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Ricette regionali rivisitate: crema di riso zafferano con rane e morchelle

Matteo Vigotti, chef del Ristorante Al Peck di Milano, nei suoi menù propone spesso ricette regionali rivisitate, come ad esempio la crema di riso allo zafferano con rane e morchelle. “La crema di riso – ci racconta-  ricorda la panissa (in vercellese) o paniscia (in novarese), un tipo di risotto diffuso tra Piemonte e Lombardia con alcune varianti regionali. La diatriba? Scegliere la mortadella di fegato o la pasta di salame? Io che vengo da Arona la mortadella!”

Crema di riso allo zafferano con rane e morchelle

Ingredienti

500 g  Riso Carnaroli

2 g Zafferano pistilli

60 g Coscette di rana

20 Morchelle essiccate

20 g Mortadella di fegato

20 g Fondo di vitello

30 g Pane a cassetta

Foglia di argento alimentare q.b.

50 g Burro

Parmigiano grattugiato (fricco) kg.0,100

Olio

Sale

Pepe

Argento o oro commestibile

Procedimento

Cuocete il riso nella maniera classica ma prolungandone la cottura fino a circa 40 minuti. Mettete il riso nel cutter e con il brodo vegetale di cottura ottenete una crema molto densa che successivamente passeremo al setaccio fine. Rimettete la crema in casseruola, aggiungete i pistilli di zafferano e aggiustatela di sapore con sale e pepe. Mantecate la crema con del burro acido. Spellate e scalzate dall’osso le coscette di rana, panatele e fatele friggere in olio di semi di girasole fino a cottura e doratura ideale. Ammollate le morchelle in acqua tiepida per circa 30 minuti, strizzatele e fatele stufare in casseruola con burro, aglio e timo. Versate la crema di riso nel piatto, accompagnate con le coscette di rana fritte, con le morchelle stufate e con la mortadella di fegato. Sporcate con un leggero cordone di fondo bruno di vitello, olio extravergine di oliva e decorate con argento o oro commestibile.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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