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Altro che ingrediente vintage, le farine sono di gran moda!

Sono buone, fanno bene e sono ricche di proprietà. Le farine sono indispensabili per chi vuole mangiare in modo sano e corretto. Io (in tondo) e Daniela Ferrando (in corsivo) abbiamo voluto saperne di più. Partecipando a “Le Farine dei professionisti a casa Tua”, evento organizzato da Cerealia nello showroom PRESSO in Via Marco Polo a Milano.

Ospite d’eccezione Christian Trione, campione mondiale di panificazione 2017. Che con Alessandro Carniti, giovane collega, ha tenuto un minicorso interattivo di panificazione e degustazione di prodotti da forno. DF: Noi, per #famedisapere, li abbiamo seguiti. Raccontiamo e rilanciamo (idee per il futuro).le farine

Prima indicazione: non tutte le farine sono uguali!

Il futuro della panificazione  e della pasticceria dipende dalla capacità di salvaguardare gusto e benessere. Che cosa richiederà nel futuro il mercato? I prodotti biologici, i funzionali (con aggiunta di..), i better for you (consigliati per la salute perché con basso contenuto o senza zucchero; con basso contenuto o senza grassi; con basso contenuto di carboidrati; con basso contenuto di sale), i prodotti salutistici (con elevato contenuto di fibre, alla soia, all’olio di oliva) e i prodotti per intolleranze (diabetici, senza glutine, senza lattosio).

La farina. Molto più di un’infarinatura culturale

DF: Ma cosa colpisce chi, come noi, sta tra il professionista e il consumatore finale? Padronanze e presenze. Per esempio quella, sempre maggiore e sempre meno superficiale, dei termini tecnici – come poolish o alveolatura o maglia glutinica – tra le persone che nel concreto fanno la spesa e che quindi indirizzano e costituiscono i consumi reali. E la presenza domestica, sempre più diffusa, di attrezzature pressoché professionali come planetarie o forni multipli, che di fatto stanno diventando oggetti del desiderio. E non di casalinghe represse, ma di sperimentatori e sperimentatrici! Queste sono condizioni culturali e materiali che rendono attuale e possibile una cultura delle farine. Ben oltre un’infarinatura.

E c’è chi l’ha provata per noi!

le farine
DF: Ebbene sì, mia sorella Marina Ferrando, una di quelle persone, sempre più numerose, che hanno scoperto il piacere e l’orgoglio di fare il pane in casa nonostante una vita frenetica, ha provato la farina Omega Fibre / miscela per panificazione e il risultato lo vedete nella foto! L’attenzione verso la scelta di una farina rispetto ad un’altra va fatta non solo perché è di tendenza ma per validi motivi legati al nostro benessere. Noi vi presentiamo tre referenze di farine Cerealia (con relativa ricetta), prodotte con passione e maestria.

Omega Fibre- Focaccine

le farine
Una farina speciale, che consente la realizzazione di prodotti ad alto contenuto di fibra naturale e di acidi grassi omega-3. Christian Trione propone le focaccine.

Ingredienti

1 Kg preparato Omega-3

450 g Acqua

70 g Olio di riso

20 g Lievito compresso

100 g Acqua di correzione

Tempi di impasto

Impastatrice a spirale: 10 minuti in I° velocità; 7 minuti in II° velocità. Temperatura finale di impasto: 26°C.

Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti e 450 g. di acqua Aggiungere a più riprese gli altri 100 g. di acqua fino a ottenere un impasto liscio. Fare riposare 40/45 minuti a 27°C. Spezzare e deporre in teglia. fare riposare 20 minuti. Stendere e tagliare con il coppapasta, mettere in una teglia e ungere con l’olio. Dopo 15 minuti di riposo, bucare e aggiungere la salamoia. fare lievitare 30 minuti a 27°C e 75% U.R. Infornare a 230 °C per circa 16 minuti. Sfornato, ungere con olio

Wellness- Pizza in teglia alla carbonara

trione_pizza_carbonara

Una farina di tipo 2 ad elevato contenuto di fibre ( simile alla farina integrale), ma con caratteristiche organolettiche e di utilizzo identiche a quelle della farina raffinata.

Ingredienti

Per il poolish

250 g Farina Wellness tipo 2

250 g Acqua

0,3 g Lievito compresso

Per l’impasto

1 Kg Farina Wellness tipo 2

300 g Acqua

75 g Olio extra vergine

20 g Lievito compresso

20 g Malto in polver27 g Sale

100 g Acqua di correzione

Per la farcitura

500 g Panna

40 g Grana grattugiato

100 g Guanciale

2 Uova

Procedimento

Per il poolish

Miscelare gli ingredienti con spatola e fare lievitare 12 ore a 18°C.

Tempi di impasto

Impastatrice a spirale: 15 minuti in I° velocità, 10 minuti in II° velocità. Temperatura finale di impasto: 26°C.

Procedimento

Impastare il poolish con il resto degli ingredienti e 300 g di acqua. aggiungere a più riprese gli altri 150 g di acqua fino a formare un impasto liscio. Fare riposare 40/45 minuti a 27°C. Spezzare e deporre in teglia, dopo un ulteriore riposo di 20 minuti, stendere e spennellare con olio. Mettere a lievitare 60 minuti a 27 °C 75% U.R.. Farcire con il guanciale, la panna e il formaggio emulsionato. Infornare a 230° C per circa 15 minuti.

Chi va al mulino …

le farine e Monica Viani
DF: Beh, chi va al mulino, … s’infarina. Sì. Ma anche si accultura. Cerealia, azienda molitoria che un mulino antico da mostrare ce l’ha per davvero – prevede, ci è stato riferito, di organizzare visite e attività. Come saranno? Per chi saranno? Accetteranno proposte? Il nostro immaginario famelico sta già lievitando.

 

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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