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Dalla festa della Befana fascista ai befanini: viaggio nella tradizione popolare dell’Epifania

La Befana non è solo una vecchina con la scopa: è memoria collettiva, cibo popolare e una tradizione che racconta chi siamo

La Befana non è solo una figura folkloristica: è un simbolo antico che unisce riti pagani, potere, memoria collettiva e dolci popolari come i Befanini, raccontando l’Italia più autentica

Ogni cultura conserva riti e simboli che collegano il presente alle proprie radici ancestrali. In Italia, poche tradizioni sono rimaste vive, riconoscibili e profondamente popolari come la festa della Befana. Una celebrazione spesso sottovalutata dai media contemporanei, ma che affonda le sue radici in un immaginario antico, fatto di cicli naturali, folklore, religione e cultura materiale.

Non a caso, il fascismo ne aveva intuito la forza simbolica: nel 1928 istituì la Befana Fascista, poi ribattezzata Befana del Duce o Natale del Duce. Una celebrazione benefica rivolta ai bambini delle classi meno abbienti, che trasformò una festa popolare in uno strumento di propaganda, rafforzando il consenso e il culto della personalità di Mussolini. Un esempio emblematico di come le tradizioni possano essere piegate al potere, senza però riuscire a cancellarne l’anima originaria.

Ancora oggi, in tutta Italia, la Befana viene celebrata con feste che conservano una radice autenticamente popolare. Tra tutte spicca Urbania, nelle Marche, considerata a pieno titolo la Città della Befana. Qui la festa dura giorni e culmina con eventi, mercatini e persino la Casa della Befana, visitabile durante le celebrazioni.

Befana: un incrocio tra tradizione e modernità

Urbania, la città della Befana
A Urbania si festeggia ancora oggi la Festa della Befana in modo originale

La parola Befana deriva dalla storpiatura del termine greco epifáneia, “manifestazione”. La sua storia è antichissima e intreccia riti pagani, mitologia agraria e folklore, risalenti a epoche in cui il tempo era scandito dai cicli della natura.

In origine, la Befana simboleggiava il passaggio delle stagioni, la fine dell’anno agricolo e l’attesa di una nuova rinascita. L’Epifania è diventata così una celebrazione legata al tema della morte e rinascita, del tempo che si consuma per rigenerarsi, del ciclo eterno della vita.

Con l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa assorbì questa figura per allontanarla da possibili legami con la stregoneria. Venne recuperata un’antica fiaba popolare secondo cui una donna anziana, inizialmente scorbutica, rifiutò di accompagnare i Re Magi verso Gesù Bambino. Pentitasi, cercò invano di raggiungerli e così scelsedi lasciare doni davanti alle case dei bambini, nella speranza di incontrare il Bambino figlio di Dio.

La scopa, il fuoco e il potere femminile negato

teatro in Lunigiana
Lo chapiteau, un elegante tendone in stile anni ’20

La Befana dell’immaginario collettivo vola su una scopa: un oggetto magico ma anche fortemente simbolico. Il legno e la saggina erano infatti gli stessi materiali utilizzati per accendere i roghi su cui venivano arse le donne accusate di stregoneria.

La Befana che brucia nei falò rituali rappresenta il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, ma per secoli ha incarnato anche un monito sociale: la fine che potevano fare le donne che osavano vivere fuori dalle regole imposte dall’autorità religiosa, politica e maschile.

Brutta, sporca, anziana, senza denti, antipatica, solitaria, dotata di poteri soprannaturali: la Befana raccoglie in sé tutti gli stereotipi utilizzati per denigrare e controllare le donne indipendenti. Ma proprio per questo è una figura potentissima e che ancora oggi, se ben raccontata, ha una valenza rivoluzionaria.

Cosa rappresenta davvero la Befana

predire il futuro e il cibo

La Befana è molto più di una vecchina che porta dolci o carbone. Simbolicamente rappresenta:

  • il tempo che passa e si rinnova

  • la saggezza popolare

  • la fertilità e la speranza per il nuovo anno

Il Cristianesimo, per paura che la Befana diventasse una figura troppo vicina alla stregoneria, l’ha collegata all’Epifania, facendola diventare la portatrice di doni in ricordo del viaggio dei Re Magi.

La Befana oggi: turismo, cultura ed empowerment femminile

Oggi la Befana è anche un potente strumento di valorizzazione culturale e turistica. Fiere, mercatini, eventi gastronomici e rievocazioni animano borghi e città, mantenendo vivo un patrimonio immateriale che parla di comunità e memoria.

Non solo: la figura della Befana ha affascinato anche il mondo femminista. È una donna anziana non idealizzata, libera dai ruoli tradizionali di moglie e madre, capace di premiare e punire, autonoma e indipendente. Una donna che non chiede il permesso di esistere.

In questo senso, la Befana si sta trasformando in un simbolo di empowerment femminile, una figura fuori dalle regole imposte, potente proprio perché marginale.

La Festa della Befana a Roma: Piazza Navona

festa della befana a roma piazza navona

A Roma, la Befana ha un palcoscenico storico: Piazza Navona. L’aria profuma già di zucchero filato, dolciumi e caldarroste. Le bancarelle si riempiono di calze colorate, giocattoli e caramelle, mentre artisti di strada e musicisti animano la piazza.

I bambini corrono tra le luci, immaginando la vecchina che arriverà nella notte del 6 gennaio. Anche gli adulti riscoprono una magia infantile, lasciandosi avvolgere da una festa che trasforma uno dei luoghi simbolo di Roma in uno spazio sospeso tra fantasia e tradizione.

Festa della Befana e dolci tradizionali: i Befanini fiorentini

la ricetta dei befanini per festeggiare la Befana
Befanini fiorentini decorati con glassa e confettini colorati, i tradizionali biscotti dell’Epifania legati alla festa della Befana

Tra le tradizioni gastronomiche legate alla festa della Befana, i Befanini di Firenze occupano un posto speciale. Non si tratta solo di biscotti, ma di un vero e proprio rito collettivo, che unisce cucina, religione e memoria popolare.

I Befanini sono piccoli biscotti di pasta frolla, aromatizzati con scorza d’arancia o limone, talvolta con un tocco di vaniglia. Dopo la cottura vengono decorati con glassa di zucchero e confettini colorati, un’esplosione visiva che richiama immediatamente l’infanzia e la festa. Ogni biscotto è diverso dall’altro, imperfetto e unico, proprio come la tradizione da cui nasce.

A Firenze i Befanini sono indissolubilmente legati alla Cavalcata dei Magi, la storica rievocazione che si svolge il 6 gennaio e che attraversa il centro storico fino al Duomo. In questa occasione, i biscotti vengono distribuiti ai bambini come dono simbolico, rievocando il gesto dei Re Magi e rafforzando il legame tra sacro e quotidiano.

Dal punto di vista storico, i Befanini rappresentano una cucina povera ma ingegnosa, fatta di ingredienti semplici e facilmente reperibili nelle case contadine: farina, uova, zucchero, burro o strutto. La decorazione colorata, aggiunta solo alla fine, era il vero momento di festa, quello in cui anche il cibo diventava celebrazione.

I Befanini, non solo biscotti

C’è poi un aspetto profondamente sociale: tradizionalmente i Befanini venivano preparati in casa, spesso coinvolgendo i bambini, trasformando la cucina in uno spazio di trasmissione culturale. Non era importante la perfezione estetica, ma il gesto, il tempo condiviso, l’attesa del 6 gennaio.

Ancora oggi, nonostante la loro presenza nelle pasticcerie e nei forni cittadini, i Befanini conservano una forte identità domestica. Sono biscotti che raccontano una città e il suo rapporto con la tradizione: Firenze li protegge come un piccolo patrimonio gastronomico stagionale, legato a un preciso momento dell’anno, che non ha bisogno di essere destagionalizzato per esistere.

Perché è importante preservare la festa della Befana

La Befana non è solo una ricorrenza folkloristica, ma un sistema vivente di conoscenza. Insegna a stare insieme, a trovare felicità nelle piccole cose, a riconoscere il valore della memoria collettiva.

Gli ostacoli principali alla sua sopravvivenza sono la modernizzazione e i ritmi della vita urbana: lavoro, scuola e pressioni economiche rendono sempre più difficile la trasmissione culturale. Spesso queste tradizioni vengono liquidate come superate, dimenticando che sono strumenti per costruire identità e comunità.

Perché la Befana è speciale per Famelici

Per Famelici, la festa della Befana è un ponte tra passato e presente. In un’epoca che emargina gli anziani, questa figura ricorda l’importanza dei legami intergenerazionali. Non è nostalgia, ma costruzione del futuro.

Le tradizioni insegnano presenza, intenzione e cura. Plasmano l’identità, aiutano ad affrontare le sfide personali e ricordano da dove veniamo.

La nostra Befana preferita

Fare gli auguri a tutte le donne il 6 gennaio, chiamandole Befane, non è un insulto. È un atto di gratitudine verso lo spirito femminile che salva, protegge, trasforma e rende il mondo un po’ più magico. E, nei casi migliori, ci restituisce il privilegio di sentirci ancora Bambini che possono tutto.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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