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Un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina attraverso i vini di Fattoria Il Capitano

In un luogo davvero particolare, presso Galvanotecnica Bugatti, abbiamo degustato il Chianti Rùfina di Fattoria Il Capitano

Bere del buon vino è sempre un’esperienza piacevole. Lo diventa ancor di più se lo fai a Milano in un edificio del 1923 ristrutturato dall’architetto milanese Luigi Caccia Dominioni

Vi raccontiamo una degustazione che è un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina. L’occasione ci è offerta dall’azienda agricola Fattoria Il Capitano, che ha presentato nei giorni scorsi una verticale di Chianti Rùfina Riserva DOCG Vigneto Poggio TERRAELECTAE nelle annate 2018, 2019, 2020 e 2021.

Bere un bicchiere di vino può essere un momento di tranquillità e relax, soprattutto se lo fai in un luogo che racconta la storia di Milano. Siamo in zona Tortona presso Galvanotecnica Bugatti, la ex fabbrica dove nei primi del 900 si realizzavano bagni galvanici per aziende come Fiat, Guzzi e Olivetti. Abbiamo modo di ammirarne l’architettura con un calice di Torricella Rosato IGT Toscana di Fattoria Il Capitano.

L’aperitivo: Torricella Rosato IGT Toscana di Fattoria Il Capitano

Il Torricella Rosato IGT Toscana di Fattoria Il Capitano è una vera sorpresa, un vino rosato, dal collore vivido. Un rosato, facile da abbinare gastronomicamente, prodotto secondo i canoni di una tradizione, ormai quasi abbandonata.

Il Torricella Rosato IGT Toscana di Fattoria Il Capitano, prodotto da uve Sangiovese, è ricavato da un mosto rimasto a contatto con le uve per 18-24 ore. Successivamente il mosto viene separato dalle vinacce per esere sottoposto alla fermentazione in tini di acciaio a temperatura controllata. La fermentazione, senza fermentazione malolattica, dura 15 giorni. Il vino matura poi in vasca di acciaio per sei mesi prima di essere imbottigliato. Al naso trovo sentori fruttati e floreali, mentre al palato è asciutto, fruttato e il suo finale è duraturo.

Un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina attraverso i vini di Fattoria Il Capitano

fattoria il principe

È arrivato il momento di conoscere Fattoria Il Capitano. L’azienda vitivinicola si trova nel cuore della Toscana a Pontassieve, a pochi chilometri da Firenze. Si estende su 30 ettari di terreno, di cui 20 dedicati all’uliveto e 8 di vigne. I vigneti, circondati da 8 ettari di bosco rigoglioso composto da noccioli, faggi, cipressi e castagni, godono di un microclima ideale per la coltivazione di uve di alta qualità.

Una storia al femminile portata avanti con passione dalla famiglia Alacevich

La storia di Fattoria Il Capitano ha inizio nel 1877, quando Francesca Campanari Balbi, donna tenace e lungimirante pose le basi per quello che sarebbe diventato un gioiello del panorama toscano. Anni dopo la sua eredità passò nelle mani di Marianna Quartara in Balbi, altra figura femminile di grande spessore che, con passione e dedizione, consolidò il successo dell’azienda. E quindi alla nipote, Maria Eugenia Ollandini che iniziò la produzione di vino in bottiglia già negli anni Settanta, affermandosi come punto di riferimento per la qualità e l’eccellenza. La passione per la terra e il lavoro di queste donne si sono trasmesse di generazione in generazione, arrivando fino agli attuali titolari, la famiglia Alacevich. 

Tutte le sfumature del Chianti Rùfina

a glass of red wine next to a bottle

Il Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio TERRAELECTAE (un marchio collettivo volontario promosso dal Consorzio Chianti Rùfina per esaltare le migliori produzioni legate al territorio) rappresenta la selezione più preziosa di Fattoria Il Capitano, con una vigna situata a 150 metri sul livello del mare, che gode di un’esposizione ottimale (nord-ovest-sud-est) e di un terreno medio impasto argilloso-calcareo, ideale per la coltivazione del Sangiovese.

Il Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio affina per 30 mesi, di cui almeno 18 in botti di rovere francese e il restante in bottiglia. Questo lungo periodo di affinamento permette al vino di sviluppare un bouquet complesso e armonioso, con note di frutti rossi, spezie e tabacco. Il Chianti Rufina DOCG Riserva Vigneto Poggio è un vino perfetto da abbinare a carni rosse e bianche, grigliate o arrosto, formaggi stagionati e primi piatti saporiti.

Una degustazione che è un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina

degustazione chianti rufina

Ed ecco il racconto di un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina. La verticale del Cru più rappresentativo dell’azienda, il Chianti Rùfina Vigneto Poggio nelle annate 2018, 2019, 2020 e 2021, è guidata da Stefano Alacevich e dall’enologo Maurizio Alongi.

Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio 2018

Iniziamo la degustazione con il Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio 2018, il vino più distante dal nuovo corso dell’azienda. Al naso fonde molto bene gli aromi di frutta con toni balsamici e speziati. Al palato è muscoloso, ricco e con un finale lungo.

Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio 2019 TERRAELECTAE

Un vino elegante, con note di freschezza e con tannini equilibrati. Al naso è profumato con note di viole e rose e tocchi di tabacco dolce. Al palato è equilibrato e persistente.

Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio 2020 TERRAELECTAE

Un vino seducente, in cui i profumi floreali, che rimandano soprattutto alla viola, si fondono con note balsamiche e speziate. Nonostante la potenza, è un vino che risulta fresco, con un finale lungo.

Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio 2021 TERRAELECTAE

Imbottigliato da pochi mesi è un bambino che deve ancora crescere. Si esprime fruttato, con note floreali. Un vino piacevole e con una buona acidità

Un viaggio nel mondo del Chianti Rùfina attraverso i vini di Fattoria Il Capitano

Sitohttps://www.fattoriailcapitano.com/

Facebookhttps://www.facebook.com/FattoriaIlCapitano

Instagramhttps://www.instagram.com/fattoria.il.capitano/

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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