e soprattutto nel caso di un tumore al seno combattuto e vinto. Al 66° Congresso Nazionale SICPRE, la Società di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica che si è concluso a Modena a fine settembre, il professor Fabrizio Malan, chirurgo plastico e ricostruttivo, ha portato uno studio sul livello di soddisfazione delle donne con mastoplastica.

Bene, mostrando una galleria di immagini prima-dopo, era evidente che le stesse persone, col seno operato, apparivano più toniche, curate, spesso abbronzate e più magre, come ringiovanite. Come se il nuovo corpo avesse in loro promosso anche un nuovo comportamento, un rinato appetito per la vita e il gusto di morsi goduti. Ed è vero che spesso succede proprio così: anche il rapporto col cibo migliora, in una persona che ha conquistato una maggiore autostima. Ma non voglio dire che l’autostima (come l’identità) si acquisti a colpi di bisturi.

Senza mettere bocca

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Per contro, tutte le volte che ho visto e vedo dolci come questo – strutturalmente, esteticamente, sensorialmente complessi – mi domando come possa sentirli o anche solo provare ad assaggiarli una donna che ha voluto delle labbra chirurgicamente a canotto (invece che ricorrere a filler o simili soluzioni più leggere).
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Con quanto senso di frustrazione o stoico eroismo possa questa persona vivere la propria relazione con il cibo e con la convivialità. Come riesca a mangiare insieme agli altri, senza poter realmente percepire le consistenze; senza poter soffiare nemmeno sulle candeline del compleanno; senza poter mordicchiare per frazionare il godimento. E mi domando anche con quali aspettative si sia rivolta al chirurgo plastico che le ha donato una simile fisionomia. E con quale malizia il chirurgo l’abbia voluta accontentare.

“Ci sono dei limiti. Il chirurgo deve sapere dire NO” ammonisce il professor Giorgio De Santis, presidente del congresso succitato, past president SICPRE e chairman del congresso mondiale di microchirurgia che si terrà a Bologna nel 2019. Dice ciò perché è consapevole che la chirurgia estetica è per alcuni una disciplina lucrativa – gli stessi che non si tirano indietro nemmeno davanti alle richieste dei makeover più estremi. De Santis non si stanca di modellare buone pratiche per i colleghi e di offrire ai pazienti (attuali e potenziali) migliori criteri per una scelta corretta. Per una chirurgia sicura.

La bellezza si-cura. E si comunica

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Questo, letteralmente, è stato il tema di un talk aperto al pubblico, moderato dalla giornalista Silvana Giacobini, con i chirurghi Giorgio De Santis, Roy De Vita e Marco Klinger, l’imprenditrice Cristina Bicciocchi, la giornalista Valentina Reggiani. “La sicurezza è da anni uno dei temi al centro della comunicazione e dell’attività della SICPRE” ha ribadito lo stesso De Santis. Non nasce dal caso o dal passaparola, la sicurezza: è una cultura, che si crea con tanta informazione. E riguarda sempre più anche i signori uomini.
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Diversi i punti di attenzione per chi pensa di affrontare un intervento chirurgico: il prezzo del trattamento, la sicurezza della struttura, la tracciabilità delle eventuali protesi e dei prodotti iniettabili; ma il primo di tutti è verificare di mettersi nelle mani di un vero “Specialista in Chirurgia Plastica”. Se il medico non ha questo titolo, non ha frequentato per cinque anni la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, superando l’esame finale. Il sito www.sicpre.it include la lista degli specialisti associati.

Ben vengano questi consigli, queste verifiche e tutti i possibili approfondimenti, se ci nutrono di informazioni utili. Parliamone il più possibile. Anche questo è cibo per la mente.

[immagini: iPhone di Daniela, B-lite, SICPRE. Si ringrazia Marco Ragaini per lo scatto delle dolci minne glassate]

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