Cosa vedere a Genova in 2 giorni la guida di Famelici per conoscere “la Superba”, la città che si liberò da sola dalle milizie nazifasciste. Dai Palazzi dei Rolli alle botteghe storiche senza dimenticare un tuffo nelle tradizioni di una città fiera del suo passato. E vi diciamo anche dove mangiare
Una città come Genova non consente di essere visitata seguendo un programma costruito troppo rigidamente. É una città da scoprire a piedi, rispettando i suoi tempi e i suoi spazi. É una città da navigare, accettando i cambiamenti di rotta imposti dalla scoperta di tanti particolari che nessuna guida segnala. Genova è affascinante all’alba, quando ancora i suoi abitanti dormono, di giorno quando ostenta la sua bellezza e di notte grazie alla vivacità dei suoi locali.
Genova si raggiunge facilmente con il treno e il nostro consiglio è di scegliere un albergo vicino alla Stazione Principe, da dove si raggiungono facilmente tutte le attrazioni della città. La nostra scelta è ricaduta sullo storico Grand Hotel Savoia. É tempo di dirvi che cosa vedere a Genova in due giorni.
Cosa vedere a Genova in 2 giorni: dai Palazzi dei Rolli alle botteghe storiche, un viaggio indimenticabile tra cultura e gastronomia
Il risveglio di Genova: la focaccia pucciata nel cappuccino

Genova si sveglia presto, rivelando colori inaspettati. È a quest’ora che la passeggiata fino a Boccadasse, storico e iconico quartiere di pescatori di Genova, regala emozioni indescrivibili. Vi accolgono casette colorate a picco sul mare e una spiaggetta di ciottoli. La città si sveglia e per voi è giunto il tempo di fermarvi in un panificio per acquistare un pezzo di focaccia da pucciare nel cappuccino. Se volete fare la colazione alla ligure, dovete imparare a regolare il tuffo della focaccia nella tazza: la focaccia non deve rimanere nel cappuccino né troppo poco per evitare che l’unto rimanga nel latte, né troppo a lungo, perché la focaccia diventerebbe molle.
I Palazzi dei Rolli: la meraviglia che illumina gli occhi e nutre l’anima
I Palazzi dei Rolli testimoniano la ricchezza economica e culturale della Repubblica di Genova tra il Cinquecento e il Seicento
Dopo la colazione alla genovese siete pronti a entrare nei Palazzi dei Rolli, palazzi che tolgono il fiato per la loro bellezza. Nel centro storico e lungo via Garibaldi, via Cairoli e via Balbi troviamo i palazzi dell’aristocrazia genovese, diventati dal 2006 patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Se le facciate sono sontuose ed eleganti, all’interno sono custoditi affreschi, quadri, arredi e giardini segreti ricchi di fascino.

Il secolo d’oro di Genova e i Palazzi dei Rolli
La Repubblica di Genova, tra il 1528 e il 1647, era una potenza commerciale e finanziaria. Tutto ha inizio grazie alle capacità dell’Ammiraglio Andrea Doria di stringere una strategica intesa con l’imperatore Carlo V. I nobili genovesi, consapevoli dell’importanza di stringere relazioni internazionali, ristrutturarono le proprie case o ne costruirono nuove, prediligendo la Strada Nuova, oggi via Garibaldi. I proprietari dei palazzi, obbligati a ricevere nelle proprie dimore diplomatici, cardinali, nobili e dignitari in visita nella Repubblica, erano inseriti in speciali elenchi detti Rolli (ruoli, elenchi). I Palazzi erano estratti a sorte e il proprietario doveva pagare tutte le spese di rappresentanza. Gli elenchi erano divisi in categorie, a seconda dell’opulenza delle dimore.
Il modello di ospitalità ebbe un grande successo e Paul Rubens, che visse a Genova per 5 anni, lo elogiò, descrivendo l’architettura dei palazzi in un libro di grande successo pubblicato ad Anversa. Noi abbiamo visitato alcuni dei Palazzi dei Rolli e ve li raccontiamo.
Quali sono i Palazzi dei Rolli che abbiamo visitato
- Palazzo Cattaneo della Volta: chiamato anche palazzo Cattaneo di San Torpete, ancora abitato nella parte superiore, è la testimonianza di come la storia di Genova sia una storia di famiglie, in genere una di origine nobile e l’altra di ricchi commercianti. La famiglia Cattaneo con l’opulenza del palazzo voleva testimoniare la propria ricchezza e la propria superiorità culturale. Fino ai primi del 900 qui erano custoditi ben nove Van Dyck! Oggi bisogna accontentarsi di copie.
- Palazzo Doria De Fornari: costruito in epoca medievale, fu rinnovato sia architettonicamente che nelle decorazioni tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.
- Palazzo Rosso: la residenza seicentesca dei Brignole-Sale custodisce opere di Van Dyck, Rubens e Veronese. Da ammirare il sontuoso ciclo “delle Stagioni” affrescato da Domenico Piola e Gregorio De Ferrari. Autentico capolavoro della decorazione genovese barocca è la “Sala della Primavera”. Da non perdere la scala ottagonale realizzata dal razionalista Franco Albini durante i lavori di restauro dell’edificio. La scala è sostenuta da tiranti in acciaio. Lungo tutto il profilo, un corrimano in pelle e un tappeto rosso sottolineano i lati dell’ottagono.
- Palazzo Bianco: detto anche Palazzo Grimaldi, custosisce un’opera attribuita a Caravaggio,Tintoretto, Vasari e ai pittori fiamminghi, tra cui Rubens e Van Dyck

ll Palazzo Nicolò Lomellini, anche detto Palazzo Lauro: un tempo era al limite della città, acquisì una posizione centrale con lo sviluppo dei palazzi delle grandi gamiglie genovesi.Durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardato e ricostruito dall’armatore napoletano Achille Lauro nel 1949. Lo comprò per farne degli uffici per gestire le sue flotte. Affidò l’opera all’architetto Robaldo Morozzo della Rocca: nella sala principale, esempio di classicismo novecentesco, viene richiamata l’architettura del Pantheon romano. La decorazione a stucco richiama le decorazioni dei vasi greci, ricordando le gesta cantate da Omero nell’Odissea. Il tetto vetrato con il suo richiamo al vuoto ricorda il bombardamento tedesco. La pavimentazione in marmo richiama il 500 e il 600, quando il porto di Genova era il principale mercato per la sua commercializzazione.

- Palazzo Doria-Tursi: un palazzo imponente, che ospita la statua della Maddalena pentita del Canova realizzata nel 1796. La statua raffigura la Maddalena in atteggiamento di preghiera e pentimento, inginocchiata su un basamento e con i capelli sciolti. La drammaticità è tutta nel volto dal quale traspare la contrizione e il patimento del lungo digiuno penitenziale della peccatrice. Sono visibili lacrime quasi impercettibili.
- Palazzo Lomellino: il Palazzo della famiglia che controllava il mercato del corallo e che pagarono la costruzione della Chiesa dell’Annunziata, è nota per la bellezza e la magia del giardino segreto.

Come posso visitare i Palazzi dei Rolli: che cosa sono i Rolli Days e quando si svolgono
L’occasione migliore sono i Rolli Days. Durante i Rolli Days molti dei Palazzi dei Rolli aprono al pubblico con un ricco programma di visite guidate.Per visitarli, occorre prenotare la visita. Nel 2025 si svolgono dal 26-27 aprile / 3-4 maggio 2025. Palazzo Bianco e Rosso, essendo musei, sono visitabili tutto l’anno. Il Palazzo Doria De Fornari è visitabile, soprattutto in occasione di eventi speciali. È consigliabile controllare gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti sul sito web di Visitgenoa o altri siti web turistici.
Le Botteghe Storiche di Genova, un tesoro inestimabile
Pasticceria Marescotti di Cavo, 5 generazioni di pasticcieri

Fondata nel 1780 all’interno di Palazzo Gattilusio, con il nome di Cioccolateria Cassottana, nel 1906 cambiò il nome in Marescotti. Si distingue per gli arredi in stile Carlo X e la presenza di marmi policromi, boiserie ambrate, ottoni e vetrine in cristallo. Al piano superiore, ora adibito a sala, c’era un tempo il laboratorio di pasticceria.
Qui si fonde la pasticceria sabauda con quella ligure. Si producono gli amaretti di Voltaggio – dal sapore mandorlato – e la Torta Mazzini, amata in Svizzera dal patriota genovese tanto da inviarne alla madre la ricetta a base di farina, mandorle, uova, succo di limone, zucchero e burro. La pasticceria è nota anche per gli aperitivi, di cui il più noto è il Marescotti, che veniva servio solo dopo le 17.00.
Antica Friggitrice Carega, dove si frigge ancora a carbone
L’Antica Friggitrica Carega offre davvero prodotti di qualità. Dal cuoppo misto alle frittelle di pane fino alla panissa. Sono visibili i padelloni pieni d′olio appoggiati sul carbone ardente.
Lucarda, il negozio specializzato in abbigliamento da marinaio

Lucarda, tramandata di generazione in generazione dalla famiglia Lucarda dal 1920, si è specializzata nella produzione di abbigliamento da lavoro per portuali e marinai, affermandosi presto anche nell’abbigliamento casual. É stata per lungo tempo un punto di riferimento per le giovani generazioni. Gli interni, dall’insegna al piano superiore, sono rimasti invariati sin dalle origini e rispecchiano lo stile genovese, arricchiti da cimeli dell’epoca dei transatlantici e di altri eventi storici.
Romanengo, la storia di Genova in pasticceria

Il locale in origine si trovava in una via parallela e non vendeva dolci ma spezie. La famiglia Romanengo si spostò per apreire una confetteria. La grande cornucopia e il vaso marmoreo carico di frutti sono il tratto distintivo da più di duecento anni della Pasticceria Romanengo di Genova. Qui si possono acquistare confetture, marron glacés, fondant alla frutta, praline, confettini con cuore di mandorla, corteccia di cannella, pinoli, semini di finocchio canditi e le gocce di rosolio preparate secondo ricette antichissime.
L’Asinello, l’aperitivo della Genova vecchia
L’asinello si fa con il Corochinato, il cui nome deriva da due parole: “Coro” (Coronata, il quartiere di origine del vino) e “chinato”

All’ora dell’aperitivo, che scandisce il tramonto, a Genova si beve l’Asinello, il drink dei giovani poeti universitari, dei camalli, dei cantautori. realizzato con il Corochinato, un vino bianco aromatizzato, i da sedici erbe, tra cui due qualità di assenzio, calissala, corteccia di china, rabarbaro e genziana. L’etichetta della bottiglia, che risale al 1886, riporta l’immagine di un contadino genovese e del suo mulo. Se volete l’Asinello tradizionale, non scordate la scorzetta di limone e due cubetti di ghiacci e di berlo con la focaccia ligure.
Indirizzi per una cena golosa: che cosa mangiare a Genova

Dopo una full immersion in tanta bellezza, serve una sosta gourmet. Per il pranzo, vi consigliamo di mangiare al Mercato Orientale di Genova, aperto nel 1899, e situato nella centrale via XX Settembre. Qui potete trovare oltre alle gustose ricette della cucina ligure, pesce e una varietà e una qualità di verdure e frutta sorprendente.
Per cena, per una cucina più raffinata, ma sempre genovese, vi suggeriamo il Cambi Café, che trova spazio in uno dei Palazzi dei Rolli, il Palazzo Nicolosio Lomellino. Lo storico caffè della casa d’aste genovese Cambi propone numerosi piatti della cucina ligure come le acciughe fritte, i pansotti conditi con la salsa di noci, numerosi piatti di pesce freschissimo e delicati dessert.

E per finire noi abbiamo goduto di una cena elegante davvero particolare all’interno di uno dei Palazzi dei Rolli, Palazzo Imperiale. Una cena gourmet con forti richiami alla cultura gastronomica ligure. Così abbiamo iniziato con un branzino marinato agli agrumi e chinotto di Savona, per continuare con trofie zucchine e gamberi e dorso alla ligure su vellutata di patate allo zafferano e carciofi di Albenga per concludere con un budino al basilico e limoncello.

