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La cucina dello chef Tino Vettorello: sedici anni di cinema raccontati nel piatto

Tino Vettorello non è solo lo chef della Mostra del Cinema di Venezia: è anche un ambasciatore del Veneto gastronomico

La cucina dello chef Tino Vettorello è un racconto che si fa gusto. Tra innovazione, radici venete e omaggi alle star, i suoi piatti trasformano ogni evento in un’esperienza sensoriale. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, per il sedicesimo anno, firma un menu che celebra il territorio e il grande schermo

La cucina dello chef Tino Vettorello continua a essere protagonista alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Con l’82ª edizione alle porte (27 agosto – 6 settembre 2025), lo chef veneto torna per il sedicesimo anno consecutivo come firma gastronomica ufficiale del Festival, guidando le aree food della Terrazza Biennale e del Palazzo del Casinò.
La sua non è una semplice proposta culinaria: è un racconto, un viaggio che attraversa il territorio veneto, la stagionalità e le emozioni delle grandi star internazionali.

La cucina dello chef Tino Vettorello e il Festival del Cinema di Venezia

Quando i riflettori del Festival del Cinema di Venezia si accendono, dietro le quinte un altro spettacolo prende vita: quello della cucina. Tino Vettorello, chef veneto di talento e passione, firma piatti che uniscono i sapori autentici della sua terra all’eleganza delle grandi star internazionali. Dal “rombo alla Clooney” alla “burratina Lady Gaga”, ogni creazione è sempre stata un incontro tra gusto, storie e celebrità.

Un piatto per Julia Roberts: Eat, Love, Julia

«Questo piatto è una dedica sincera a Julia Roberts, un benvenuto autentico alla sua prima Mostra»

“Eat, Love, Julia” dello chef Tino Vettorello per la Mostra del Cinema di Venezia
Lo Chef Vettorello, che da anni studia le personalità degli artisti per raccontarle in forma gastronomica, ha creato per Julia Roberts,“Eat, Love, Julia” mutuando il nome del piatto dal film Eat Pray Love interpretato dall’attrice nel 2010

Tra le novità di questa edizione, spicca il piatto dedicato a Julia Roberts, al debutto alla Mostra con il film After the Hunt. Lo chef ha creato “Eat, Love, Julia”, un bottone di rapa rossa ripieno di baccalà mantecato, su crema di piselli e menta, Morlacco del Grappa e peperone rosso. Il rosso intenso richiama l’iconico abito di Pretty Woman, mentre la dolcezza e la profondità del piatto omaggiano l’eleganza naturale dell’attrice.

Tino Vettorello: la tradizione che guarda al futuro. Ritratto di uno chef tra memoria e innovazione

 “Il granchio blu distrugge la laguna? Io lo valorizzo nell’alta cucina” 

Nel racconto della sua carriera e della realizzazione di un sogno, Tino Vettorello mette subito in chiaro il cuore della sua cucina: il territorio. Ogni ingrediente, ogni sapore, ogni piatto nasce da un’idea semplice ma potente — valorizzare la materia prima nel suo legame più profondo con il terroir. È da qui che parte la sua proposta gastronomica: da una cucina che non rincorre le mode, ma racconta storie autentiche attraverso il gusto.

La sfida del granchio blu diventato protagonista della cucina gourmet
Lo spaghetto al nero di seppia con granchio blu, concassé di ciliegino, bottarga e olio extravergine d’oliva.

Per lo chef Tino Vettorello la cucina è un atto culturale profondo, un linguaggio attraverso cui raccontare storie, emozioni e tradizioni. Per lui, ogni piatto è un viaggio sensoriale che unisce passato e futuro, memoria e innovazione. La sua filosofia culinaria si fonda su valori come la sostenibilità, la stagionalità e la valorizzazione delle eccellenze locali, elementi che riflettono il suo impegno nel promuovere una cucina autentica e rispettosa del territorio.

La sfida del granchio blu: ora protagonista della cucina gourmet

Oltre alla preparazione di piatti gourmet, Vettorello promuove la costruzione di una filiera gastronomica locale attorno al granchio blu, trasformando una minaccia ambientale in una risorsa culinaria sostenibile

tino vettorello e il granchio blu
Il granchio blu, trasformato da minaccia ambientale a ingrediente gourmet, anche in forma di gazpacho nel nuovo meno 2025

Lo chef Tino Vettorello, poco più di un anno fa, ha trasformato il granchio blu, una specie invasiva considerata una minaccia per gli ecosistemi marini, in un ingrediente pregiato della cucina veneta. Questa specie, originaria dell’Atlantico occidentale, si è diffusa nel Mar Adriatico, danneggiando le popolazioni di vongole, cozze e altre specie autoctone. Tuttavia, Vettorello ha visto in questa sfida un’opportunità gastronomica.

Un piatto riuscitissimo dello chef Tino Venturello è lo spaghetto al nero di seppia con granchio blu, concassé di ciliegino, bottarga e olio extravergine d’oliva. Il piatto “Nel blu dipinto di blu” è diventato ben presto uno dei piatti più richiesti e apprezzati.

Riconosciute le potenzialità culinarie del granchio blu, simili a quelle della granseola, un crostaceo apprezzato in Veneto, Tino Vettorello ha deciso di studiare il modo di renderlo un ingrediente gourmet. “Nonostante la complessità nella lavorazione del granchio blu –  racconta lo chef Tino Vettorello – le sue carni sono delicate e saporite“.

Un menu dello chef Tino Vettorello: la dolce vita veneta

ostriche da Tino Jesolo
Le ostriche proposte in tre varianti: grandi, piccole e “in bolla” a base di Ostrica Rosa Delta del Po, salicornia della laguna veneta, gel di limone, polvere di lampone e cristalli di Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Presentato in anteprima al Vinitaly 2025 è un piatto che unisce la sapidità del mare e l’eleganza delle bollicine.

Noi, poco prima della Mostra del Cinema di Venezia, abbiamo cenato presso il suo ristorante a Jesolo. Precede la cena un ricco antipasto, dove emergono le ostriche proposte in tre varianti: grandi, piccole e “in bolla” a base di Ostrica Rosa Delta del Po, salicornia della laguna veneta, gel di limone, polvere di lampone e cristalli di Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Altrettanto goloso l’immancabile baccalà mantecato servito su un sasso del Piave.

  • Scampo Elodie – patata all’arancia, yogurt e tartufo nero estivo
  • Branzino del Lovo in due consistenze
  • Spaghetto nero al granchio blu – datterino giallo e rosso e bottarga di muggine
  • Baccalà dorato con verdure degli orti del Cavallino
  • Fragola e Campari – sorbetto alla fragola con crumble croccante e velo Campari
  • La mandorla in “bianco e rosso” – mousse di cioccolato bianco e cardamomo, ganache alla mandorla, gelato alla vaniglia e aria al lampone
La mandorla in "bianco e rosso" di tino vittorello Jesolo
La mandorla in “bianco e rosso” – mousse di cioccolato bianco e cardamomo, ganache alla mandorla, gelato alla vaniglia e aria al lampone

Il menu Che Cinema! è un’ esperienza che continua tutto l’anno

Tutti i piatti ispirati alle star sono oggi parte del menu permanente “Che Cinema!”, disponibile al Tino Gourmet di Farra di Soligo, ad eccezione del periodo della Mostra. In quei giorni, infatti, entrambe le brigate — di Farra e del Tino Jesolo — si trasferiscono al Lido per curare in esclusiva la ristorazione della kermesse.

Chi è Tino Vittorello, lo chef delle star alla Mostra del Cinema di Venezia

Originario di San Polo di Piave, in provincia di Treviso, Vettorello ha ereditato dal padre – imprenditore nel settore caseario – il rispetto per la materia prima di qualità e l’amore per il territorio veneto. La sua carriera in cucina inizia presto: dopo le prime esperienze nei ristoranti locali, a soli 22 anni assume la guida di uno dei più prestigiosi ristoranti di Treviso. Poco dopo, inaugura il suo primo locale come chef-patron: “Al Traghetto”, trattoria sulle rive del Piave, oggi ribattezzata “Tino – Traghetto”.

Attualmente, Vettorello gestisce diverse location esclusive, tra cui il Tino Gourmet di Farra di Soligo e  la scenografica Terrazza Biennale, situata proprio davanti al Red Carpet del Palazzo del Cinema di Venezia. Questi spazi, insieme agli altri punti di ristoro e dimore storiche che dirige, rappresentano il cuore pulsante della sua visione gastronomica: un mix di territorialità, eleganza e innovazione.

La cucina dello chef Tino Vettorello oltre i suoi ristoranti

Oltre al lavoro nei suoi ristoranti, Tino Vettorello è noto per aver firmato la proposta food & beverage di grandi eventi internazionali. Oltre alla Mostra del Cinema di Venezia, ha cucinato per il Festival del Cinema di Berlino, il Festival di Cannes, i Giochi Olimpici invernali di Vancouver e Sochi, i Mondiali di nuoto a Roma, quelli di scherma a Catania, e l’America’s Cup a Napoli e Venezia.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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