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Un tagliere di salumi per Natale: quale prosciutto scegliere? 4 suggerimenti

Come fare il miglior tagliere per Natale? Semplice, con prodotti di altissima qualità

Le feste si avvicinano e un tagliere di salumi per Natale è da prevedere per imbandire le nostre tavole delle feste. Noi vi proponiamo i salumi di un’azienda familiare

Eh sì, il prosciutto è buono!”, ma quanti di noi lo sanno scegliere e soprattutto quali sono le aziende che producono prodotti di qualità? Noi vi suggeriamo un’azienda familiare mantovana, dal 1959 sinonimo di qualità. Si tratta del Gruppo Martelli. Una scelta perfetta per preparare un tagliere di salumi per Natale.

Un tagliere di salumi per Natale firmato Martelli

prosciutto martelli

 

  • Prosciutto di Parma Dop: carne e sale marino sono gli unici ingredienti del Prosciutto di Parma Dop, un autentico capolavoro di dolcezza, che ha bisogno solo del tempo e del famoso vento marino, asciutto e delicato, che attraversa le colline parmensi per sprigionare il suo gusto migliore ed esaltare le qualità della materia prima.
  • Prosciutto di San Daniele Dop: uil disciplinare Dop del Prosciutto San Daniele prevede solo l’utilizzo di cosce di suini italiani selezionati, sale e il prezioso microclima di San Daniele del Friuli.
  • Mortadella Bologna Igp: uno dei salumi italiani più noti e apprezzati, anche all’estero, la Mortadella Bologna Igp viene prodotta esclusivamente con carne suina di prima qualità 100% italiana.
  • Prosciutto cotto Bongustaio: è il cotto più nobile del Gruppo Martelli: un prosciutto cotto alta qualità 100% italiano, ottenuto esclusivamente da cosce di suino pesante padano, provenienti da allevamenti selezionati e controllati dai Consorzi dei Prosciutti di Parma Dop e di San Daniele Dop.

La storia del Gruppo Martelli, l’orgoglio Made in IItaly

Una filiera che comprende 700mila suini con carni senza polifosfati, lattosio e glutine

gruppo martelli prosciutto

Tutto ha inizio nel 28 ottobre 1959 a Dosolo, un paesino in provincia di Mantova, grazie a Geminiano Martelli e ai suoi cinque figli, Antonio, Mario, Marino, Redento e Ulderico che fondarono il primo macello contadino. Esattamente vent’anni dopo, nel 1979, con l’impresa già consolidata e l’entrata della terza generazione, nasce Martelli Salumi, dedicata alla produzione di prosciutto cotto. Nel 1999 si inaugura un nuovo stabilimento vicino al macello di Dosolo per le carni confezionate.

Nel 2002, la varietà di salumi cresce con l’inizio della produzione del Prosciutto di Parma Dop a Sala Baganza, in provincia di Parma, e nel 2003 si apre un altro stabilimento per i prosciutti cotti a Boara Pisani, nel Padovano. Nel 2013, il Gruppo Martelli decide di espandere ancora, avviando la produzione del Prosciutto di San Daniele Dop. Dall’inizio del nuovo millennio, con l’entrata della quarta generazione, Martelli inizia un processo di internazionalizzazione, diventando il primo macello autorizzato all’esportazione di carni italiane negli USA. Questo successo porta, nel 2014, alla creazione della Martelli Bros negli Stati Uniti e, nel 2020, alla Martelli Deutschland, segnando l’entrata nel mercato tedesco.

Attualmente, il Gruppo Martelli gestisce sette unità produttive (locate a Dosolo, Sala Baganza e Langhirano in provincia di Parma, a Boara Pisani e a San Daniele del Friuli) con una capacità produttiva annuale di 700.000 capi, offrendo una vasta gamma di carni, salumi e affettati.

Tuttavia, la vera forza del Gruppo Martelli non risiede solamente nei numeri, ma nella cultura della macellazione, nella tradizione e nel controllo completo della filiera, elementi che lo stabiliscono come punto di riferimento nel settore delle carni e dei salumi, sia per la Grande Distribuzione Organizzata che per l’Horeca.

Inoltre, la holding, con il supporto delle sue filiali internazionali, opera attivamente in vari mercati esteri. L’export rappresenta il 18% del fatturato totale del Gruppo, con Europa, Nord America e Australia come principali mercati di destinazione.

Un tagliere di salumi per Natale: “Qui Ti Voglio” è la scelta migliore (etica e sostenibile!)

La linea “Qui ti voglio”, interamente priva di antibiotici, è stata concepita per assicurare il benessere animale e ha ricevuto cinque spilli dalla guida “I salumi d’Italia”. Una linea  in vaschetta sia nella versione cruda che in quella cotta

Un tagliere di salumi per Natale

 

“Qui Ti Voglio” rappresenta la gamma di salumi Martelli, derivanti da suini italiani allevati con attenzione al benessere animale. Questa filiera monitorata supera gli standard normativi vigenti e segue i criteri più elevati dello schema Classyfarm per il Benessere Animale, promuovendo un uso responsabile dei farmaci.

Gli animali godono di spazi ampi e stimolanti che diminuiscono lo stress e accrescono la qualità della loro esistenza, beneficiando di una gestione ambientale ottimale con riciclo dell’aria e pulizia avanzata, oltre a una dieta sana, completa e bilanciata, basata su vegetali. Ciò consente di eliminare l’uso di antibiotici negli ultimi quattro mesi di vita del suino, periodo che Martelli ha verificato essere adeguato per l’eliminazione dei farmaci dall’organismo. Analogamente, nel rispetto della salute suina, i farmaci vengono somministrati correttamente nei primi mesi se necessario.

Per garantire trasparenza, un codice QR su ogni confezione di affettati permette ai consumatori di accedere rapidamente a informazioni dettagliate sull’origine del suino. Martelli assicura un controllo completo della filiera, dalla fattoria al consumatore: la serie “Qui Ti Voglio”, che include una vasta selezione di carni e salumi, è certificata da un organismo esterno accreditato. Inoltre, i salumi “Qui Ti Voglio” sono prodotti in salumifici eco-sostenibili che impiegano energie pulite e rinnovabili, come quella solare, con stabilimenti dotati di pannelli fotovoltaici per la riduzione delle emissioni.

Maggiori informazioni sul Gruppo Martelli

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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